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dal di Sabato 28 agosto 2004

L’OPINIONE DI VOLONTARI E FAMILIARI
Per aiutare i malati di mente

    
Il 21 giugno abbiamo letto la lettera firmata dal presidente di «Alleanza per la salute mentale», che esponeva quattro situazioni poco felici della psichiatria nella nostra città e in valle Trompia. Il 4 luglio l’Azienda Ospedaliera Spedali Civili, tramite il proprio ufficio stampa, ha replicato minimizzando o banalizzando le critiche, che invece noi familiari e volontari condividiamo. In particolare: 1. Nel punto uno l’Alleanza lamentava: a) che l’attuale reparto di psichiatria costituisce da troppi anni una vergogna per Brescia, riportando a sostegno anche alcune affermazioni datate 1995 del professor Emilio Sacchetti, come ad esempio: «Quello del Civile è uno schifo di reparto tanto che io non ci ricovererei il mio peggior nemico»; b) che nell’ultimo decennio non erano neppure intervenuti lavori di manutenzione per ridurne la vergogna; c) che la salute mentale aveva beneficiato solo marginalmente del patrimonio immobiliare costituito dall’ex Ospedale psichiatrico. L’addetto dell’ufficio stampa dell’Azienda ospedaliera non ha neppure preso in considerazione i punti b) e c), mentre per il punto a) non ha negato la vergogna che anzi viene garantita per almeno altri sei mesi, ma la paternità delle frasi del 1995. In realtà l’attuale responsabile del Dipartimento salute mentale, come sette altrettanto autorevoli relatori, parlò senza tanti giri di parole davanti a un microfono, a un registratore bene in vista e a 250 ascoltatori presenti al convegno organizzato dalla signora Moroni Andreina. L’argomento che trattò fu «La legge 180: la sua applicazione in Lombardia e a Brescia». Gli interventi furono successivamente "sbobinati" e i testi ottenuti raccolti nell’opuscolo «Corso sulla formazione dei volontari». 2. La Organizzazione mondiale della sanità (Oms) riferendosi specificamente alla riforma della salute mentale in Italia (Rapporto del 2001) afferma che per i malati «il fenomeno della "porta girevole" si manifesta solo nelle zone sprovviste di servizi di comunità ben organizzati ed efficaci». Anche secondo noi, Brescia e la Valle Trompia rischiano di appartenere a una di queste zone, tanto che la manifestazione di utenti, familiari, volontari e autorità del 29 maggio scorso davanti ai cancelli del nosocomio cittadino ha rappresentato l’ennesima protesta la cui drammatica serietà era palese, anche per la presenza di un sindaco triumplino (nella sua qualità di presidente della Conferenza dei sindaci), lasciato all’ingresso nonostante che la fascia tricolore ne attestasse la funzione. Per esperienza diretta, la discontinuità del trattamento può originarsi talvolta anche allo scadere del rapporto di lavoro a termine (di otto mesi "eccezionalmente" rinnovabili) con i medici precari, che nel nostro Dipartimento coinvolge oggi ben dodici operatori. A settembre la preannunciata assunzione a tempo indeterminato riguarderà solo tre di loro, mentre per gli altri nove si prevede un altro incerto "giro". Con utenti e familiari resi ininfluenti e in attesa dell’ennesimo fatto compiuto, come la rimozione dal servizio di alcuni psicologi che, pur se necessari alla terapia, sono stati tolti ai Centri psico sociali. 3. Dopo mesi di proteste, e durante la festa di inizio estate dei centri diurni, i calici si sono levati con maggior gioia, in via Manara, nel cortile dell’attuale sede del 3° Cps, per festeggiare l’annuncio - (verbale del dottor Mastromatteo che ringraziamo) - proveniente dagli Spedali civili, per cui il piano interrato e di modesta altezza denominato Ex-nuovasede-del-terzo-Cps era stato finalmente promosso a magazzino ed archivio. Utilizzo certamente adeguato, ma che solo in parte ripagherà dei soldi spesi. 4. La auto-esclusione dal progetto transnazionale Equal finalizzato a «creare le condizioni per l’inserimento lavorativo dei soggetti più deboli sul mercato del lavoro», finanziato al 50% dal Fondo sociale europeo, è stata purtroppo confermata, con la sbrigativa e preminente motivazione ufficiale di una «valutazione negativa della utilità della iniziativa». Il contrario sarà ben presto dimostrato dalle numerose Aziende ospedaliere che vi partecipano e precisamente: S. Antonio Abate di Gallarate, Universitaria Macchi di Varese, San Carlo Borromeo di Milano, Niguarda di Milano, di Vemercate, San Gerardo di Monza, Mellino Mellini di Chiari, di Desenzano del Garda e la Asl della Valle Camonica. (Beffa nella beffa: in questi giorni la Commissione regionale ha attribuito al progetto bresciano, giudicato "inutile" dal Dsm, il punteggio più alto tra tutti quelli approvati). Sicuramente, se a Brescia troppi familiari non considerassero la malattia mentale come una vergogna e un fallimento, ma fossero invece presenti nelle loro associazioni con suggerimenti e richieste i nostri ragazzi vivrebbero qualche certezza in più e qualche speranza insoddisfatta in meno. ALDO CHIOSSI

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