ASSOCIAZIONE
LAURA SAIANI CONSOLATI
www.psichiatriabrescia.it
in collaborazione con 
L'ASSOCIAZIONE
Statuto  
Soci 
Obiettivi  
E-mail
 MAILING LIST
Per ricevere gli aggiornamenti periodici
LIBRO DEGLI OSPITI
CONTRIBUISCI
Segnala una notizia
RICERCHE
per specialisti e non >>
ANNI PRECEDENTI

Sito realizzato grazie al contributo di

 

martedì 12 giugno 2007 cronaca pag. 19

PIANETA TOSSICODIPENDENZA - 1. Viaggio nei Sert bresciani, dove l’utenza continua a crescere: più 2 per cento nell’ultimo anno

La cocaina prepara il «sorpasso»

La dipendenza dalla «neve» salita al 35 per cento, quella da eroina scesa al 56

di Natalia Danesi



L’utenza dei Ser.t. bresciani cresce e si trasforma, ma le strutture «reggono l’urto». Il direttore sociale dell’Asl di Brescia, Fausta Podavitte, commenta gli esiti dell’ultimo rapporto condotto regione per regione da Cittadinanzattiva - Tribunale per i diritti del malato, da cui emerge una fotografia assai preoccupante. Ma la nostra provincia, secondo Podavitte, è in controtendenza.
L’INDAGINE DI CITTADINANZATTIVA. Nonostante la maggior parte dei medici coinvolti (65,8 per cento) dichiari che il modello gestionale migliore prevederebbe il ruolo attivo del medico come parte di una rete di servizi, in grado di indirizzare il paziente tossicodipendente al servizio Ser.t. più adeguato, la realtà nazionale secondo Cittadinanzattiva è molto diversa. Gli stessi medici - 302 quelli intervistati in Italia - sostengono quanto sia difficile occuparsi dei pazienti tossicodipendenti a causa dello scarso tempo a disposizione (62,6 per cento), della difficoltà di collaborazione con le strutture specialistiche (50,3 per cento) e della propria inadeguata preparazione nel campo della tossicologia (45,7 per cento).
Con tutte le difficoltà, i medici di medicina generale conservano per gli utenti un ruolo decisivo: ben nel 79,5 per cento dei casi i pazienti si sono rivolti al medico dichiarando lo stato di dipendenza e in quella occasione in più della metà dei casi il medico ha avuto l’impressione che la richiesta fosse basata sul rapporto di fiducia (65,4 per cento).
L’osservazione diretta di 63 Ser.t .italiani da parte degli attivisti di Cittadinanzattiva ha rivelato problemi strutturali, come segni di fatiscenza alle pareti (34,9 per cento). Nel 42,9 per cento dei casi sono assenti la segnaletica per le vie di fuga e la piantina del piano di evacuazione (55,6 per cento), mentre sono stati osservati fili elettrici scoperti e quadri di comando non chiusi a chiave. Nel 60,3 per cento delle strutture osservate ci sono barriere architettoniche e nel 69,8 per cento non ci sono bagni per disabili.
I responsabili dei Ser.t italiani coinvolti - 81 gli intervistati - mettono in evidenza invece che il servizio non è in grado di assicurare una reperibilità sulle 24 ore per i casi urgenti (96,3 per cento). Nella maggior parte dei casi non esiste una possibilità di mediazione culturale, non è stata formalizzata una procedura per favorire il raccordo tra gli operatori del servizio e il medico di fiducia del paziente (65,4 per cento), nè per il coinvolgimento della famiglia (19,8 per cento).
BRESCIA, UTENZA IN CRESCITA. «I nostri dati, come quelli nazionali, rivelano un aumento costante dei tossicodipendenti. Nel 2006 è stato del 2 per cento rispetto all’anno precedente, nonostante un calo transitorio nel secondo semestre determinato dall’entrata in vigore dell’indulto. Aumentano le persone in carico per dipendenza da cocaina, che in sei anni passano dal 17 al 35 per cento, mentre calano progressivamente i dipendenti da eroina, dal 78 al 56 per cento. Ben il 62 per cento dei soggetti in carico nel 2006 era poliassuntore, nel 2005 erano il 52 per cento», spiega Podavitte. In questo contesto, il collegamento tra le strutture e i medici di base, che secondo Cittadinanzattiva è l’«anello debole» della catena, a Brescia è già realtà. Una prassi che si applica - spiega Podavitte - un po’ in tutte le realtà, dagli anziani alla PSICHIATRIA. «Effettivamente quando si tratta di tossicodipendenza, l’intervento attivo o di prescrizione farmacologica da parte dei medici è contemplato solo marginalmente. Esiste però la possibilità di consigliare il paziente, di indirizzarlo ai Ser.t. Il compito che stiamo cercando di assolvere al meglio come Asl è informare i medici di ogni iniziativa e chiedere loro di poter mettere negli studi locandine e materiale illustrativo».
Il lavoro dei Ser.t., continua Podavitte, è per più del 60 per cento dei casi molto specifico, «esclusivamente terapeutico, relazionale sociale e solo nel 39 per cento farmacologico». Il raccordo tra i medici di base e i Ser.t., sempre auspicabile, è utile dunque soprattutto quando si tratta di pazienti che presentano anche «patologie correlate alla dipendenza».
STRUTTURE A NORMA. Pure i problemi strutturali evidenziati da Cittadinanzattiva non trovano, secondo Podavitte, riscontro nel Bresciano. «Tutte le nostre realtà sono a norma, così come vuole la Regione. Il che ha comportato un investimento non da poco da parte dell’Asl. Abbiamo dovuto dismetterne alcune: Chiari e Iseo per esempio sono state accorpate a Rovato, in una sede completamente nuova. Il Ser.t. di Brescia è stato trasferito solo temporaneamente in via Gheda, in attesa che l’Asl metta a punto la sede futura di viale Duca degli Abruzzi per cui c’è già un progetto». Brescia poi ha una «rete di Ser.t. sviluppata: le sedi principali sono addirittura due, a differenza delle diverse Asl lombarde», oltre alle diverse unità operative sparse nella provincia.
LA COPERTURA ORARIA. Il grado di soddisfazione dell’utenza, secondo Podavitte, è molto alto. «I pazienti sono ben assistiti, e con continuità. Con la nuova norma regionale abbiamo previsto addirittura turni nei due poli centrali, Brescia e Orzinuovi, 365 giorni all’anno per coloro che non possono avere in affidamento il farmaco. La fascia oraria di copertura, poi, è elastica: possiamo dire di non aver mai avuto segnalazioni in relazione a questo problema». E ancora, i Sert conducono da sempre «studi sperimentali, all’avanguardia, interpretando nuovi tipi di dipendenze e di polidipendenze. Per il futuro l’Asl intende investire un po’di più nell’area alcologia e mettere a punto studi preventivi in relazione ai guidatori fermati in stato di ebbrezza e ai quali è stata sospesa la patente».
(1 - continua)

LINKS

DOVE CURARSI
Dove curarsi a Brescia ed in Provincia. Gli indirizzi,i numeri di telefono, l'accesso ai servizi...>>
LE LEGGI
Leggi, norme, cricolari, documenti..>>
INDIRIZZI UTILI
Istituzioni, enti, ..>>
ASSOCIAZIONI
Associazioni, organizzazioni e realtà nazionalie locali .. >>
CERCARE LAVORO
Cooperative, agenzie iterinali, inserzioni on.linee sulla stampa.. >>

 
torna all'home page www.psichiatriabrescia.it


 

HOME