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dal di domenica 4 luglio 2004

L’OSPEDALE CIVILE REPLICA AD ALLEANZA PER LA SALUTE MENTALE
«Dimenticanze» in merito alla psichiatria

    
Replichiamo alla lettera pubblicata lunedì 14 giugno a firma del presidente di Alleanza per la Salute Mentale, Carlo Colosini con le seguenti puntualizzazioni.

Cominciamo dal riferimento alla «porta girevole» delle assunzioni a termine dei medici. Innanzitutto non si tratta di 8 mesi di contratto, ma di 16. Le cose importanti da segnalare, tuttavia, sono:

1) non è il Dipartimento di Salute Mentale e non è nemmeno l’Azienda Ospedaliera a scegliere questa via, bensì essa è imposta da una legge dello Stato in presenza del blocco delle assunzioni in ruolo disposto tre anni fa e tuttora in vigore; 2) nonostante ciò, il Direttore del Dipartimento ha attivato e reiterato da tempo tutte le iniziative possibili, affinché fosse bandito un concorso per coprire 8 posti di psichiatra. La Direzione Generale dell’A. O. Spedali Civili è comunque riuscita a ottenere l’assegnazione di tre specialisti in ruolo: il bando relativo è in uscita. Per i posti rimanenti si dovrà forzatamente continuare con i contratti a termine che, in ogni caso, vengono interrotti dopo un anno e mezzo, secondo norma, per tre settimane; quanto un periodo di ferie. In genere poi si riprende. Nessun turn over, quindi, che spezzi la continuità della cura; 3) quanto al presunto «incremento dei ricoveri ed un più alto dosaggio dei farmaci» siamo all’invenzione fantasiosa. Infatti, non può esistere - e non esiste - nesso fra dinamica dei ricoveri e tipo di contratto dei medici psichiatri. Così come è incredibile il riferimento ai farmaci: ogni medico serio sa bene che il dosaggio o è giusto o non è efficace, quindi non può mai essere né scarso né eccessivo. I dati in nostro possesso e le cartelle cliniche - rigorosamente protette dalla privacy - sono incontrovertibili.

Progetto Equal. Si accusano gli Spedali Civili di avere rinunciato ad intervenire nella seconda parte dell’iniziativa europea relativa «alla cooperazione transnazionale per nuove pratiche di lotta alle discriminazioni... nel mercato del lavoro» facendo di conseguenza «svanire una trentina di possibilità per i giovani» attivi nell’area psichiatrica. Dopo la partecipazione sperimentale alla prima parte del progetto, al momento del rinnovo l’Azienda ha scelto di non partecipare ulteriormente almeno per due motivi: la necessità di una riqualificazione degli ambienti; la valutazione negativa sulla utilità dell’iniziativa, dal momento che gli interessati erano stati attirati da altri soggetti istituzionali, al punto che non v’erano e non vi sono liste d’attesa.

Centro psico sociale. Ritorna un argomento sul quale è stata fatta chiarezza più di una volta. L’eventuale nuova sede del 3° CPS (ora in Via Luciano Manara) da sempre è oggetto di attenzione ed interesse particolare da parte dell’Azienda Ospedaliera e del Dipartimento di Salute Mentale, ad ogni buon conto, infatti, dovrà avere tutti i requisiti di spazio, luminosità, razionalità ed efficienza imposti dagli standard specifici per una struttura psichiatrica. L’Azienda e il Dipartimento di Salute Mentale stanno valutando soluzioni alternative nella stessa zona in modo da evitare spostamenti dei pazienti attualmente in cura.

Infine il punto che il lettore indica come primo; la citazione virgolettata di frasi che vengono attribuite ancora una volta al Direttore del Dipartimento di Salute Mentale. È un’altra citazione impropria perché tali frasi non sono mai state scritte né tanto meno firmate dallo stesso medico, il quale è stato comunque assai tempestivo del giudicare, appena nominato responsabile del Dipartimento di Salute Mentale (anno 2000) l’inadeguatezza del servizio. Trovando immediata eco nella Direzione Generale dell’Azienda Ospedaliera, è stato quindi predisposto il progetto per un reparto psichiatrico (Spdc) nuovo che, in un tempo record per strutture pubbliche, ha ottenuto tutte le approvazioni e i finanziamenti e ha visto il tempestivo avvio dei lavori che si concluderanno entro l’anno. Sarà un reparto di dimensione doppia rispetto al precedente e con tutti i requisiti richiesti dalle norme per l’accreditamento. Meraviglia che anche questo sia stato «dimenticato» dal momento che si tratta di cose note da tempo a coloro che, a Brescia, si occupano di psichiatria.

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