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mercoledì 23 maggio 2007

Salute mentale: ognuno faccia la sua parte 

Sono giorni che sui giornali si scrive di salute mentale (presentazione del Parco Basaglia di via Duca degli Abruzzi avvenuta l’11 maggio in Loggia, questione dell’alienazione dello stabile in via Romiglia di proprietà della Provincia).

Dovremmo essere contenti che finalmente si dibattono i problemi, emergono le criticità per poi trovare soluzioni, invece assistiamo ad un balletto tra istituzioni - Asl, Provincia, Spedali Civili - destinato a far sì che, ancora una volta, le responsabilità delle disfunzioni che certamente si creerebbero con la vendita dello stabile non trovino attribuzione alcuna.

Orbene, la storia di questi anni assegna responsabilità suddivise tra tutti gli interlocutori sopracitati per cui lo scaricabarile a cui assistiamo non servirà a individuare soluzioni, che devono tenere conto certamente dei bilanci economici ma soprattutto della intrasferibilità di quelle attività che in via Romiglia si svolgono e che sono tante: ambulatoriali, residenziali, semiresidenziali, di tirocinio occupazionale, di visite domiciliari ecc...

Ogni soggetto istituzionale ha una parte di responsabilità: l’Azienda Spedali Civili, deputata alla risposta assistenziale psichiatrica anche sul territorio, ha due dei suoi tre servizi territoriali (che si chiamano Centri psico sociali) in sedi precarie, da anni quello di via Romiglia e sotto sfratto da mesi quello di via Malta. Il terzo era stato sfrattato da via Manara e dopo proteste vivaci degli utenti, familiari, operatori che non volevano «scendere» nel sotterraneo della nuova struttura residenziale di via Palermo, è stato trasferito nei nuovi locali di via Luzzago dal 1° febbraio.
Quando il direttore generale dell’Azienda ospedaliera dott. Mastromatteo scrive la lettera al presidente della Provincia Cavalli parlando di «grave situazione che si determinerebbe» sa benissimo di cosa sta parlando. Omette però di riconoscere che il problema è «suo» e delegare ad altri la propria mancata progettualità è troppo semplice.

Sicuramente la Provincia non ha competenze in sanità e quindi nemmeno nel settore della psichiatria. Ciò detto, però, non è esente dal riconoscere che quei locali sono stati ristrutturati con fondi della psichiatria, quindi sanità e che essi facevano parte dell’ex ospedale psichiatrico provinciale che nel 1978, dopo la riforma Basaglia, è stato trasferito al Servizio sanitario nazionale. Di fatto chiede l’affitto di una cosa che non dovrebbe essere nemmeno sua.
Giungiamo al direttore generale dell’Asl che presiede «l’organismo di coordinamento per la salute mentale» individuato dal piano regionale salute mentale in cui sono rappresentati l’Asl, le Aziende ospedaliere, i soggetti gestori dei servizi accreditati, i familiari, il volontariato, il terzo settore (a proposito, perché non la Provincia?). Tale organismo dovrebbe coordinare la salute mentale ma se il 20 febbraio l’Asl riceve dalla Provincia lo «sfratto» e risponde «preoccupata» soltanto l’11 maggio qualche problemino di efficienza e alla fine di efficacia dell’organismo si presenta.

Ripetiamo, non serve a nulla scaricare le responsabilità sugli altri, anche se i pesi sono oggettivamente diversi, perché il 29 maggio 2007 è dietro l’angolo.

La Commissione consiliare patrimonio della Provincia si è riunita in via Romiglia lunedì 14 maggio per prendere visione della struttura che veniva proposta all’alienazione. Hanno partecipato anche i familiari che hanno ribadito un concetto semplice: non si tratta di mettere in vendita solo una struttura ma anche una storia vissuta, delle relazioni costruite con fatica, percorsi di riabilitazione che i propri familiari hanno intrapreso con difficoltà.

È parso di cogliere nelle dichiarazioni dei consiglieri una disponibilità ad operare scelte che garantissero comunque la continuità assistenziale del servizio, di cui hanno colto bene la necessità durante la visita.

Chiediamo quindi «una pausa di riflessione e di chiarezza» prima di qualsiasi scelta; il tempo necessario per sedersi intorno ad un tavolo, che può voler dire, anche, accettare di andare oltre la data della votazione in Consiglio provinciale prevista per il 29 maggio. La forma con cui si può arrivare a questo risultato non è fondamentale; quello che interessa è la decisione di non mettere sul mercato la proprietà di via Romiglia fino a che non ci sia un accordo tra i soggetti interessati Provincia e Azienda Spedali Civili.

Il forum Salute mentale di Brescia è e continuerà ad essere attento all’evoluzione degli avvenimenti e, pertanto, propone un incontro a cittadini, associazioni sindacati, partiti - giovedì 31 maggio alle ore 20.45 presso la sede della V Circoscrizione in via Lottieri, zona Chiesanuova -, per riflettere sul «che fare» rispetto alle scelte che verranno adottate dalle Pubbliche amministrazioni se dovessero privilegiare un non ben definito tornaconto economico alternativo alle risposte adeguate alla sofferenza degli utenti e dei oro famiglie.

MASSIMO FADA
Forum Salute mentale
di Brescia
 

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