Brescia 17 Giugno 2000: Inaugurato l'avvio delle serre di Via Romiglia, una idea che aveva iniziato a pensare, programmare e organizzare Laura e che poi un gruppo di amici e colleghi, insieme al marito Luciano Consolati, ha continuato fino alla realizzazione attuale.

Laura, che proprio oggi (17 Giugno) compirebbe 45 anni ha iniziato a lavorare in psichiatra nell'anno 1986, con un piccolo gruppo di colleghi,.

C'era allora, dentro ed intorno a quel piccolo gruppo di giovani psichiatri un sogno, un'atmosfera che a distanza di dieci anni dalla legge 180 voleva realizzare l'alternativa al manicomio. Ovvero realizzare iniziative strutture, reti di collegamento che permettano a chi soffre di una malattia mentale di ricevere le cure adeguate, di poter guarire od avere una ragionevole speranza di guarigione e di mantendere il diritto di cittadinanza, cioè il diritto di continuare a vivere nella città, con la propria famiglia, continuare a lavorare, a vivere "fuori".

Dopo 15 anni la realtà psichiatrica a Brescia è molto cambiata ed il sogno di allora in parte si è, almeno in parte, realizzato. Tra le cose realizzate la serra è una di queste ed è particolarmente significativo perché si realizza in una area storicamente di transizione tra il manicomio e la città.

Qundo il manicomio era ancora attivo proprio su queste terre che oggi ritornano ad essere coltivare, lavoravano i ricoverati, in quella che allora era la cosidetta colonia .. I pazienti vivevano così l'illusione (purtroppo solo quella) di essere normali, di lavorare, produrre.

Oggi le condizioni sono molte cambiate: gli strumenti di cura i farmaci, le tecniche di riabilitazione svolte in una dimensione comunitaria sono molto efficaci, confermate da elementi di evidenza e permettono alla grande maggioranza di chi soffre di una malattia mentale (non a tutti purtroppo) di sperare in una guarigione e di non perdere, come era una volta il diritto di cittadinanza.

 

Anche il quartiere intorno alle serre ha una collocazione diversa nel corpo della città.

20-25 anni fa quest'area rappresentava l'esclusione dalla città: oltre al manicomio, il canile municipali, non molto lontano il carcere. Adesso invece il terreno che contiene le serre rappresenta l'ultimo polmone verde all'interno di un'area fortemente urbanizzata, viva, una delle porte d'oriente della città, con il casello autostradale, un nuovo ospedale.

Il manicomio non è più il centro dell'assistenza psichiatrica ma il territorio della città è ormai ben coperto da servizi psichiatrici territoriali.

Insomma la distanza tra la città e la psichiatria si è ridotta.

Quest'area possiede così una potenzialità da esprimere, perché diventi (com'era nel titolo di un convegno organizzato alcuni anni fa, prendendo in prestisto una immagine di Resnik) il giardino della città. A fianco delle serre l'amministrazione provinciale stà pensando di realizzare un parco ecologico e di documentazione per le scolaresche e la cittadinanza. Le serre venderanno i loro prodotti e che anche questo contribuirà a far crescere la disponibilità di quest'area a diventare da luogo del non incontro e dell'esclusione , in luogo di incontro e di integrazione per tutta la città.

Nella serra avranno luogo i tirocini risocializzanti guidati da operatori dei servizi e da operatori della cooperativa Città Verde del Solco. E' prevista la partecipazione di 10-15 persone, con frequenze individualizzate, sino ad un massimo di 20 ore di frequenza a settimana. I tirocini risocializzanti non sono ancora un vero lavoro, ma una preparazione ad esso, mediante l'acquisizione di abilità sociali, relazioni e anche lavorative, spendibili successivamente in ambito lavorativo.

Carlo Gozio