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mercoledì 8 dicembre 2004 cronaca pag. 9


Il centro residenziale per malati di mente aspetta solo l’ok definitivo della Regione. Progetti per un Cps all’istituto Razzetti

Via Genova, il Crt della discordia

I familiari: «Gli spazi sono angusti». Il primario Sacchetti: «Soluzione buona»


Il nuovo centro residenziale di via Genova, per la degenza e la cura di una ventina di malati di mente, non è ancora operativo e già fioccano le polemiche. Critiche che spaziano dalla struttura considerata troppo angusta allo spreco di denaro pubblico (5 miliardi delle vecchie lire, meno di due milioni e mezzo di euro).
Dopo un’attesa di quattro anni l’associazione «Alleanza per la salute mentale» critica la scelta dell’azienda ospedaliera Spedali Civili: la palazzina scelta per ospitare i malati di mente non ha spazi funzionali e adeguati, le zone comuni non sono sufficientemente ampie, la sala lettura, tanto per fare un esempio, misura poco più di 15 metri quadrati. In sostanza, per l’associazione che offre sostegno sia ai pazienti sia ai familiari dei malati di mente, il Crt di via Genova non è la soluzione migliore. Ma le polemiche arrivano a un passo dall’apertura del centro e dall’avvio dell’attività.
«L’attivazione del Crt di via Genova - replica il professore Emilio SACCHETTI, direttore del Dipartimento di salute mentale dell’azienda ospedaliera Civile - è un punto qualificante per l’assistenza psichiatrica a Brescia». E il direttore del dipartimento auspica che il centro possa aprire al più presto. «Manca solo l’ok definitivo della Regione - spiega il professore -. Mi risulta che l’Asl abbia già effettuato tutte le ispezioni necessarie e che la relazione sia stata inviata alla Regione per l’approvazione dell’accreditamento. L’a- zienda ospedaliera, nel frattempo, si è già messa alla ricerca del personale necessario per garantire l’assistenza infermieristica necessaria in un centro residenziale di terapia e riabilitazione psichiatrica per una ventina di persone. L’Asl non ha rilevato alcuna irregolarità nella ristrutturazione: se gli spazi non fossero a norma di legge non avrebbe inviato la pratica in Regione. Personalmente non faccio il geometra, ma mi pare che gli spazi siano più che sufficienti: queste critiche mi lasciano perplesso».
Si stima che il centro potrà aprire fra un paio di mesi, non prima, perchè vanno rispettati i tempi tecnici. «Manca solo il sì definitivo - rimarca il direttore generale dell’azi- enda ospedaliera Spedali Civili, Lucio Mastromatteo -: il centro potrà aprire al più presto».
La polemica sulle dimensioni troppo limitate delle sale comuni arriva, quindi, a pochi mesi dalla possibile apertura del nuovo centro. La polemica degli ultimi giorni non è la prima. La ristrutturazione del Crt di via Genova è stata piuttosto tribulata e le discussioni non sono mancate. La palazzina in cui è stato ricavato il Crt era nata come costruzione a uso residenziale e commerciale: cinque appartamenti e cinque negozi con relativi sottonegozi interrati.
I lavori erano iniziati nel 1991-92. Ma non erano stati ultimati e nel ’98 il Comune aveva dichiarata decaduta la concessione edilizia, dopo tre anni dal rilascio e altri tre dal rinnovo. Dopo anni di abbandono l’immobile, che nel frattempo aveva subìto anche un deciso degrado, è stato acquistato dall’azienda ospedaliera Spedali Civili per ospitarvi un Crt, un Cps (centro psico sociale) e un centro diurno. Il progetto è stato finanziato dalla Regione Lombardia con uno stanziamento di cinque miliardi di lire, due milioni abbondanti di euro.
A scatenare le principali polemiche è la destinazione del seminterrato. «Così è definito - spiegano dall’associazione Alleanza per la salute mentale -: in realtà si tratta di un vero e proprio interrato, tutto sotto il parcheggio, 3,60 metri sotto la quota zero».
Nella bozza di progetto il seminterrato è destinato a diventare Cps e centro diurno, dove verranno trasferiti i pazienti seguiti nel terzo Cps di via Manara. Ad aprile gli animi si infiammano: i malati di mente e i familiari si oppongono a «finire sottoterra». La protesta spinge il Civile a fare marcia indietro e a cercare una soluzione alternativa (il 29 settembre l’azienda Civile chiarisce al Comune che l’intero edificio sarà utilizzato unicamente per il Crt). Gli scantinati saranno destinati a locali di servizio, spogliatoi, lavanderie. «Certo - sottolinea l’associazione - è singolare che mentre al Civile i ricoverati patiscono il caldo, negli scantinati di via Genova ci sia l’aria condizionata, predisposta per ospitare il Cps e il centro diurno».
Il Crt, nonostante le polemiche, dovrebbe comunque aprire al più presto.
E il Cps? Il Civile sta studiano con l’associazione La Rete una soluzione alternativa all’interno dell’istituto Razzetti. «Ma per aver il centro psicosociale nuovo operativo - conclude Mastromatteo - i tempi non saranno brevi, bisognerà aspettare più di un anno».

Wilma Petenzi


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