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mercoledì 24 maggio 2006, pag 18

La mancanza di un’adeguata climatizzazione si fa sentire soprattutto nelle parti più vecchie


Civile, allarme per il caldo


Pronta la nuova PSICHIATRIA, ma è ancora inutilizzata


di Francesco Apostoli



Gli Spedali Civili, in perenne fase di ampliamento e ristrutturazione, si preparano ad affrontare i primi caldi estivi in condizioni non del tutto ottimali.
Molti reparti, soprattutto nell’ala più vecchia dell’ospedale, non dispongono infatti del sistema di climatizzazione. «Un problema non indifferente - sottolineano autorevoli esponenti della sanità bresciana - che ci troviamo di volta in volta a dover fronteggiare nella speranza che l’estate non sia troppo torrida».
Si tratta di oggettive carenze legate a strutture in fase di ammodernamento che vedono gli Spedali Civili impegnati in un lento processo di adeguamento e messa a norma.
Tra gli altri, il problema della climatizzazione sembra essere uno dei più pressanti soprattutto in reparti come quelli di PSICHIATRIA o urologia difiniti da più parti fatiscenti e inadatti alle funzioni che devono svolgere.
LA SEGNALAZIONE. In una lettera firmata giunta nel pomeriggio di ieri nella redazione di Bresciaoggi Marcello (nome di fantasia) ha segnalato la grave condizione in cui versano i pazienti «del sempre soleggiato reparto psichiatrico di diagnosi e cura - recita la missiva -. Oltre ai locali classificati come "schifosi" da autorevoli addetti ai lavori, il reparto è sprovvisto da sempre dell’impianto di climatizzazione, per cui, da decenni la temperatura supera agevolmente e costantemente i 30°».
Solo un piccolo locale del reparto di PSICHIATRIA godrebbe della presenza di un climatizzatore, si tratta di una «stanzetta - prosegue Marcello - in cui gli ammalati vengono condotti due alla volta per beneficiare di un piccolo e limitato condizionatore».
Una situazione che coinvolge direttamente la direzione generale degli Spedali Civili che, nel luglio del 2005, su sollecito del sindaco Corsini e dell’assessore regionale alla sanità Alessandro Cè, in una lettera (protocollata con il numero 12.858) «prevedeva - secondo Marcello - di ultimare la costruzione del nuovo polo di PSICHIATRIA entro l’autunno del 2005».
LA NUOVA SEDE. Collocata nel padiglione degli infettivi, la nuova struttura, più ampia e moderna, sarebbe stata dotata di impianti di condizionamento e avrebbe garantito un servizio decisamente migliore all’utenza. «E’ tutto pronto - fa sapere Carlo Colosini, dell’associazione "Alleanza per la salute mentale" - ci sono già i mobili e tutto il resto, si tratta solo di aprire le porte e fare entrare il personale sanitario e gli ammalati. Ho visto personalmente il nuovo reparto, è praticamente finito ed è strano che non venga ancora utilizzato».
Le associazioni avrebbero sollecitato più volte una soluzione per la climatizzazione del reparto di PSICHIATRIA: «L’unico condizionatore viene utilizzato per i pazienti che hanno problemi di mobilità - sottolinea Colosini -. Andando ormai incontro all’estate, la situazione rimane grave, ovviamente il problema non ci sarebbe se il nuovo reparto fosse messo a disposizione dei pazienti».
LA RISPOSTA. Interrogata nel pomeriggio di ieri in merito alla mancata apertura del nuovo reparto di PSICHIATRIA, la dirigenza degli Spedali Civili chiede tempo per verificare in maniera approfondita le ragioni di un ritardo che, dall’autunno 2005, si è protratto ormai fino all’anticamera dell’estate 2006. «Sapevo che i lavori erano terminati, probabilmente manca il collaudo dei vigili del fuoco - commenta Lucio Mastromatteo, direttore generale degli Spedali Civili di Brescia -. Quello di PSICHIATRIA, insieme ad urologia, è uno dei reparti più vecchi dell’ospedale. La creazione della nuova struttura, con un impianto di climatizzazione a norma, era per noi una priorità che abbiamo cercato di soddisfare nel minor tempo possibile».
C’è chi avanza anche ipotesi alternative. Secondo alcuni addetti ai lavori, il reparto sarebbe pronto ma mancherebbe un numero di infermieri sufficiente per coprire un’area decisamente più ampia della precedente.
«Difficile credere che sia questo il motivo - ribatte Mastromatteo -. Il personale esistente che si occupa dei pazienti, può benissimo essere trasferito nel nuovo reparto senza alcun problema».
LE STRUTTURE. La questione tocca più in generale il problema strutturale del Civile, ancora lontano dalla soluzione: edifici ormai datati che devono essere ammodernati senza tuttavia creare troppi disagi ai pazienti.
Il «project financing», l’ipotesi di ammodernamento strutturale (finanziato dalla Regione Lombardia e da enti privati) che dovrebbe consentire il miglioramento della qualità del servizio e il raggiungimento della messa a norma delle strutture, stenta a decollare. «Tra le altre cose è prevista anche la climatizzazione di tutti i reparti dell’ospedale - prosegue Mastromatteo -. Si tratta comunque di un progetto complesso, la cui realizzazione richiederà molto tempo».
Resta il fatto che alcuni reparti permangono in uno stato operativo non adatto ad un polo d’eccellenza come quello del Civile troppo spesso scavalcato da altre aziende ospedaliere regionali nelle graduatorie dei finanziamenti.

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