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L'ASSOCIAZIONE
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La salute mentale sul bus Gli autobus - uno percorrerà la zona nord e laltro quella sud della città - torneranno poi verso le 18,30 al chiosco «El loco» di via Duca degli Abruzzi 13/a dove verrà formalizzata la richiesta di dedicare i nuovi giardini di fronte allex ospedale psichiatrico a Franco Basaglia, psichiatra che negli anni Settanta lavorò per la chiusura dei manicomi. Un lavoro che sfociò nellapprovazione della Legge 180, nel 1978, legge che ancora oggi porta il suo nome. Il forum raccoglierà le firme durante la prossima estate per chiedere che larea antistante la «cittadella della salute» - attuale ingresso della comunità giardino di via Duca degli Abruzzi - venga dedicata alla memoria di Franco Basaglia. «Il bus 180 ricorda il cavallo di legno dellepoca di Basaglia, simbolo di desiderio e di libertà degli internati psichiatrici - ha detto Massimo Fada -. Non vogliamo certo fare una battaglia di retroguardia, ma vogliamo sottolineare quanto sia forte il desiderio di integrazione ed inserimento di queste persone nel tessuto cittadino». «Vogliamo ricordare i 27 anni dellapprovazione della "180", una data importante che diede il via alla "buona pratica" a favore di chi ha disturbi mentali e crediamo che queste buone pratiche debbano andare avanti - ha aggiunto Ferrari Aggradi -. Il piano regionale sulla salute mentale, infatti, non ci rende ottimisti perché ricalca in pieno la filosofia di Formigoni tesa a privatizzare i servizi. Una privatizzazione che, per quel che riguarda Brescia, prevede listituzione di un nuovo Dipartimento di salute mentale privato: non siamo contro il privato per una posizione ideologica - ha spiegato ancora Ferrari Aggradi -, ma crediamo che la psichiatria debba essere governata dal pubblico. Essa non rende e non dà profitto e, dunque, se qualcuno ci guadagna significa che vengono offerti cattivi servizi». Ma non è tutto: «Il piano regionale prevede anche che la psichiatria diventi sempre più specialistica con la creazione di centri dedicati ad ogni specifica patologia: non è così, perché è noto che la malattia mentale è frutto di un insieme di variabili, non solo di tipo genetico ed organico, ma anche ambientali e sociali e non può, dunque, essere trattata in ambulatori dove si danno alcuni farmaci». a. d. m. |
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