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Brescia: bilancio del Centro pilota regionale per lo studio e la cura dei disturbi del comportamento alimentare |
dal GIORNALE DI BRESCIA di Venerdì 9 marzo 2001
L'anoressia è solo femminile
Dopo un anno, il 68% delle pazienti sta bene - A breve il trasloco a Gussago
Il 10% delle giovani tra i 15 e i 25 anni ha disturbi del comportamento alimentare e, di queste, il 2% ha bisogno di essere curata. Cure lunghe, che richiedono almeno quattro mesi di ricovero ordinario e sei mesi in day hospital. A distanza di un anno, due ragazze su tre ha risolto gran parte del problema, anche se per malattie come l'anoressia e la bulimia la guarigione completa la si ottiene dopo molti anni. Anoressia e bulimia - malattie che prediligono le donne, dal momento che negli oltre tre anni di attività del Centro è stato ricoverato un solo uomo - sono le patologie curate nel Centro pilota regionale per lo studio e la cura dei disturbi alimentari diretto dal prof. Fausto Manara che, a pochi mesi dall'apertura completa della clinica, presenta un bilancio della sua attività ed illustra l'imminente trasferimento del Centro all'interno dell'Opera Pia "Richiedei" di Gussago, grazie ad una convenzione tra azienda ospedaliera Spedali Civili, che gestisce il Centro regionale, e la struttura di riabilitazione di Gussago. Aperto nel gennaio 1998 all'interno della Clinica "Moro", ha funzionato fino al settembre dello scorso anno solo con attività di day hospital e ambulatoriali: nel 2000 i primi contatti sono stati 282, le persone visitate anche successivamente sono state 245 per un totale di 3037 visite, mentre in day hospital sono state curate 56 donne. I ricoveri non erano possibili, dapprima perchè non c'erano infermieri sufficienti, in seguito perchè mancava l'accreditamento del Servizio da parte della Regione. Da settembre, oltre ai dieci posti in day hospital, sono attivi anche i dieci posti letto per i ricoveri ordinari: le liste d'attesa continuano tuttavia ad esserci, trattandosi dell'unico Centro pubblico per i disturbi del comportamento. Per essere ricoverati, infatti, si devono attendere almeno tre mesi, mentre per fissare una visita in ambulatorio il periodo di attesa è di 60 giorni. "Noi ricoveriamo solo pazienti che non hanno patologie acute e che dobbiamo seguire per lunghi periodi", ha spiegato il prof. Manara. Gli acuti vengono invece indirizzati nei reparti di Medicina e, in casi particolari, in quello di Psichiatria. "I posti letto per i ricoveri potrebbero anche diventare quindici, se la Regione seguisse le indicazioni delle linee-guida per l'organizzazione territoriale dell'assistenza a persone con disturbi del comportamento alimentare, linee che sono state varate recentemente a Roma e che rientrano nel Piano sanitario nazionale per i prossimi tre anni - ha spiegato Manara, da poco nominato presidente della Società italiana per lo studio dei disturbi del comportamento alimentare -. La ristrutturazione della palazzina nella quale dovremo trasferirci entro un anno a Gussago prevede anche la possibilità di un aumento dei posti letto. Il cambio di sede presente, per noi, molti aspetti positivi. Tra questi, quello di avere un ambiente adatto alla cura di pazienti che restano ricoverate per un lungo periodo: basti pensare al parco del "Richiedei" di Gussago e alla possibilità di effettuare un intervento riabilitativo mirato in un luogo da sempre deputato alla riabilitazione. Tra gli aspetti negativi, quello della scomodità: è probabile, tuttavia, che si raggiunga un accordo per utilizzare un autobus che colleghi la stazione ferroviaria al Richiedei, facilitando il percorso delle persone ricoverate in day hospital". Il progetto per la nuova sede prevede la ristrutturazione di una palazzina autonoma a fianco del corpo centrale del Richiedei. I servizi del Centro per lo studio e la cura dei disturbi del comportamento alimentare verranno distribuiti su due piani. (a. d. m.)