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L'ASSOCIAZIONE
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martedì 06 marzo 2007 provincia pag. 25 LUMEZZANE PSICHIATRIA, la «rete» si completa In arrivo in Valgobbia una nuova struttura di accoglienza con 10 posti letto Ci sono due buone notizie per il distretto sanitario della Valtrompia: una è già stata annunciata, mentre la seconda una novità assoluta. Le ha volute portare a Gardone (ieri) l’assessore regionale alla Sanità Alessandro Cè. La prima riguarda la conferma dello stanziamento di un milione e 423 mila euro (in tre anni) per l’avvio sperimentale di intervento nell’ambito neuropsichiatrico, che porterà alla realizzazione, a Lumezzane, di una nuova struttura residenziale per l’accoglienza dei pazienti psichiatrici. La seconda l’inserimento del presidio ospedaliero di Gardone in un elenco di dodici «ospedali di montagna» scelti in base ad alcuni parametri (tra i quali l’altezza media sul livello del mare e il bacino d’utenza) che parteciperanno alla ripartizione di un fondo supplettivo di 8 milioni di euro volto a sostenerne gli interventi di emergenza (pronto soccorso ecc.). Con Cè, all’incontro nel nosocomio gardonese c’erano i vertici della sanità bresciana: Carmelo Scarcella e Lucio Mastromatteo, rispettivamente direttore generale dell’Asl e dell’Azienda ospedaliera Spedali Civili. Ma anche Emilio Sacchetti, direttore del dipartimento di Salute mentale, e Antonio Vita, direttore dell’Unità ospedaliera psichiatrica 20 (di Gardone). Per le istituzioni non sanitarie, invece, c’erano Paolo Pagani (vicepresidente della Comunità montana) e i sindaci Michele Gussago (Gardone) e Silvano Corli (Lumezzane). Partiamo dalla nuova struttura psichiatrica, che avrà sede in Valgobbia in un edificio di proprietà del Comune, al villaggio Gnutti e vicino alla Rsa «Le Rondini». Lo stabile sarà affidato in comodato alla cooperativa Gaia, che ha dato la propria disponibilità a modificare un progetto già avviato in modo da utilizzare prontamente la nuova opportunità. Anche se in prospettiva il servizio in questione dovrebbe trasferirsi nell’ospedale di Gardone; si sta infatti recuperando l’immobile della vecchia sede. Questo, è stato sottolineato da tutti i presenti, è stato un esempio di coordinamento e collaborazione tra Regione, istituzioni pubbliche e socialità privata; con l’obiettivo di «fare rete» nella grande città lineare rappresentata dalla Valtrompia. È toccato a Mastromatteo delineare i dati tecnici e funzionali della novità principale. Ovvero della Comunità riabilitativa a media assistenza (Crm): un progetto innovativo in cantiere da tempo in applicazione del Piano regionale di salute mentale. Un piano finanziato grazie al raddoppio (rispetto allo scorso anno) dello stanziamento per la Neuropscichiatria (passato da circa 12 a 21,5 milioni di euro).
e.bert.
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