sabato 12 marzo 2005
di Barbara Bertussi
GARDONE. Il nuovo servizio troverà sede nel vecchio ospedale, e finirà per ottimizzare i progetti di assistenza già avviati
PSICHIATRIA: si completa la rete
Due milioni di euro per realizzare, in tre anni, una Comunità riabilitativa
Nel passato anche recente le sollecitazioni per un intervento sostanzioso non erano mancate. E adesso, per il capitolo salute mentale, in Valtrompia prenderà corpo un progetto finanziato con 2 milioni di euro. Un progetto specifico e originale, sostenuto dalla Regione con fondi (da distribuire su tre anni) ulteriori rispetto a quanto viene già speso (per il Crt di Rovedolo, i Cps di Concesio e Gardone e gli ambulatori dei comuni). Il denaro servirà in particolare per realizzare, nel presidio ospedaliero di Gardone, una «Comunità riabilitativa a media assistenza (Crm) con 14 posti letto .
Lannuncio è stato dato ieri nellospedale di Gardone da Lucio Mastromatteo, direttore generale dellAzienda ospedaliera «Spedali civili», da Emilio Sacchetti (dipartimento Salute mentale della stessa azienda), Antonio Vita (direttore dellUnità operativa di PSICHIATRIA valligiana), e da Alfonso Castellani e Kron Morelli, rispettivamente direttori sanitari dellAzienda e dellospedale di Gardone.
Ad ascoltarli numerosi amministratori, a partire da Paolo Pagani, presidente del Coordinamento dei sindaci del Distretto sanitario valtrumplino (coincidente con la Comunità montana, Lumezzane compresa), e dai primi cittadini Evaristo Bodini (Villa Carcina), Massimo Ottelli (Sarezzo) e Sandro Pittaluga (Sarezzo).
Il progetto, intitolato «Percorso riabilitativo intensivo mirato», è «nuovo» per diversi motivi. Ha visto operare insieme, già nellelaborazione, il pubblico (ospedale civile di Brescia) e il privato; in particolare Margherita Rocco della coop «Il Sogno», che gestisce a Gardone una comunità con dieci posti a media protezione (15 ore giornaliere per tutta la settimana), e Giuseppe Pezzotti, presidente del Consorzio territoriale valli che parteciperà alla fase gestionale.
Poi, loperazione si propone di ridisegnare lassistenza al disagio mentale completando la «scala» con i diversi gradini di intervento: dal ricovero alla possibilità finale di residenze a bassa protezione per chi non avrà possibilità di ritornare in famiglia. Ma insieme sarà basilare una rieducazione culturale di tutti nella conoscenza della realtà del disagio mentale.
Inoltre cè unaltra novità, ovvero la fusione tra «media intensità assistenziale» e «alta intensità riabilitativa» anche per le patologie post acute, come previsto dal piano regionale di settore. Questo completamento, spiegano i tecnici, consentirà per esempio un utilizzo migliore dei posti letto del Crt di Rovedolo, e la messa in rete delle attività di day hospital dellospedale di Gardone e dei centri diurni di Rovedolo e Concesio per creare un percorso tra strutture residenziali e semiresidenziali. Un percorso che sarà completato con lattivazione di unità abitative a «bassa protezione», per accompagnare i pazienti verso livelli crescenti di autonomia.
Ma torniamo alla Comunità riabilitativa, che troverà sistemazione (nellambito dellaccordo di programma siglato nel novembre scorso tra Comunità montana, Comune, Azienda ospedaliera Spedali civili, Asl di Brescia e Avis provinciale) nelledificio del vecchio ospedale gardonese, a fianco di quello attuale. Qui, con un intervento curato dallaministrazione civica, verranno messe a disposizione ampie porzioni del fabbricato.
Ci vorranno dai due ai tre anni.