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domenica 13 marzo 2005 provincia pag. 17


VISANO. Inaugurata nel Centro diurno la nuova struttura per il reinserimento sociale dei pazienti


PSICHIATRIA, non solo guarigione

E ora si punta a una scuola e all’ampliamento dei posti disponibili


In una suggestiva e partecipata cornice è stata inaugurata ieri la nuova struttura psichiatrica di Visano.
Alla cerimonia di taglio del nastro allestito nel Centro diurno in via San Francesco hanno partecipato moltissime persone e numerose autorità civili e religiose. La conferma dell’importanza dell’iniziativa che s'inserisce nel novero della cooperativa solidale onlus «Gialloverde». Un gruppo che oltre al Centro diurno coordina le strutture delle comunità «Maddalena», «San Luigi», «Casa Marconi», «Cecilia Servizi» e «Scuderia Nico».

«Abbiamo mosso i primi passi - ha ricordato nel suo intervento introduttivo il responsabile dottor Clemente Antonioli - nell'ormai lontano 1983, anno nel quale è stata fondata la Comunità San Luigi alla quale ci ispiriamo, per presentarci oggi in questa festa a riformulare quei progetti capaci di riconsegnare ai nostri ospiti dignità e speranza di vita».

Il Centro diurno è una struttura sanitaria disposta su una superficie coperta di 312 metri quadrati assistita da parcheggi e un'ampia area verde, accreditata in Regione Lombardia e convenzionata con l'Asl di Brescia.
«Il Centro - sono parole di Giuseppe Cadioli e Giuseppe Fazzari, rispettivamente psichiatra al Centro e direttore dell'Unità operativa di PSICHIATRIA di Montichiari - è nato per rispondere all'esigenza di cosa fare con i pazienti una volta terminato l'esperienza comunitaria».

La risposta è nel proporre nuove opportunità relazionali sostenute da un programma personalizzato terapeutico-riabilitativo-risocializzante finalizzato al reinserimento nella comunità e nel mondo del lavoro. Un trade-union insomma fra la malattia e società che sia più soft e costruttivo possibile. Giuseppe Fazzari non si è lasciato sfuggire l'occasione per invitare quanti hanno a cuore i ragazzi che hanno dovuto ricorrere alla Comunità, di «aumentare la capienza degli attuali 5 posti per offrire ai giovani una scuola e nel pomeriggio un appoggio seguiti da operatori preparati che li aiutino nella crescita».

Luigi Maninetti ha rilevato con soddisfazione, l'elevato standard di solidarietà esistente a Visano e più in generale in tutta la Bassa dove si moltiplicano le iniziate di questo genere. «Bisogna avere il coraggio di mettere in pratica le proprie idee - ha rimarcato l’onorevole dell’Udc - instaurando tra pubblico e privato un concetto di sussidiarietà. La presenza di tanti sindaci quest'oggi conferma l'interesse che esiste e non mancherà di produrre risultati».
Rispetto della dignità del malato e sostegno alle famiglie, sovente impreparate di fronte al problema, i due temi affrontati dal Prefetto Maria Teresa Cortellessa dell'Orco.

«Quest'iniziativa edifica il nostro mondo - le parole di monsignor Francesco Beschi che hanno chiuso la serie d'interventi - e consegna agli uomini la speranza del Vangelo. Qualcuno prima di me ha fatto delle proposte che benedico perché apprezzabili e degne di una protezione del Signore che vive in quest'avventura».
Il crocefisso consegnato dal presule è stato subito appeso alla parete dal parroco don Sergio Fappani.

Enzo Trigia

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