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L'ASSOCIAZIONE
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Lo scippo del manicomioLETTERE AL DIRETTORE Pag. 23
Si tratta di questo: in dicembre 1998 e in novembre 1999 furono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale rispettivamente il «Piano sanitario nazionale 1998-2000» ed il progetto obiettivo per la «Tutela salute mentale 1998- 2000». Entrambi dispongono lelaborazione di un progetto di «riconversione delle risorse recuperate dalla chiusura dei manicomi, destinandole alla realizzazione delle condizioni abitative adeguate (residenziali e diurne) ed alle attività dei dipartimenti di salute mentale». Le leggi finanziare n. 662/1996 e n. 449/1997, fecero di volta in volta riferimento al comma 5 dellarticolo 3 della legge finanziaria 724/1994, e per renderne più chiaro il significato anche ai più reticenti, ne migliorarono lenunciato giungendo, infine, con la legge finanziaria n. 338 - approvata il 23 dicembre 2000 - alla seguente formulazione: «I beni mobili e immobili degli ex ospedali psichiatrici, già assegnati o da destinare alle aziende sanitarie locali o alle aziende ospedaliere, sono da esse a loro volta destinati alla produzione di reddito attraverso la vendita anche parziale degli stessi» o la locazione. I redditi prodotti sono utilizzati prioritariamente per la realizzazione di strutture territoriali, in particolare residenziali, nonchè di centri diurni con attività riabilitative destinate ai malati mentali». «Qualora risultino disponibili ulteriori somme,dopo lattuazione di quanto previsto (...) potranno utilizzarle per altre attività di carattere sanitario. Questa la premessa. Di seguito lo svolgimento.
Le «esigenze e strategie» che permisero alla Giunta Regione di accogliere la richiesta congiunta modificando le assegnazioni stabilite con i decreti del 1997, e per quanto di sua competenza, furono rese parzialmente pubbliche dallAsl poco tempo dopo il ribaltone catastale meneghino. Tra laltro, raccontando dei 75.000 metri quadrati dellarea edificata di via Duca degli Abruzzi, fu spiegato che: «nella zona nord - circa 25 mila metri quadrati - ci sono fabbricati meno caratterizzati... fino a pochi anni fa utilizzati come magazzini. Si tratta dunque di una zona a scarso valore ambientale... che potrebbe ospitare attività e servizi del terziario». «Un volano per il finanziamento e la realizzazione delle opere pubbliche previste». «Si tratta di unipotesi di intervento che potrebbe essere vantaggioso per lAsl». Azienda sanitaria che contemporaneamente faceva cassa plurimiliardaria vendendo,alcuni suoi immobili sparsi sul territorio e ottenendo anche sostanziosi muti «a tasso molto agevolato». Si manifestò anche il desiderio di allontanare gli ultimi ammalati da tempo residenti in un padiglione dellex ospedale psichiatrico, forse perché non facevano più pendant con la nuova proprietà, e che senza lintervento energico dellassociazione, che da sempre li difende, sarebbero stati sbolognati in un altro Istituto anche se di primordine. Come giustificare altrimenti le frasi «permetterà alla zona di tornare alla città» la presenza dellospedale psichiatrico aveva di fatto compromesso lo sviluppo urbanistico della città». «Ricucitura del tessuto urbano spaccato in due da oltre un secolo dalla presenza...» (Giornale di Brescia dell8 ottobre 2002). LAzienda Ospedaliera Spedali Civili ottenuta lautorizzazione allinvocato «assetto proprietario più confacente», scrollatosi il fardello di via Duca degli Abruzzi e appesa al muro la fotografia a colori dello «strategico» immobile di via Nikolajewka (tuttora magistralmente occupato dallAsl), poteva lanciarsi nel completamento ed adeguamento dello sciagurato garage-scantinato, acquistato preliminarmente il 19 aprile 2000 e fatto passare per «futura sede del terzo Cps e Centro diurno», dotato di molteplici autorizzazioni, pareri di conformità e visti, ma non di finestre per vedere il sole. Opera pagata con una quota del finanziamento deliberato dalla Giunta regionale il 3/12/98 n. VI/40067» per la realizzazione dei presidi psichiatrici, in attuazione della Legge regionale n. 67 del millenovecentootantaquattro». LAzienda Ospedaliera ha inteso così assolvere compiutamente a quanto indicato nei progetti obiettivo per la tutela della salute mentale, come compiutamente scritto nelloggetto della Deliberazione nel 35/2001. Se queste scelte non sono dipese da un radicato stigma, quale ne è stato allora limpulso, considerando gli investimenti e le notevoli benemerenze acquisite dal «Civile» per altre altrettanto gravi malattie? Il 7 giugno scorso la Giunta lombarda ha dato alle stampe il Piano triennale per la salute mentale. Unimperiosa norma, scritta in ultima pagina, ci fa solo amaramente sorridere: «Riguardo al finanziamento dellassistenza psichiatrica, viene qui ribadito che le risorse aggiuntive derivanti dallalienazione del patrimonio immobiliare degli ex Ospedali psichiatrici verranno utilizzate secondo le disposizioni previste dalle leggi finanziarie n. 724/1994, n. 662/1996, n. 449/1997 e n. 388/2000». Nessun accenno a termini ultimativi per ladempimento, a sanzioni economiche adeguate, o a revoche di precedenti autorizzazioni regionali. Nulla di nulla. Chi soffre di disturbi mentali quando e da chi potrà ottenere Giustizia, quella con La G maiuscola? FRANCO VATRINI |
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