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Disturbo bipolare nell'età evolutiva, convegno con Gianni FAEDDA

convegno organizzato a Montichiari dall'Associazione Laura Saiani Consolati e dalla Unità Operativa n° 23 degli Spedali Civili di Brescia. Nostro servizio e sintesi.


Il 19 giugno scorso si è svolto presso il Presidio Ospedaliero di Montichiari un convegno sul disturbo bipolare dell'umore in infanzia ed in adolescenza. Relatori sono stati Gianni Faedda, direttore del Centro Lucio Bini di New York, che è uno dei più noti studiosi al mondo del disturbo bipolare in età evolutiva, e Giuseppe Fàzzari, Direttore della UO di Psichiatria n°23 di Montichiari-Brescia, della AO Spedali Civili di Brescia, introdotti da Alessandra Tiberti, Direttore della Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile del'Infanzia ed Adolescenza della Azienda Ospedaliera Spedali Civili di Brescia.

Da cinque anni è iniziata una collaborazione tra la UONPIA e la UOP 23, con il supporto della Associazione ONLUS Laura Saiani Consolati.

Nel febbraio 2006 si è svolto a Montichiari un corso di formazione di due intere giornate sul disturbo bipolare in infanzia ed adolescenza, dedicato agli operatori della UONPIA, condotto da medici della UOP 23 e con la partecipazione del Prof. Zuddas di Cagliari.

Sono seguiti altri incontri formativi dedicati ai colleghi della UONPIA e ambiti di confronto su casi clinici problematici.

Parallelamente l'Associazione ONLUS Laura Saiani Consolati ha organizzato incontri di informazione e sensibilizzazione presso alcune scuole secondarie e superiori nell'area territoriale di riferimento della UOP 23. Ciò nella convinzione che la Scuola sia il primo ambito in cui si possono identificare, attraverso comportamenti abnormi ed insuccessi scolastici, le prime evidenze di un disturbo bipolare ad esordio precoce.

Si tratta di una patologia estremamente diffusa, quasi sempre misconosciuta, che mette a dura prova le famiglie, e tutti quanti contribuiscono alla funzione educativa dei ragazzi.

Non è certo costruttivo l'atteggiamento espulsivo attuale, che partendo dalla negazione dello stato di malattia, arriva solamente ad una interpretazione sociologica del fenomeno deviante, quale quella del “bullismo”, tanto di moda in questi anni quanto inutile.

Che i comportamenti violenti nei giovani siano in aumento, e che questo avvenga per la rapida mutazione della società, che ha sempre di più abbandonato in questi ultimi quaranta anni la sua funzione di contenitore delle esuberanze giovanili è probabilmente molto condivisibile. Non si può misconoscere però la potenzialità deviante di giovani, figli e talora nipoti di persone affette da disturbo bipolare, che deve essere prima riconosciuta, ricondotta poi ad idonei percorsi di trattamento integrato medico e psico-socio-educativo, per poter ottenere una risposta costruttiva ed efficace che vada oltre il mero giudizio sul comportamento con conseguente condanna e condotta espulsiva.

La predisposizione genetica allo sviluppo di disturbi dell'umore non si evidenzia esclusivamente con la presenza di una sintomatologia eclatante in senso depressivo o maniacale

Caratteristiche subcliniche sfumate appartenenti ad aspetti temperamentali, parte integrante della personalità premorbosa del soggetto e presenti nei periodi intercritici della malattia, si rivelano spesso estremamente utili nel prevedere un aumentato rischio di sviluppo nel tempo di disturbi dell'umore conclamati.

Il Disturbo Bipolare rappresenta la sesta causa di disagio sociale nel mondo: al ritardo nella diagnosi consegue una minore risposta al trattamento, un maggior numero di ospedalizzazioni ed un elevatissimo rischio di suicidio.

Rappresenta inoltre la 2° causa di morte dei giovani. Dobbiamo però considerare che la 1° causa sono gli incidenti stradali, nei quali il discontrollo, l'uso di sostanze ed alcool e la mancanza di regole in genere, possono essere ricondotti a un disturbo dell'umore.

Fondamentale sono un riconoscimento precoce ed una corretta diagnosi per instaurare un trattamento adeguato

Una percentuale variabile dal 40% all'80% dei pazienti non viene individuata come bipolare al primo contatto psichiatrico

L'intervallo medio di tempo tra la comparsa dei primi sintomi e l'instaurarsi del primo trattamento è di circa 10 anni

Si ritiene attualmente che circa il 50% dei pazienti affetti da disturbo bipolare tipo I, la forma più grave, equivalente alla psicosi maniaco-depressiva di Krapelin, non riceva alcun trattamento



Sono stati presentati alcuni casi clinici didattici, per favorire l'identificazione precoce del disturbo bipolare e, con l'aiuto di Gianni Faedda, abbiamo cercato di dare ad un pubblico di addetti in lavori una serie di risposte.

Possono i bimbi e gli adolescenti essere affetti da disturbo bipolare?
Il disturbo bipolare può esordire sin all'età di sei anni.

