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Niente violenza nella comunità
giovedì 10 luglio 2008

da quibrescia.it

(red) Assolti perché il fatto non sussiste. Si è concluso senza condanne il processo davanti alla prima sezione penale del tribunale di Brescia a carico di tre dipendenti degli Spedali Civili, in servizio alla comunità protetta del Dipartimento di salute mentale di via Duca degli Abruzzi 103, in città. L’accusa era infamante: violenza sessuale ai danni di una paziente.

L'inchiesta era nata nel novembre di tre anni fa dopo un esposto di due ex dipendenti. Secondo l'accusa sostenuta dal pm Marco Dioni, il medico responsabile della comunità, due operatori tecnici e un infermiere, insieme con l'educatrice professionale e due operatori sanitari (questi ultimi tre rinviati a giudizio) avevano costretto una paziente a compiere e subire atti sessuali di varia natura. La presunta vittima degli abusi, una donna che alternava fasi di depressione con momenti di euforia a sfondo sessuale, è deceduta nel corso del processo.

Ma il tribunale ha stabilito che nella struttura sanitaria non c’è stata nessuna violenza. Alcune intercettazioni ambientali effettuate dai carabinieri durante l’indagine registrarono, secondo i giudici, un modo forse ambiguo e non molto ortodosso di assecondare la paziente, ma non atti sessuali.

Durante l’udienza preliminare il gup Elisabetta Pierazzi aveva già mandato assolto dall’accusa di non aver impedito le violenze il medico responsabile della struttura protetta, mentre aveva condannato i due operatori tecnici a un anno e sei mesi, uno per ingiurie e percosse, e l’altro per interferenze illecite nella vita privata. Il settimo imputato, l’infermiere, era accusato di peculato, per essersi impossessato di generi alimentari e di farmaci di proprietà della struttura e ha già patteggiato 2 anni e 6 mesi.

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ALLORA LA NOTIZIA ERA APPARSO IN QUESTO MODO: che differenza!!!

Brescia: Abusi in comunità, sei in manette

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