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L'ASSOCIAZIONE
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«La situazione è allarmante - commenta Carlo Colosini, presidente di Alleanza per la salute mentale -, i familiari dei pazienti sono molto preoccupati. Il trasferimento dei pazienti è positivo perchè in tal modo la situazione può essere bonificata completamente, ma i malati dovranno affrontare un grosso trauma». Ieri Colosini ha sentito velocemente Giuseppe Fazzari, direttore dellUnità operativa complessa di Montichiari, da cui dipende la comunità protetta. Vincolato dal segreto istruttorio Fazzari non ha potuto, ovviamente, parlare dellinchiesta e dei provvedimenti presi nei confronti dei dipendenti dellazienda ospedaliera Spedali Civili di Brescia, ma dopo la conversazione Colosini si è sentito un po più tranquillo. «Il direttore Fazzari - precisa - mi ha tranquillizzato, ma è innegabile che la situazione ci sia e che sia grave». Nella comunità protetta al 103 di viale Duca degli Abruzzi sono in cura (il progetto di recupero può durare al massimo due anni) sia uomini che donne di tutte le età: ci sono persone giovani e meno giovani. Colosini ovviamente non conosce tutti i pazienti in cura alla comunità protetta, nè tantomeno conosce tutti gli infermieri e gli educatori operativi nella struttura di viale Duca degli Abruzzi 103. «Non posso esprimere giudizi su personale che non conosco completamente - conclude Colosini -, ma nutro una profonda stima e apprezzamento per i sanitari e gli operatori che ho conosciuto: sono tutti preparati e disponibili».w.p. |
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