Quanto è diffuso il disturbo bipolare tra bambini ed adolescenti ?
Sebbene un tempo si pensava che fosse raro, utilizzando criteri di ricerca standardizzati si è ottenuta una prevalenza del 7%

Come sono i confini del disturbo Bipolare?
I confini diagnostici del Disturbo Bipolare, ancora mal definiti, si dilatano progressivamente fino a confondersi con quelli della schizofrenia, delle “nevrosi” e dei disturbi di personalità borderline ed antisociale. Inoltre il disturbo Bipolare è spesso “coperto” dall'alcoolismo e dagli altri disturbi da abuso di sostanze.

Ciò ne rende difficoltoso il riconoscimento agli stessi psichiatri. Le difficoltà di riconoscimento aumentano ancora di più negli adolescenti.



Tra le Aree critiche del DB nell'adolescenza:

1-Abuso e dipendenza da sostanze (in particolare cocaina e alcool)

2-I disturbi antisociali

3-I disturbi del comportamento alimentare

abbiamo scelto di trattare prevalentemente dei primi due capitoli.



Abuso di sostanze stupefacenti e alcool e disturbi bipolari: comorbidità e indicazioni terapeutiche

La letteratura internazionale e l'osservazione clinica quotidiana sottolineano l'associazione fra la patologia psichiatrica ed il consumo di alcool e sostanze di abuso.

I disturbi dello spettro bipolare rappresentano la condizione clinica con più alta prevalenza di comorbidità con i disturbi correlati alle sostanze.

I livelli di abuso e dipendenza nei bipolari 1 è di circa 8 volte superiore rispetto alla popolazione generale

Abuso e dipendenza da sostanze stupefacenti ed alcool e disturbi bipolari: quali risposte?
Abbiamo concluso che è assolutamente improrogabile la creazione di unità di cura del craving da cocaina ed alcool in giovani pazienti bipolari, strutturata sullo stile degli SPDC, gestita da professionisti con esperienza specifica, che funga da cerniera intermedia tra la famiglia, l'UONPIA, il CPS, il SERT, il NOA, e le Comunità Terapeutiche a “doppia diagnosi”



I disturbi antisociali: la situazione attuale

I disturbi della antisociali sono presenti nel 60% dei pazienti affetti da disturbo bipolare.

Attualmente è inesistente il riconoscimento dei disturbi antisociali come afferenti ad uno spettro bipolare.

Da ciò ne deriva la mancanza di progetti integrati e la latitanza di una valida risposta medica.

Esiste solamente una risposta di tipo sociale, giudiziaria e talora, raramente, di tipo psicologico

I disturbi antisociali: quale risposta
E' assolutamente necessaria la creazione di unità di cura dedicata ai giovani bipolari con disturbi antisociali e della condotta in genere, organizzata sullo stile degli SPDC, ed una una centro residenziale riabilitativo e/o postacuzie, contigua, gestite da professionisti con esperienza specifica, che fungano da cerniera intermedia tra la famiglia, la Scuola, l'ASL, il Tribunale dei Minori, il CPS e le altre Comunità Terapeutiche

In una recente comunicazione al Convegno a Brescia all'IRCS Fatebenefratelli sugli interventi precoci, il Prof Leonardo Cortese, Associate Professor Faculty of Medicine University of Western Ontario, Clinical Director Specialized Mental Health Programs, Windsor Regional Hospital, Canada, ha presentato dei dati sulla prevalenza a livello mondiale degli esordi “psicotici” e di gravi disturbi comportamentali tra gli adolescenti da cui si evince che per il bacino di utenza del Dipartimento di Salute Mentale dell'AO Spedali Civili di Brescia sono da prevedere 250 nuovi casi all'anno, pari a 5 pazienti la settimana. I letti di degenza che sarebbero a suo vedere da creare sarebbero ben 3 letti ogni 100.000 residenti.

Nel pomeriggio si è svolta una tavola rotonda, alla quale erano state invitate tutte le agenzie potenzialmente coinvolte, coordinata dalla giornalista Anna Della Moretta. Hanno partecipato intervenendo con un loro contributo e una interessante discussione sul materiale presentato il mattino dai relatori: Dr Giorgio Cavallari (MMG), Dr Pasquale Cirigliano (Coordinatore Consultorio dell'Adolescente ASL di Brescia), Dott. Carlo Colosini (Presidente Alleanza per la Salute Mentale di Brescia), Don Marco Mori (Responsabile della Pastorale dei Giovani della Diocesi di Brescia), Dr.ssa Lucrezia Nirchio (Direttore Ufficio Servizio Sociale Minorenni di Brescia, Dipartimento Giustizia Minorile) Dr.ssa Anna Perini (Unità Operativa di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza), Dr.ssa Rosaria Pioli, Dirigente Medico di Psichiatria IRCSS Fatebenefratelli di Brescia.

Nele conclusioni, condotte da Gianni Faedda e Giuseppe Fàzzari, si è auspicata la creazione di un Network tra le agenzie preposte alla gestione integrata dei percorsi di giovani affetti da disturbo bipolare (ASL, Azienda Ospedaliera, Chiesa, Scuola, Tribunale del Minorenni,).

Contemporaneamente si è proposta alla Direzione Generale dell'AO Spedali Civili di Brescia la creazione di una “Bipolar Unit” per adolescenti presso il PO di Montichiari sia per il trattamento acuto che per il periodo post-acuzie.



Brescia, 29/6/2008



Giuseppe Fàzzari


























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