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L'ASSOCIAZIONE
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GARDONE - Presentato dallazienda ospedaliera del Civile il progetto di una struttura con 14 posti letto Un Centro per curare disturbi psichici di Rosario Rampulla È stato presentato ieri, alla presenza dei rappresentanti dei Comuni della Valtrompia e della Comunità Montana, il progetto per costituire, nellambito dellUnità operativa di psichiatria n. 20 della Valtrompia, una Comunità riabilitativa a media assistenza (Crm). Il via libera è finalmente giunto dopo che la Direzione g enerale della Sanità della Regione Lombardia ha approvato il progetto del «Percorso riabilitativo intensivo mirato, residenziale e territoriale, per pazienti con patologie psicotiche dellumore e della personalità», presentato dallAzienda ospedaliera Spedali Civili di Brescia per rispondere ai bisogni di assistenza psichiatrica della Valtrompia. «Il Crm - assicura Lucio Mastromatteo, direttore generale dellAzienda ospedaliera - sarà una struttura innovativa e funzionale, perfettamente conforme al modello stabilito dal nuovo Piano regionale per la salute mentale». Il progetto, finanziato dalla Regione con un contributo pari a 2 milioni di euro per i primi tre anni, promette di dare nuova linfa alla cura ed alla gestione delle patologie legate ai disturbi della psiche, almeno per quanto concerne il territorio triumplino, tramite il ricorso a metodologie allavanguardia. «Laspetto più importante del Crm - spiega il prof. Antonio Vita, d irettore dellUnità operativa psichiatrica della Valtrompia - è racchiuso nella possibilità di differenziare lofferta di servizio riabilitativo, sfruttando al meglio le strutture già esistenti». Attualmente in Valtrompia funzionano un Centro diurno (a Concesio), un Centro di recupero terapeutico (unito ad un Centro Diurno) a Rovedolo, e quattro ambulatori (dislocati a Gardone, Lumezzane, Nave e Tavernole), che servono unutenza che ariva a circa 1.700 pazienti. Il Crm diventerà quindi lanello di congiunzione tra le specificità di queste strutture, permettendo di usufruirne in maniera più omogenea: «Il Crm - prosegue Vita - avrà 14 posti letto, che consentiranno una degenza da un minimo di 6 mesi fino ad un massimo di 18. Questa nuova disponibilità permetterà di ottimizzare i posti letto di Rovedolo (che sono circa 20, ndr) favorendo un iter di degenza ragionato e conforme alle necessità del paziente». «Naturalmente - aggiunge il prof. Emilio Sacchetti, direttore del Dipartimento salute mentale - il valore del Centro potrà accrescersi solo se interverrà una sinergia con le diverse strutture del territorio. Mettendolo in rete con le attività di day hospital e di Centro d iurno, si potrà creare un percorso tra strutture residenziali e semiresidenziali su diversi tipi di interventi, rendendo praticabili attività terapeutiche in regime di degenza diurna che evitino il ricorso al ricovero ospedaliero». «Inoltre - aggiunge Vita - potremo tenere in carico quei pazienti fino ad ora costretti ad arrivare fino a Brescia se non fuori provincia per essere assistiti». Come possibile sede del Crm è indicato il vecchio ospedale di Gardone, operazione che rende necessario, oltre al via libera delle autorità comunali, un profondo lavoro di restyling delledificio. Nonostante le ottimistiche previsioni degli operatori sui tempi di realizzazione dei lavori cè chi, come il sindaco di Villa Carcina, Evaristo Bodini, mostra qualche perplessità, domandandosi se «il progetto sarà accantonato fino a quando la sede definitiva non sarà pronta». A questo proposito sono giunte voci rassicuranti proprio dal dott. Mastromatteo: «Non credo che ci dovrebbero essere troppi problemi ad individuare una sede provvisoria per far partire il programma previsto per il Crm, almeno fino a quando il vecchio ospedale di Gardone, qualora sia questa la scelta operata dallA mministrazione, non sarà risistemato». |
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