![]() |
|
![]() |
|
L'ASSOCIAZIONE
|
||||||||||||||||||
FORUM SALUTE MENTALE DI BRESCIAspazio autogestitoRESOCONTO DEL 2° INCONTRO NAZIONALE DEL FORUM SALUTE MENTALE Siamo in tanti, un po da tutta Italia. Arriviamo qui a dare corpo al secondo incontro nazionale del Forum per la Salute Mentale, un anno dopo il primo appuntamento romana. Come allora, ma con la certezza di non poter più tornare indietro perché nel frattempo le testimonianze si sono infittite e sono rimbalzate un po ovunque parole che hanno infranto anonimati, connivenze, ammiccamenti; perché è cresciuta e ha rotto gli argini linsofferenza per vecchie e nuove menzogne, per vecchi e nuovi crimini di pace. Nel frattempo, e siamo qui a testimoniarlo, lindignazione ha preso per mano la speranza incrociando gli sguardi sulle cattive e sulle buone pratiche, e in 14 regioni italiane le persone si sono aggregate, hanno preso a muoversi, hanno costruito barriere. E accaduto un po ovunque. In Toscana e in Friuli, ad esempio, dove forum locali hanno ottenuto che i politici definissero come obiettivo prioritario dei piani sanitari regionali labolizione della contenzione dei Servizi Psichiatrici Diagnosi e Cura. In Sardegna, dove, tramite la nuova amministrazione regionale, il forum del posto ha potuto bloccare la costruzione di un nuovo Ospedale Psichiatrico Giudiziario. E, con più fatica ma con la stessa determinazione, nei tanti luoghi del nostro paese dove ancora la psichiatria tiene sequestrata la sofferenza mentale opponendo una resistenza strenua ad ogni tentativo di rendere visibile quello che accade dietro alle sue mura, quello che si dice ma non si fa, quello che si fa e non si dice perché troppo imbarazzante a dirsi. Sono in molti a prendere la parola per raccontare come è andata, come potrebbe andare, come deve smettere di andare. In troppi, ancora, a testimoniare di servizi inadeguati, rigidi, poveri di risorse o incapaci di impiegarle, risposte meramente sanitarie ambulatorio, farmaco, assistenzialismo separate, segreganti. In troppi, con voce strozzata, a parlare di una contenzione subita, o vista infliggere a un proprio familiare; oppure praticata a denti stretti, perché lo impone un protocollo che il proprio ruolo subordinato costringe ad eseguire. Dobbiamo davvero accettare, si chiedono gli infermieri, le vesti logore e odiose dei custodi di un tempo ? Cè davvero qualcosa come una stato di necessità o un emergenza psichiatrica, qualcosa che ancora giustifichi la contenzione in psichiatria ? Che ne è dei diritti di cittadinanza restituiti alle persone con sofferenza mentale dalla legge 180 ? Cè una sola risposta a queste domande. Lo stato di necessità e lemergenza sono lesito di pratiche distorte, tardive, incapaci di reali prese in carico. Le contenzioni sono il il distillato di un sapere ottuso, insostenibile, continuamente smentito da plateali fallimenti. Una risposta inequivocabile, sorprendentemente condivisa anche dallonorevole Guidi, presente con un lungo ed appassionato discorso, tanto allineato alle posizioni del forum da lasciare frastornata la platea. A quale titolo sta parlando ? Come stanno insieme la sua appartenenza politica e la qualità delle cose che dice ? Non può bastare al Forum, ci ricorda Sergio Piro nella sua folgorante relazione, la sincerità delle intenzioni.( che potrete trovare sul sito del forum: www.forumsalutementale.it ndr). Non possono bastare gli enunciati. Né, daltra parte, è sufficiente appellarsi alla corrispondenza tra enunciati e pratiche perché questultima è verificabile soltanto in ambiti ristretti di diretta e mutua conoscenza. Il Forum richiede linvenzione di una pratica diversa, capace di rendersi evidente, trasparente e comunicabile al di là delle dichiarazioni dintenti. Una pratica che esponga coloro che vi sono implicati, che ecceda gli ambiti da cui prende forma e discuta di continuo la propria forma. E lo faccia promuovendo protagonismi, creando le condizioni che li rendano possibili. Il Forum parla di salute mentale, non di psichiatria. E per farlo ha bisogno di discutere di questa psichiatria che è tornata a chiudere le porte, o che forse non le ha mai aperte. Ha bisogno di chiarire che una risposta adeguata alla sofferenza mentale costringe alla costruzione di servizi forti, dipartimenti che distribuiscano strategicamente risorse sul territorio, ma anche non troppo strutturati. Servizi già sperimentati con straordinari risultati in molte situazioni locali ( a fronte di risorse egualmente disponibili ovunque ) che oggi occorre far conoscere, mettere in rete, agganciare a realtà più fragili, spaesate, prigioniere del proprio spaesamento. |
|
|||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||