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L'ASSOCIAZIONE
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«Conosco gli operatori della struttura di cui si parla e la notizia mi suona quasi incredibile - sono state le parole di Colosini -. Su quegli operatori avrei quasi messo la mano sul fuoco. Comunque verificheremo se e come i diritti dei degenti sono stati violati». Colosini incontrerà oggi il responsabile dell«unità operativa» psichiatrica, le cui segnalazioni hanno portato allapertura dellinchiesta, nellambito della quale sono indagate altre persone. «Lo conosco bene - dice il presidente dellassociazione -: posso tranquillamente affermare che è una persona di grande equilibrio. E questo fatto mi allarma ancor di più, perchè se linchiesta è partita dalle sue segnalazioni significa che qualcosa è accaduto. Mi recherò personalmente nella struttura per rendermi conto di come stanno le cose. Spero che nella realtà non sia successo nulla di grave e che alla fine la vicenda si ridimensioni. Ma in questo momento non posso che essere molto allarmato». LAlleanza per la salute mentale si è costituita nell82. Attualmente riunisce circa 350 persone, la maggior parte delle quali in città, ma può contare anche su un consistente nucleo in Franciacorta. «Il nostro impegno - ha ricordato il presidente - è difendere i diritti dei pazienti e dei loro famigliari. Stiamo portando avanti delle battaglie anche con le altre associazioni lombarde. In alcune strutture ci sono ancora alcuni reparti chiusi e non mancano situazioni di contenzione, cioè tentativi di contenere fisicamente i pazienti più gravi. Fortunatamente il fenomeno è quasi scomparso, ma è compito nostro vigilare». Oggi dunque il presidente dellassociazione cercherà di conoscere la verità. Linchiesta, a quanto si è appreso, riguarderebbe anche altri reati. |
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