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FORUM SALUTE MENTALE DI BRESCIA

spazio autogestito

brescia 5 febbraio 2004

  Lettera inviata ai Direttori dei giornali locali

 

A PROPOSITO DELLE BUONE PRASSI IN PSICHIATRIA.

 

Gentile Direttore, poiché riteniamo che il Centro Psico Sociale debba essere un centro promotore di progetti, presa in carico dell’utente e del contesto sociale che lo riguarda e non il luogo in cui vengono dispensati farmaci e visite o espletate pratiche burocratiche, è evidente che la sua collocazione logistica deve essere pensata nel territorio in cui opera.

Questo è il presupposto da cui partiamo per dichiarare il nostro totale disaccordo sullo spostamento in Via Genova(5°circoscrizione)della sede del 3°Centro Psico Sociale(CPS) e del Centro Diurno(CD) ad esso annesso.

Qualche informazione:

la struttura di Via Genova sarebbe stata acquistata negli anni 90 per realizzare il Centro Residenziale Terapeutico(CRT) per la Unità Operativa 22 di Brescia, come previsto dal Progetto Obbiettivo Regionale del 1984. Il CRT, in quella sede, troverebbe una collocazione assolutamente appropriata: spazi idonei sia per la zona notte che per quelli riabilitativi ricreativi, sia per ripostigli e spogliatoi nell’interrato.

Negli ultimi anni si è venuti a conoscenza di un eventuale trasferimento, in Via Genova, anche del 3°Centro Psico Sociale e del suo Centro Diurno che dal 1989 hanno la loro sede in Via Manara 7(4° circoscrizione).

Il territorio che fa capo a questo presidio è costituito da 1°-3°-4°circoscrizione e dai distretti di Gussago, Ospitaletto, Travagliato(costituiti complessivamente da dieci comuni).

Il presidio si caratterizza per la sua facile accessibilità; infatti tutti gli utenti delle zone possono raggiungerlo grazie ad una rete di autobus pubblici, urbani ed extraurbani,estremamente articolata. La dislocazione in Via Genova creerebbe un’immediata difficoltà: tutti dovrebbero recarsi in centro città per poi prendere la linea C, unico autobus utilizzabile per la nuova sede.

Come ulteriore aggravante, la Regione Lombardia ha disposto che dal 01/08/2004, avranno diritto all’abbonamento gratuito, per l’uso dei mezzi pubblici, solo le persone con invalidità riconosciuta del 100% contro il 67% attuale. Quest’ultima categoria, comprende gli utenti che utilizzano maggiormente i trasporti pubblici possedendo maggior autonomia.

Insomma, per recarsi nella nuova sede, bisognerà essere molto motivati e pensiamo che sia superfluo sottolineare che stiamo parlando di persone con gravi problemi e disagi, anche di natura economica.

L’integrazione con il territorio, costruita in anni di lavoro decentrato, è fondamentale; si pensi alla collaborazione con centri dell’ASL e del Comune, con i medici di Medicina Generale ecc…

In questa ottica è da considerare la realtà del Centro Diurno: nel corso degli anni gli operatori sono riusciti a costruire un rapporto di collaborazione con tutte le realtà sociali, comunità, parrocchie, scuole, centri di aggregazione giovanile, che hanno come punto d’incontro la 4° circoscrizione.

Poiché il territorio rappresenta una moltitudine di risorse, sono stati realizzati progetti tra Centro Diurno e singole realtà che verrebbero a mancare con il trasferimento della sede.

Sarebbe come buttare nella spazzatura anni di lavoro che hanno dato agli utenti la possibilità di diventare parte attiva e centrale del proprio processo di integrazione.

E’ un peccato perché l’attività degli operatori del 3°CPS e del CD ha dimostrato che le buone pratiche sono anche produttive .

Riteniamo, inoltre, che la dislocazione di CRT-CPS-CD in Via Genova ci riporti ad un pessimo concetto di centralizzazione dei servizi, logica completamente in antitesi con i criteri della legge 180 e dei progetti obbiettivi regionali, tutt’ora in vigore ed ai quali ci si deve attenere.

Il raggruppamento in un’unica sede dei tre servizi sopraccitati, verrebbe a costituire una sorta di ghetto tipo neomanicomiale.

Come aggravante, sarebbe stato deciso di collocare CPS e CD nell’interrato: se ciò accadesse, si riconfermerebbe il ruolo marginale della Psichiatria all’interno della sanità bresciana.

Alla luce di quanto brevemente esposto, il Forum di Salute Mentale di Brescia si impegnerà ad aprire una discussione critica rispetto a scelte tendenti a spezzare legami utenti-territorio-operatori, augurandoci che un sano sdegno da parte di cittadini ed istituzioni democratiche verso queste scelte possa esserci di aiuto per contrastare pesanti progetti difficilmente recuperabili se attuati.

    Per il Forum di Salute Mentale di Brescia

                                  Fada Massimo-via Campini 18 Bs-tel.030223889

                                  Ferrari Aggradi Carla-Via almici 30 Rezzato-tel0302793636

                                  Zamboni Alessandra-Via S.Orsola 89 Bs-tel.030364062

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