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L'ASSOCIAZIONE
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Brescia rende omaggio a Franco BASAGLIA. La città dedica un suo grande spazio verde allo scienziato e all«umanissimo psichiatra che ha profondamente contribuito al rinnovamento della cultura sulla malattia mentale e della sua cura». Le parole del sindaco Paolo Corsini, pronunciate ieri nel salone Vanvitelliano della Loggia, chiudono un percorso che porta ad intitolare allo scienziato il parco in progetto tra via Duca degli Abruzzi e via Berardo Maggi. E un obiettivo centrato grazie allimpegno del Forum della Salute mentale di Brescia e del Consiglio comunale. Il Forum, rappresentato ieri da Massimo Fada, ha raccolto oltre mille firme di bresciani sotto una petizione che chiedeva di ricordare lo «psichiatra della legge 180» intitolandogli uno spazio. E nella stessa direzione si è mosso il Consiglio comunale, che ha affiancato la richiesta del Forum con un documento sottoscritto da tutti i capigruppo di maggioranza, oltre che Fausto Di Mezza, Giovanni Petriccione, Nicola Orto e Manlio Vicini, capigruppo rispettivamente di Forza Italia, Liberaldemocratici, Udc e Rifondazione Comunista. Assenti, solo An e Lega Nord, come a dire che anche dentro il palazzo cè stata sostanziale convergenza dintenti sulla figura tratteggiata ieri dalla psichiatra Carla Ferrari Aggradi. La presidente del Consiglio comunale Laura Castelletti, per parte sua, si limita a sottolineare che «lobiettivo è stato raggiunto anche grazie al Consiglio, che ha inteso esprimere gratitudine per una figura che ha trasformato la cultura civile del nostro paese». Con laggiunta che «anche a Brescia la salute mentale soffre dei limiti della strategia sanitaria e sociale di indirizzo regionale, che non riconosce alle comunità locali autonomia nel determinare lassetto dei servizi». Se un rischio di «restringimento degli spazi» cè, il luogo dedicato a BASAGLIA è certamente di buon auspicio. La targa con il suo nome identificherà il nuovo parco da 48 mila metri quadrati che è previsto nellarea della nuova urbanizzazione tra via Duca degli Abruzzi (allaltezza della «Cittadella della sanità») e via Berardo Maggi. I lavori di urbanizzazione sono partiti da qualche mese, e per il nuovo parco non si dovrà aspettare tanto. La parabola dell«umanissimo psichiatra», iniziata nel 1961 con la direzione dellospedale psichiatrico di Gorizia, culmina «ma non termina - dice Corsini - con la promulgazione della legge 180 del 1978», che ha portato una vera rivoluzione nellassetto dei servizi per la salute mentale in Italia. In genere si banalizza nella formula della «chiusura dei manicomi», e invece «possiamo parlare di un complesso itinerario originale ed eccentrico rispetto alle culture dellepoca - sottolinea il primo cittadino -, ad iniziare dalla diffusa idea della follia quale frutto di una condizione di status sociale». BASAGLIA ha lavorato per lunghi anni dentro le mura dei manicomi, tra studi clinici e impegno politico. ha «umanizzato» le strutture e i rapporti con i pazienti, i medici, la comunità esterna - ricostruisce Corsini -, e tutto questo gli aveva chiarito che il manicomio coincideva con lidea stessa di internamento, della custodia in nome della tutela, «della riduzione della libertà in nome di una presunta malattia». A Brescia ci sarà il «parco BASAGLIA», a ricordarlo un po a tutti. mi.va. |
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