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dal di lunedì 21 giugno 2004

DURE CRITICHE
Il reparto di Psichiatria del Civile

    
1. Il reparto di psichiatria, denominato servizio psichiatrico di diagnosi e cura (Spdc), situato negli Spedali Civili di Brescia ottenne anche questa autorevole e motivata certificazione: «Se un reparto ha ancora le inferriate fuori dalla finestra io credo ci si debba chiedere il perché»(...) «Se noi abbiamo un reparto senza l’aria condizionata in cui in estate ci sono 45°, ciò non è possibile. II malato che ci sta dentro, non fruisce di un servizio accettabile e dignitoso»(...). «Quello che c’è al civile è uno schifo di reparto tanto che io non ci ricovererei il mio peggior nemico». Affermazioni contenute a pagina 64 dell’opuscolo stampato nel 1995 per il «Corso sulla formazione dei volontari». L’estensore del testo è riuscito a diventare successivamente il responsabile del Dipartimento salute mentale (Dsm) di Brescia, ma il presidio ospedaliero è rimasto «uno schifo di reparto», unico e obbligatorio ricovero per gli ammalati abitanti entro l’unità operativa n. 22 cittadina. Dal 1995 ad oggi non pochi interventi di manutenzione o ammodernamento sono stati eseguiti in altre corsie del nosocomio. Inoltre, secondo autorevoli consulenti legali, gran parte del cospicuo patrimonio immobiliare costituito dall’ex ospedale psichiatrico è stato sottratto alle risorse economiche per la salute mentale a favore di altri aspetti della Sanità pubblica.

2. Nei Centri Psico-Sociali (Cps) - sedi organizzative dell’équipe degli Operatori e del coordinamento degli interventi nel territorio - il vertice del Dipartimento bresciano attua per alcuni medici il principio della «porta girevole» che consiste nell’assunzione a contratto e per otto mesi di «giovani» psichiatri, per poi interromperne le prestazioni allo scadere del termine, per assumerli di lì a poco con le stesse modalità e fino al successivo giro. Ne consegue che agli utenti è offerta la concreta possibilità di perdere il rapporto di confidenza con il proprio amico e fiduciario medico, di cambiare fino a tre/quattro psichiatri all’anno e di decidere di interrompere ogni rapporto con un Cps così gestito. Alla continuità della cura sul territorio, cardine del trattamento, sta subentrando l’incremento dei ricoveri e un più alto dosaggio dei farmaci, già stigmatizzato da alcuni medici. Nessuna sorpresa quindi se gli operatori più giovani perseverano nello schivare accuratamente i bandi proposti per la loro assunzione in città nel nuovo Centro Residenziale Terapeutico (Crt), mentre alcuni psichiatri di «ruolo» utilizzano la mobilità in direzione di altri dipartimenti della nostra provincia. Forse per non finire come gli psicologi in servizio nei Cps, che in due anni, stringendo i cordoni della borsa, sono stati dimezzati. Ben diversa la realtà prevista e delineata nella Carta dei Servizi del Dsm degli Spedali Civili di Brescia: «Il Dipartimento garantisce che Servizi e presidi psichiatrici operanti nel territorio costituiscano un complesso organizzativo unico, avendo attenzione di evitare qualsiasi frammentarietà e carenze di azioni, assicurando lo stretto coordinamento tra i servizi stessi ed il raccordo con la comunità e le sue istituzioni».

3. Numerosi cittadini europei possono beneficiare dell’iniziativa comunitaria Equal relativa alla cooperazione transnazionale per promuovere nuove pratiche di lotta alle discriminazioni e alle disuguaglianze di ogni tipo in relazione al mercato del lavoro. Il Fondo Sociale Europeo per le due fasi 2001/2003 e 2004/2006 ha assegnato al nostro Paese circa 800 miliardi di lire ripartiti tra le varie Regioni dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Per lo stanziamento della seconda fase la Regione Lombardia sta valutando, delle candidature ricevute, il tema di riferimento e il contenuto enunciato. Orbene: un importante progetto per la nostra provincia è stato costruito e rivolto «all’area psichiatria», ponendo le Aziende Ospedaliere o l’Asl in una posizione prevalente tra i partners che lo dovranno realizzare. Presenza confermata da: Azienda ospedaliera Mellino Mellini di Chiari, Azienda Ospedaliera Desenzano del Garda, Azienda Sanitaria Locale di Vallecamonica. L’Azienda Ospedaliera Spedali Civili di Brescia, al contrario, non risulta presente. Se la notizia sarà confermata svaniranno una trentina di possibilità per dei giovani, appartenenti alle Unità Operative di Psichiatria di Brescia e di Valle Trompia, a cui verrà negato di sperimentare, per il proprio benessere e la propria dignità, un inserimento lavorativo protetto e mirato.

4. Ai nostri figli gli anni Novanta hanno riservato «uno schifo di reparto» per il ricovero ospedaliero. I primi anni del nuovo secolo stavano per offrire anche «uno schifo di Cps». È bene che pure i cittadini meno coinvolti possano commentare la progettazione e la realizzazione milionaria di un profondo e palesemente inagibile piano interrato e di modesta altezza, voluto come nuova sede del Centro Psico Sociale a rimpiazzo dei locali in affitto di via Luciano Manara vetusti e con ampie finestre. Testimoni di ritorno dall’ufficio del responsabile del Dipartimento Salute Mentale, alcuni giorni dopo il pronunciamento critico del Comune, garantiscono di averlo sentito affermare di non ritenersi responsabile del risultato, non essendosi lui mai recato in cantiere per constatarne di persona l’evoluzione, e rimanendo lui per primo sgradevolmente sorpreso e turbato. Gli arredi sono in arrivo e lo stigma terribile e ingiusto continua.

CARLO COLOSINI
Presidente di Alleanza per la salute mentale

Brescia

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