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L'ASSOCIAZIONE
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A Brescia, per quanto riguarda la cura psichiatrica, non esiste un C.r.t. (Centro Residenziale Territoriale) che è un servizio fondamentale e che, insieme ad altri, si colloca a valle del S.p.d.c. (Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura). Ora sembrava che questa carenza grave fosse stata sanata con lidentificazione di unapposita sede nei due piani fuori terra dellimmobile di via Genova. Certo sullimmobile citato vi è stato un duro confronto per impedire la localizzazione, nel piano completamente interrato, del 3° C.p.s. (Centro Psicosociale) e del Centro Diurno. Questo duro confronto, che per altro ha portato a soluzioni positive, non riguardava e non riguarda la necessità che il C.r.t. abbia finalmente lavvio operativo. Ed è particolarmente grave che una struttura finita, sufficientemente idonea, attrezzata non sia, a distanza di mesi, ancora aperta. Il non utilizzo di impianti strutturali costruiti ad hoc e che sono nel pieno della loro fruibilità è uno spreco di risorse in almeno due direzioni; una prima perché sono state impiegate ingenti quantità economiche per costruirle, una seconda perché se non viene utilizzato un immobile, specie se già corredato dalle suppellettili necessarie al funzionamento, degrada e abbisogna di ulteriori risorse per il suo minimo mantenimento. Tutto questo, che in ogni caso sarebbe una grave e inaccettabile dispersione di denaro pubblico, diventa ancora più emblematicamente corrosivo se lo si riferisce al disagio mentale; al danno di una perdita di risorse si aggiunge la beffa di avere strutture assolutamente necessarie inutilizzate lasciate degradare nellindifferenza generale. Per tutte queste ragioni lAssociazione che presiedo, ma anche tutte le realtà di volontariato che si occupano del disagio mentale a partire dal Coordinamento Bresciano, reputano improrogabile lapertura del C.r.t.; magari operando con gradualità per calibrare gli spazi agli ospiti previsti. Qualunque ritardo ulteriore non può che aprire valutazioni di responsabilità per lo spreco di risorse, da aggiungersi a quelle che già dovrebbero essere aperte per la vicenda del piano completamente interrato e che si è dimostrato, una volta del tutto edificato, inagibile per le funzioni inizialmente previste, sia sotto il profilo sanitario assistenziale, sia sotto quello tecnico costruttivo. Dr. CARLO COLOSINI |
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