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L'ASSOCIAZIONE
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Gli interrogatori di garanzia dei sei indagati per le presunte violenze sui malati psichici Parla il referente della struttura protetta di via Duca degli Abruzzi 103 Quando lui e i suoi cinque colleghi si sono trovati al centro di una vicenda che ha causato allarme, soprattutto tra gli ospiti della casa e tra i loro parenti. Messo davanti agli indizi raccolti dai militari del Nas, e quindi ai video e agli audio nei quali si udirebbero rumori di schiaffi, il responsabile della struttura, accompagnato in aula per linterrogatorio di garanzia con lavvocato Vittorio Arena, ha ripetutamente dichiarato al gip Alessandra Ramon la sua estraneità ai fatti. Indagato per omesso controllo, quindi per non aver impedito le presunte molestie, il medico è stato uno dei pochi a rispondere alle domande del giudice per le indagini preliminari. Degli altri cinque operatori finiti sotto inchiesta, solo linfermiere accusato di essersi impossessato di alimenti e medicine destinate alla dozzina di pazienti ospiti della casa di via Duca degli Abruzzi, e quindi iscritto sul registro degli indagati per peculato, ha chiarito la sua posizione. Per lui, lavvocato Stefano Verzeletti, ha deciso di adire il Tribunale del riesame in modo da ottenere la sua rimessione in libertà. Tutti gli altri, ancora agli arresti domiciliari, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere e lasciato al gip, che si è riservato qualche giorno per decidere sulla liberazione dei sei, solo la versione dellaccusa. È probabile a questo punto, che gli indagati che ancora non lhanno fatto decidano di parlare più avanti, davanti ad un giudice diverso da quello che ha firmato le istanze di custodia cautelare. Per questo motivo è atteso il ricorso al Tribunale del Riesame, per il quale le difese hanno tempo sino a giovedì. |
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