FORUM SALUTE MENTALE DI BRESCIA
spazio autogestito
PER LA COSTITUZIONE DEL FORUM PER LA SALUTE MENTALE IN LOMBARDIA*
Un gruppo di lavoro si è trovato alcune volte a Milano ed ha steso un documento che è stato proposto ad una riunione più allargata il giorno 10.05.04. A questa riunione hanno partecipato esponenti di varie realtà a partire da Brescia e Mantova dove il forum si è già costituito. Hanno partecipato pure rappresentanti di associazioni di Pavia e Como.
E stato deciso di riflettere ulteriormente sul documento proposto e su quanto è stato discusso nella riunione del 10 per poi arrivare ad una discussione finale il giorno 14 giugno alle ore 16 sempre presso il consiglio regionale della Lombardia (via Fabio Filzi, 29 Milano).
In quelloccasione verrà definito il giorno e il luogo per lassemblea regionale di fondazione del Forum, presumibilmente dopo le ferie. Si discuterà pure delle forme organizzative, del sostegno economico, della relazione con i mezzi di informazione.
Lidea dominante è stata quella di ritenere che il forum debba essere costruito con il massimo dello sforzo per coinvolgere anche altri rappresentanti di associazioni, sindacati, singoli cittadini, al di fuori dello stretto ambito della psichiatria. Allo scopo ha aderito al Forum per la salute mentale (FSM) il forum per la difesa della salute di Milano e Lombardia (FDS) che fa parte della rete italiana ed europea per il diritto alla salute.
In proposito il giorno 28 maggio alle ore 15 presso la CGIL regionale (Sesto S.G. viale Marelli 497), si svolgerà un incontro in cui due rappresentanti uno del FSM e uno del FDS interrogheranno i partiti dellopposizione e la CGIL sulle loro idee e proposte per la sanità in Lombardia, anche in funzione delle elezioni regionali del 2005.
IL FSM ha come interlocutore la regione, e, è stato condiviso, deve costruire unistanza propria affinché questa interlocuzione venga riconosciuta anche formalmente. Ciò sarà possibile nella misura in cui il forum sarà visibile, consistente e partecipato da unampia schiera di associazioni, movimenti, cittadini. Non basta rivendicare linterlocuzione, occorre anche chiedere di avere un interlocutore, infatti in regione non esiste più un ufficio psichiatria.
Il FSM fa proprio, come è stato sottolineato nel documento sottoposto alla discussione, il documento nazionale di fondazione, cui non vuole dare una propria interpretazione ambrosiana, ma semplicemente applicarlo alla realtà lombarda che, in campo sanitario, e, in particolare della salute mentale, è alquanto critica.
Lidea generale della regione in tema di sanità è quella di abbandonare progressivamente la gestione diretta dei servizi ed delle strutture, riservando a sé solo lo spazio di programmazione, acquisto e controllo (PAC). La volontà per andare verso un tipo di sistema sanitario diverso da quello uscito dalla legge del 1978, di riforma sanitaria, è evidente. Nello specifico della salute mentale la scelta di inserire la psichiatria nellambito delle aziende ospedaliere è stata criticata da subito ed ora si stanno mostrando le sue pesanti conseguenze. Infatti la relazione fra persona e struttura risulta compromessa nella sua necessità di presa in carico globale. La fuori uscita dalla responsabilità territoriale, congiunta con una certa ideologia formativa degli operatori, sta portando ad avere dei servizi esclusivamente medicalizzati, in cui il rapporto con i pazienti si restringe, come evidente tendenza, a quello dellintervento esclusivo medico-clinico. Sempre meno si parla di inserimenti sociali e lavorativi, di interventi di carattere conoscitivo e preventivo in situazioni a rischio (esempio quartieri peritici degradati di grandi e medie città).
Inoltre la regione Lombardia sta definitivamente approvando il Piano per la Salute Mentale che pur nellenunciazione di qualche elemento condivisibile, non esce dal contesto della sua linea, anzi la rafforza. E stato stabilito di fornire i finanziamenti per progetti innovativi, piuttosto che rafforzare i dipartimenti pubblici. Un piano che si sbilancia a favore dei privati e che lascia i servizi e le strutture pubbliche, particolarmente i CPS, nellincertezza e nella precarietà. Un non piano per la salute mentale, certamente nel suo insieme non condivisibile e da respingere.
