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L'ASSOCIAZIONE
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BRESCIAOGGI IL SPDC. Doppio spazio e massima sicurezza. Dal 4 luglio scorso i pazienti dellospedale cittadino trovano spazio in una nuova struttura, al primo piano della palazzina degli Infettivi. LSpdc si estende ora su unarea di 1.500 - 1.600 metri quadri, a fronte dei circa 800 del vecchio, che si trovava nei pressi della Rianimazione. Più volte le associazioni cittadine ne avevano sottolineato le carenze: gli spazi erano troppo angusti e mancava un adeguato impianto di condizionamento. Il nuovo piano dedicato allSpdc è suddiviso in due sezioni distinte. Nella prima si trovano sei studi medici, una sala riunioni per gli specializzandi e unarea che, presumibilmente a partire dal mese di ottobre, sarà destinata a day hospital. La seconda è invece la zona degenza. Ventiquattro i letti disponibili in camere singole, doppie o triple. «Con il trasloco, la capienza non si è modificata - spiega Emilio Sacchetti, direttore del Dipartimento salute mentale dellazienda ospedaliera -: anche prima potevamo ricoverare 24 pazienti, ma in condizioni decisamente meno confortevoli». Lo spazio a disposizione - continua il direttore - è decisamente sufficiente per rispondere alle richieste. Nellarco dellanno, si contano sulle dita di una mano le giornate nelle quali il Spdc registra il «tutto esaurito». «La degenza media si attesta intorno ai 13 giorni. Il ricovero resta comunque lestrema ratio. Sono del parere che buona parte delle cure possa essere fatta in sicurezza anche fuori». La qualità della struttura ora, sottolinea Sacchetti, si «attesta decisamente sopra la media italiana». Soprattutto sul fronte della sicurezza. Le stanze sono dotate di telecamere - il cui funzionamento rispetta, naturalmente, tutte le regole della privacy - e sensori in ingresso e uscita per tenere monitorata la condizione dei malati. Non solo. Molte altre piccole precauzioni garantiscono una degenza tranquilla. Sono state per esempio installate spine adeguate e luci a soffitto, per evitare che i pazienti svitino le lampadine ferendosi. IL TERZO CPS TRASLOCA. Ma gli investimenti sul fronte della salute mentale non si fermano qui. Sta infatti per essere ultimato in via Luzzago, proprio dietro listituto Razzetti, ledificio che ospiterà il terzo Centro psico sociale, ora situato in via Manara. «Un passaggio che attendevamo da tempo - sottolinea Carlo Colosini, presidente dellAlleanza per la salute mentale - e del quale siamo soddisfatti. Innanzitutto, perchè è stato rispettato il criterio della territorialità. In secondo luogo, perchè quella di via Manara era una struttura al limite dellagibilità, con impianti troppo vecchi». Il nuovo Cps si troverà invece in uno stabile nuovo di proprietà della cooperativa «La rete», con la quale lospedale Civile ha sviluppato una forma di collaborazione davvero innovativa. Per quanto riguarda la muratura, la struttura è già stata ultimata. Al piano terra, in una grande sala con vetrate, troverà spazio il centro diurno (lutenza di via Manara è di circa 20 pazienti). A fianco, una piccola caffetteria e, in unala separata, la sala dattesa e gli ambulatori per i colloqui medico - paziente. Allesterno, il patio e il giardino e nel seminterrato, larchivio e la sala riunioni. Il tutto su unarea di circa 600 metri quadri. Entro fine agosto - annuncia Sacchetti - saranno terminate le opere murarie; dopo il collaudo e laccreditamento, presumibilmente entro fine anno, il Cps potrà trasferirsi, e lo stabile di via Manara sarà dismesso». Se non ci saranno intoppi in questi passaggi essenziali, i tempi dovrebbero essere rispettati. «Se cè stato qualche ritardo nel trasloco del Spdc, è soprattutto perchè serviva più personale in uno spazio così ampio. Ma nel caso del centro psicosociale non si presenterà lo stesso problema». IL CPS DI VIA MALTA. Nessuna novità, invece, sul fronte del trasloco del primo Cps da via Malta a via Nikolajewka. «Per ora è un progetto di massima - sottolinea Sacchetti -. Si tratterebbe di una struttura molto grande che potrebbe ospitare sia la sede del dipartimento, sia il centro psicosociale. Magari, ci starebbe pure uno spazio per le associazioni e i familiari, oltre al centro diurno». Ledificio, occupato fino ad ora dallAsl, sarà presto liberato. Dopo le vacanze, potrebbe dunque essere istituito un tavolo tecnico per la valutazione. «Siamo daccordo: il Cps di via Malta è davvero in una posizione infelice - incalza Colosini -. Di per sè il trasferimento potrebbe avere una logica, ma crediamo che non si possano lasciare sguarnite le zone del centro e di Brescia Due». Il dibattito è ancora aperto. |
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