giovedì 02 febbraio 2006 cronaca pag. 10
Presentata al Vanvitelliano lantologia dei contributi dello psichiatra che cancellò i manicomi
Malattia mentale, utopia e realtà
In viale Duca degli Abruzzi uno spazio intitolato a Franco Basaglia
Lutopia della realtà per provare a immaginare altri orizzonti e per dimostrare attraverso la testimonianza che limpossibile può essere reso possibile. Si intitola proprio così, «Lutopia della realtà» (Einaudi 2005, 22 euro), lantologia di contributi del maggiore rappresentante della PSICHIATRIA italiana del 900 Franco Basaglia presentata ieri pomeriggio in salone Vanvitelliano grazie al Forum della salute mentale bresciano.
Un testo fondamentale per capire il pensiero di Basaglia e della sua lotta contro listituzione manicomiale proprio nel momento in cui si ritorna a mettere in discussione la legge 180 del 1978 che modificò radicalmente lassetto dei servizi di salute mentale in Italia e cambiò lapproccio con la malattia.
«Un libro - ha affermato il sindaco Paolo Corsini - che permette di ricostruire la complessità del pensiero di Franco Basaglia e che lo portò a parlare dell"urgenza ovvia di chiudere i manicomi"».
Un cammino che non è storia acquisita, ma da conquistare ogni giorno attraverso le buone pratiche, come ha rilevato la psichiatra del forum salute mentale Carla Ferrari Aggradi: «Basaglia non ha mai negato lesistenza della malattia mentale, ma invitava a metterla tra parentesi, per riuscire a incontrare la persona e comprenderne la sofferenza». E partendo dalla sofferenza delle persone e delle famiglie, mettere in campo buoni servizi.
«Nella nostra Regione - ha sottolineato - si fa una pessima PSICHIATRIA con lapertura continua e costante di nuovi posti letto e lo svuotamento dei servizi territoriali che invece dovrebbero essere aperti giorno e notte». La malattia diventa così buona diagnosi e buona somministrazione dei farmaci, «unidea biologica del paziente», che tralascia lintero sistema di relazioni e affetti della persona.
Riflessioni riprese anche dalla curatrice del libro Maria Grazia Giannichedda, rilevando che un modello sanitario del genere è sul solco di quello statunitense, quello da cui Franco Basaglia «tornò sconvolto» dopo un viaggio negli anni 70 e che contrasta con lidea che la salute sia un diritto individuale e interesse della comunità (come recita larticolo 32 della Costituzione). In questo senso laumento dei posti letto non è sostenibile perché costa e produce cronicizzazione della malattia e dipendenza dagli operatori. «Questo significa che La Lombardia andrà allo sfascio? - domanda Maria Grazia Giannichedda -. No, i costi che crescono saranno sostenuti dalle assicurazioni private e così la sanità sarà completamente trasformata in business».
La strada per le «buone pratiche» è insomma ancora lunga e già a partire da oggi se ne discuterà a Milano nella tre giorni del Forum nazionale salute mentale.
Ed è anche per questo che i simboli assumono un significato, come la richiesta fatta dal forum salute mentale allamministrazione comunale (anche attraverso una raccolta firme, consegnate proprio nei giorni scorsi) di dedicare lo spazio antistante lex ospedale psichiatrico di via Duca degli Abruzzi a Franco Basaglia. Unipotesi rispetto alla quale il sindaco Corsini ha annunciato di aver trasmesso allufficio toponomastica il parere positivo dellamministrazione.
Thomas Bendinelli