La presenza del Ospedale Psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere (MN) impone al costituendo forum lombardo di prendere in mano il problema e di studiare le forme e i modi per il suo superamento. Trattandosi di un problema comune, non si può che interagire con il forum nazionale. E questo vale anche per la salute mentale in carcere, considerando che la sanità penitenziaria allo stato, nonostante la legge, non è passata al servizio sanitario nazionale: Lambito dellintervento del Forum si allarga quindi a nuovi soggetti o soggetti che per il loro disagio esistenziale sono vittime più frequenti della malattia mentale, così gli immigrati, i detenuti, i senza fissa dimora. E su un altro piano i lavoratori, particolarmente quelli precari che oggi, fra i giovani, risultano essere una buona parte. Uno sfruttamento intensivo, insieme ad un enorme difficoltà a fare valere i propri diritti costituisce una condizione di rischio rilevante, come non meno,diffusa in tutti gli ambiti lavorativi, anche quelli tradizionali e anche quelli pubblici, vi è quella delle molestie morali, denominata mobbing che, senza arrivare allo stato di malattia mentale conclamata (a volte pure vi arriva) porta con se un enorme disagio esistenziale per chi vi è colpito.
Gli operatori hanno bisogno di esse ri-motivati e gli utenti di essere in grado di organizzarsi. Le strutture della salute mentale non sono astrette, sono costituite da operatori che certamente soffrono di una condizione di precarietà e difficoltà di ordine strutturale, ma che al tempo stesso, in non pochi casi, operano senza coinvolgersi. Si deve discutere in merito: fino a che punto si devono e si possono coinvolgere? Poi ci sono gli utenti: è stato notato che in Italia a differenza di altri paesi questi sono senza voce, non ci sono loro rappresentanze nelle istanze della salute mentale. E possibile lavorare perché queste si possano creare? Una necessità importante che potrebbe aiutare a risolvere unulteriore divaricazione anche se non sempre costante, cioè quella fra operatori e famigliari.
Non ultimo vi è la questione dei diritti. In Lombardia, (e non solo) sembrano essere i costi a decidere sui diritti. Forse la peculiarità della Lombardia è quella di dare per accettata la negazione di alcuni di questi o addirittura la percezione è che quanto si riceve o che si dovrebbe avere è una sorta di concessione dipendente da fattori diversi, che i diritti non sono necessariamente dovuti.
Ad esempio quanto viene previsto in termini di finanziamento per la salute mentale, il famoso 5% del fondo sanitario, di cui al progetto obiettivo tutela della salute mentale, non esiste. E nemmeno quanto è previsto per legge di destinare alla salute mentale i proventi derivanti dalla alienazione degli ex O.P. è lettera morta, nonostante le assicurazioni che sono state fornite alla Campagna per la salute mentale. Inoltre ancora deve essere chiarito il rapporto economico con le strutture di ricovero delle persone con malattia mentale cronica che hanno oltrepassato la soglia dei 65 anni. Non è accettabile e fuori legge limposizione di rette e contributi agli assistiti e ancora peggio ai loro famigliari.
Per riassumere occorre distinguere i contenuti del FSM dalle funzioni. I contenuti sono quelli ben esposti nel documento nazionale con le specificazioni e sottolineature derivanti dalla situazione specifica della Lombardia; le funzioni attengono alla relazione costruttiva fra associazioni, movimenti e operatori dentro e fuori lambito della salute mentale, quindi alla interlocuzione/rivendicazione nei confronti della regione di un servizio pubblico, fonte di diritti esigibili, che copra tutta la domanda-bisogno dei soggetti interessati.
Si ritiene poi risolvibile la contraddizione che potrebbe porsi nei confronti della citata Campagna per la salute mentale, cui molte associazioni e operatori che stanno costituendo il forum hanno aderito. In altra occasione si discuterà nel merito.
*(sintesi a cura di Fulvio Aurora)
Hanno partecipato allincontro:
Alessandria Zamboni, Brescia sandro.bin@numerica.it
Silvia Galli, Brescia bonatodavide@inwind.it
Carla Ferrari Aggradi, Brescia latartaruga2000@hotmail.com
Andrea Lanfranchi, Suello (Lecco) asvapcomo@libero.it
Pietro Ferrari, Pavia pietro.ferrari@unipv.it
Iris Mascaro, Pavia irismascaro@yahoo.it
Luigi Benevelli, Mantova luigi.benevelli@libero.it
Ernesto Muggia, Milano, ernestomuggia@tin.it
Davide Motto, Arcore davide.motto@tiscali.it
Flora Hanaoui, milano
Emanuela Gamba, Milano
Carmine Pasquale Pismataro, Milano cpsbarabino@libero.it
Annamaria Cavenaghi, Milano ancate@tiscali.it
Thomas Emmenegger, Milano emmen@fastwebnet.it
Ota De Leonardis, Milano ota.deleonardis@unimib.it
Virgilio Boccalini, Milano
Arcadio Erlicher, Milano psichiatriapini@ospedaleniguarda.it
Edoardo Re, Milano edore@tin.it
Massimo Fada, Brescia
Fulvio Aurora, Milano fulvio.aurora@virgilio.it
Milano, 17 maggio 2004
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