Venerdì 22 luglio 2005, lettera al Direttore
Ancora un chiarimento a proposito del presidio di via Genova
Nonostante i ripetuti interventi di chiarimento e risposta, puntualmente riportati dal suo autorevole quotidiano, le vicende del Presidio di via Genova (ora via Palermo) e, più in generale, dellassistenza psichiatrica ritornano ciclicamente, proposte in particolare da esponenti politici e membri di associazioni che, incassate le precisazioni di volta in volta fornite sui temi specifici, spostano pervicacemente il tiro aggrappandosi a sempre ulteriori argomenti che, oggettivamente, offrono limpressione di semplici pretesti di polemica. Lultimo intervento, in ordine di tempo, è quello ospitato lunedì 11 luglio scorso, nella pagina delle «Lettere al Direttore» a firma del signor Franco Vantrini del Direttivo Ura.Sa.M Lombardia (Unione regionale Associazioni salute mentale). Il documento contiene alcune considerazioni sulla realizzazione dellopera e sul difficile avvio delle attività della struttura, considerazioni che non paiono pertinenti anche alla luce del fatto che lo stesso scrivente aveva già avuto tutte le informazioni sia sulla vicenda in generale, sia sulle circostanze che hanno condizionato la conclusione dei lavori. Immotivato, in particolare, appare lallarme sulla salubrità della struttura, riferendola specificamente allinternato, per il quale - afferma Vantrini - sarebbero stati spesi i fondi «senza assoggettarsi con scrupolo alle linee guida regionali per le misure di concentrazione di Radon in aria nei luoghi di lavoro sotterranei e alla normativa vigente in materia di radiazioni ionizzanti (D.Lgs. 230/95)». È vero, invece - ed al riguardo è opportuno che cittadinanza e utenti ne siano correttamente informati - che limmobile è stato oggetto sin dal 2001 di una perizia dosimetrica del gas Radon proprio relativamente a tutta la parte interrata delledificio e che lindagine, effettuata da una ditta specializzata e da un esperto qualificato, è giunta alla conclusione che «ai sensi della normativa vigente, i valori di concentrazione riscontrati non impongono alcun tipo di intervento per lutilizzazione del locale». La situazione rientra quindi nella normalità e offre condizioni di salubrità e igiene corrispondenti ai requisiti prescritti; gli operatori e gli utenti, con buona pace di chi solleva ciclicamente dubbi, potranno quindi utilizzare tranquillamente la struttura di via Genova.
Vale la pena di ricordare, in conclusione, che lAzienda ospedaliera Spedali Civili di Brescia si sta facendo carico, praticamente da sempre, anche di problematiche sociali e assistenziali che travalicano i suoi doveri e le sue competenze, cercando di fare quanto è possibile per rispondere anche alle aspettative, giustamente elevate, delle famiglie e non solo dei pazienti che sono per altro gli unici ai quali unAzienda ospedaliera dovrebbe interessarsi. In particolare, sullargomento delle strutture per la salute mentale (Crt e Cps) è stata fatta ripetutamente chiarezza sin da quando Azienda ospedaliera e Dipartimento di salute mentale rimarcarono con forza che le nuove strutture, per essere ritenute idonee e chiederne laccreditamento, avrebbero dovuto avere tutti i requisiti di spazio, luminosità, razionalità ed efficienza imposti dagli standard specifici. Questo per dimostrare, ancora una volta, che linteresse primario degli Spedali Civili è rivolto esclusivamente ai pazienti.
LUFFICIO STAMPA
A.O. SPEDALI CIVILI
Brescia