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martedì 15 novembre 2005 cronaca pag. 7

Silvano Agosti: «Spero non diventi una scusa per riaprire i manicomi»

«Spero che adesso a qualcuno non venga in mente di riaprire i manicomi». Il regista bresciano Silvano Agosti non entra nel merito della notizia degli arresti per i presunti abusi sessuali e maltrattamenti all’interno della struttura psichiatrica cittadina. Impossibile commentare ciò che ancora non si conosce con certezza. Ma i due film girati sull’argomento («Matti da slegare», del ’74, firmato con Bellocchio, Rulli e Petraglia, e «La seconda ombra», del 2003, con Remo Girone, dedicato alla figura di Franco Basaglia) sono la testimonianza dell’impegno verso «il malato di mente considerato prima di tutto come essere umano» e legittimano il suo timore che la Legge 180 possa essere cancellata.
«Non vorrei - dice - che qualcuno potesse trovare delle scuse per riaprire i manicomi, che sono delle piccole cattedrali del profitto, delle piccole industrie».


Agosti giudica positivo il bilancio di 25 anni della riforma che ha sancito la chiusura dei manicomi e assegnato ai servizi psichiatrici territoriali gli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione delle malattie mentali. «È positivo - spiega - perchè non si torturano e non si ammazzano più i pazienti. Però oggi le torture sono chiamate terapie e ho il dubbio che la legge non sia mai stata completamente operativa se non nelle strutture delle città in cui Basaglia ha lavorato, cioè Gorizia, Trieste, Parma, Arezzo e Roma».

Il film del ’74 è in realtà un documentario. «Fu proiettato in Parlamento - ricorda il regista - quattro anni prima che venisse approvata la Legge 180. Documentava il pensiero fondamentale di Basaglia, e cioè la consapevolezza che il malato di mente è prima di tutto un essere umano». Il film di due anni fa è invece «una fiaba reale, essendo dedicato alla figura di Basaglia e connessa con la vita che viene mostrata. Nei primi dieci minuti racconta cos’erano i manicomi, poi il cammino verso la liberazione».

«La seconda ombra» sarà riproposto a dicembre al Piccolo cinema paradiso, la sala cittadina che Agosti ha voluto dedicare al cinema di qualità.a.s.

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