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L'ASSOCIAZIONE
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APPELLO DEGLI UTENTI Inoltre, dal punto di vista umano, per quanto possa essere bella e confortevole la «residenza» di via Genova, noi utenti saremmo «relegati» in uno spazio interrato perché la struttura dovrebbe ospitare anche altre realtà sociali, e a noi non va di stare «sotto terra» o al buio perché a lungo ci siamo stati e ci sguazziamo nel buio dei nostri disagi, ogni minuto del giorno cioé avere un posto tranquillo dove, aperta la finestra, si possa godere del timido calore del sole dinverno e dellaria fresca di primavera. Ormai le nostre radici sono qui, i nostri punti di ritrovo, oltre al Cps, sono nella zona di via Milano: a fare due chiacchiere al bar, a passare unora al mercato a mangiare tutti insieme in mensa alla «Casa del popolo»... Perché troncare tutto ciò? Noi utenti abbiamo bisogno di punti di riferimento saldi e fermi e ci metteremo anni a ritrovarli in altro loco se mai ci riusciremo! Se foste nella nostra situazione e provaste ad entrare in «empatia» con la nostra realtà capireste che tutto ciò creerebbe solo turbolenze ed agitazioni fra di noi utenti e molti perderebbero una «realtà cardine» qual è quella del Centro psicosociale (Cd), da non confondersi con il Crt (Centro residenziale terapeutico) che ha obiettivi diversi e da un certo punto di vista più problematici dei nostri; anche per questo non vogliamo in ununica struttura fuori zona dove sorgerebbero problematiche di integrazione fra utenti di un Centro diurno e degenti di un Crt in quanto vi è differenza di obiettivi. Questo non vuole essere un pregiudizio, mai, ma solamente il tentativo di delineare i confini della nostra identità sia come utenti che, ancor di più, come esseri umani... Auspicando che, chi di dovere trovi una soluzione alternativa e più plausible il «Movimento degli utenti del 3° Centro diurno di via Manara», porge a lei direttore e a tutti cordiali saluti. SEVERINO PEZZOTTI |
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