![]() |
|
![]() |
|
L'ASSOCIAZIONE
|
||||||||||||||||||
|
«Il rimodellamento dellassistenza psichiatrica in val Trompia è esemplificativo di quanto unassistenza psichiatrica provinciale, se messa in rete, possa assumere un ruolo innovativo e sappia dare risposte al bisogno di assistenza e di cura che viene dai malati e dalle loro famiglie», aggiunge. Il rapporto pubblico-privato in psichiatria? «Credo che non possa che essere benvenuto, purché il privato rispetti le regole del gioco, con i servizi in rete e unassistenza programmata in cui il Dipartimento di salute mentale è il punto di riferimento. Per questo, credo che lipotesi di istituire un altro Dipartimento a Brescia, che fa capo al privato, sia uno spreco di energie e di risorse. Nel Diagnosi e cura esistente abbiamo una saturazione dell80% dei posti letto: penso dunque che non serva aumentarli con una struttura parallela. Ed anche sulla riabilitazione psichiatrica, credo che prima di creare nuovi servizi sia necessario un chiarimento sui bisogni effettivi, per poi agire in rete senza spreco di energie e risorse». Bisogni che, negli ultimi anni, sono espressi da nuovi soggetti. Su 400 ricoveri che ogni anno vengono effettuati al Servizio di Diagnosi e cura del Civile, il 10% è rappresentato da immigrati. Ed anche per loro il «Piano regionale salute mentale» ha previsto un capitolo, prevedendo specifiche modalità operative che prevedono, tra laltro, un aggiornamento su temi di psichiatria transculturale del personale che opera nei Dipartimenti di salute mentale. Perché, anche nel caso degli stranieri, non esiste il «matto» come entità astratta, ma delle singole persone con bisogni reali e specifici. (a.d.m.) |
|
|||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||