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L'ASSOCIAZIONE
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Dopo gli arresti e le perquisizioni per i presunti episodi accaduti nella struttura psichiatrica di via Duca degli Abruzzi 103 Contestazioni che riguardano dipendenti del Civile i quali risultano coinvolti, a vario titolo, nei presunti episodi di violenza e abusi che - secondo quanto è dato finora sapere - sarebbero stati perpetrati nei confronti di due degenti, un uomo ed una donna, questultima sulla sessantina. Fatti gravissimi, sui quali i carabinieri del Nas hanno svolto una serie di accertamenti che avrebbero raggiunto - a «lavori in corso» - anche linterno della struttura, dove laltra mattina hanno effettuato una perquisizione, come del resto è stato nelle abitazioni delle persone indagate. Per il momento il procuratore Giancarlo Tarquini, che ha seguito personalmente lindagine con il sostituto Alessandra Bellù, ha disposto la massima riservatezza sullinchiesta. Nelle prossime ore, quando sarà concluso il lavoro di verifica del materiale raccolto, gli inquirenti forniranno il quadro della situazione sul versante dellaccusa nel corso di una conferenza stampa convocata questa mattina nella sede del comando provinciale dei carabinieri, in piazza Tebaldo Brusato. Riserbo, dunque, anche sullorigine delle indagini che hanno portato agli arresti nelle rispettive abitazioni per il medico referente della struttura, per due infermieri, per altrettanti operatori tecnico assistenziali e per un educatore. Non tutti sarebbero comunque coinvolti nelle ipotesi di reato più gravi che gli investigatori del Nas avrebbero accertato. Al medico, assistito dallavv. Vittorio Arena, sarebbe contestata unipotesi di omessa vigilanza sulloperato delle persone, a diretto contatto con i pazienti, di cui aveva la responsabilità. Tra queste, alcune sono indagate per i presunti episodi di maltrattamenti, e non solo, che hanno destato non poco sconcerto. Il reato di peculato, che pure compare tra i reati contestati, riguarderebbe invece lutilizzo di cibo destinato ai pazienti della comunità protetta e sarebbe stato contestato ad uno solo degli indagati. Ad altri, non si sa quanti, sono invece addebitati i comportamenti più gravi, relativi ai presunti episodi di violenza ed abusi che rappresentano il «cuore» della vicenda. Una situazione che è seguita «nel massimo rispetto delloperato dellautorità giudiziaria» - come ha affermato il direttore generale Lucio Mastromatteo nellimmediatezza degli arresti - dai vertici dellOspedale Civile sui quali la notizia del blitz dellaltra mattina è piombata come un fulmine e ciel sereno, quando dalla struttura che sarebbe stata teatro dei fatti oggetto dellinchiesta è arrivata la segnalazione della contemporanea assenza di diversi dipendenti. Nel frattempo alcuni degenti della comunità protetta di viale Duca degli Abruzzi 103 sono stati trasferiti in una struttura analoga che si trova sempre nella stessa strada. Lintervento disposto dalla magistratura ha infatti dimezzato il personale, ridotto da 19 a dieci unità. Problematico, in questa situazione, assicurare la necessaria assistenza a tutti i pazienti, circa una dozzina, che vengono seguiti da tempo nella comunità, che rappresenta una delle tappe del percorso verso le dimissioni. Un luogo in cui, secondo laccusa, si sarebbero verificati fatti gravissimi. Con pazienti psichiatrici come vittime. Un quadro non ancora compiutamente conosciuto. Nelle prossime ore se ne dovrebbe sapere di più. |
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