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L'ASSOCIAZIONE
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Le critiche dell'Alleanza per la salute mentale di Brescia alle proposte di riforma della 180
Lurlo di Munch Rapporto OMS molto duro sullassistenza Il Parlamento italiano sarà chiamato ad esprimersi su questi temi. Due affermazioni poste una allinizio e una alla fine di un testo apparso su La Repubblica Salute (leggi all'indirizzo http://www.pol-it.org/ital/20030730.htm). Lestensore si chiama Tonino Cantelmi che, pur con un occhio probabilmente afflitto da una fastidioso disturbo creduto una pagliuzza, è certo di vedere una trave nellocchio sinistro di coloro che secondo lui perpetuano lennesima falsificazione, ma che a loro volta, in perfetto contrappasso, soffrendo dello stesso impaccio, additano a tutti la putrella che tappa locchio destro sia di T.C. che dei Suoi sostenitori. Il pretesto della nuova filippica è il Rapporto sulla salute Mentale nel mondo che fino dalla sua apparizione nel 2001 proponeva : nuova visione, nuove speranze. Nellarticolo, invece, viene indicato come un verbale di contestazione , utile, riproducendone parzialmente alcune frasi, ad avvalorare le proprie convinzioni. Il Rapporto O.M.S. nel terzo capitolo, titolato: una disciplina in piena trasformazione, spiega che: (..) Chiudere gli ospedali psichiatrici senza prevedere delle soluzioni comunitarie di ricambio sarebbe altrettanto pericoloso che creare delle strutture comunitarie senza chiudere gli ospedali psichiatrici. Le due misure devono essere simultanee, progressive e ben coordinate. Una deistituzionalizzazione ben condotta comporta tre importanti aspetti:
Tuttavia la deistituzionalizzazione non è riuscita completamente e le cure comunitarie pongono ancora problemi di funzionamento. Questo relativo insuccesso si spiega, principalmente, per tre fattori: i governi non hanno destinato alle cure comunitarie le risorse economizzate chiudendo gli ospedali psichiatrici; i professionisti non sono stati preparati sufficientemente ad accettare il cambiamento dei loro ruoli; e i disturbi mentali continuano ad essere oggetto di tenaci pregiudizi, che originano latteggiamento negativo della popolazione nei confronti di coloro che ne sono colpiti. In certi paesi, numerose persone affette da gravi disturbi sono incarcerate o senza fissa dimora. Nel quadro di questa fondamentale trasformazione - passaggio dallospedale alla comunità- alcuni paesi hanno profondamente riconsiderato la loro politica. E così che la legge 180, emanata in Italia nel 1978, decreta la chiusura di tutti gli ospedali psichiatrici, ufficializzando e in tal modo accelerando una tendenza che già si delineava nellambito delle cure ai malati di mente. Le principali disposizioni della legge italiana stabiliscono che non potranno esserci nuove ammissioni né alcuna riammissione nei grandi ospedali pubblici. Non potrà essere costruito alcun nuovo ospedale psichiatrico. I servizi generali degli ospedali psichiatrici non devono superare i 15 letti e devono essere obbligatoriamente collegati a un centro comunitario di salute mentale. Le strutture comunitarie, il cui funzionamento è assicurato dal personale di salute mentale esistente, sono responsabili di una zona determinata. Questa legge ha avuto un impatto ben oltre le competenze italiane Il testo (che abbiamo tradotto senza pretese) è questo; come pure le considerazioni della O.M.S. sulla Riforma della salute mentale in Italia (unico paese europeo ampiamente citato) espresse al punto 4.4.: (..) Nei dieci anni seguiti alladozione della legge, il numero dei malati internati è diminuito del 53%. Si ignora tuttavia di preciso quanti pazienti siano usciti dallospedale psichiatrico nel corso dei venti anni trascorsi. Sul totale delle ammissioni in psichiatria, la percentuale delle ospedalizzazioni coatte è notevolmente diminuita, passando dal 50% circa nel 1975 al 20% circa nel 1984 e all11,8% nel 1994. Il fenomeno della porta girevole riammissioni dei pazienti- si manifesta solo nelle zone sprovviste di servizi di comunità ben organizzati ed efficaci. Recenti inchieste mostrano che, malgrado i nuovi servizi, i malati di mente non hanno molte possibilità di beneficiare di una farmacoterapia ottimale, e che le terapie psicosociali fondate su delle osservazioni scientifiche sono disegualmente ripartite nei servizi di salute mentale. Così, solamente l8% delle famiglie beneficia di qualche forma di intervento psicoeducativo, mentre questo tipo di trattamento è generalmente considerato come cruciale per gli schizofrenici. I rari dati disponibili sembrano indicare che le famiglie forniscono ormai una parte delle cure, mentre un tempo se ne incaricava lospedale psichiatrico. Per i pazienti i benefici del nuovo sistema provengono principalmente dal sostegno quotidiano delle famiglie piuttosto che dai servizi offerti. Questa esperienza ci insegna molte cose. In primo luogo, non basta chiudere gli ospedali psichiatrici per passare da un sistema basato sullospedale a un sistema fondato sulla comunità: bisogna prevedere delle strutture sostitutive adatte, come avvenne in Italia. In secondo luogo, limpegno delle autorità politiche e amministrative è indispensabile se si vuole che le cure di comunità siano efficaci. Bisogna investire in edifici, nel personale, nella formazione e prevedere delle installazioni complementari. Terzo: il monitoraggio e la valutazione sono gli aspetti importanti della riforma: programmazione e valutazione devono procedere insieme e questultima deve il più possibile poggiare su dati epidemiologici. Infine una legge di riforma non deve solamente fissare degli orientamenti, come la legge italiana, ma deve essere normativa: bisogna definire dei criteri minimi di cure, instaurare un sistema affidabile di assistenza, precedere un calendario obbligatorio per la messa in opera delle strutture previste, e creare dei meccanismi centrali di verifica, di controllo e di raffronto della qualità dei servizi. Di una traduzione anche se dallitaliano, necessita invece La promozione della salute slogan del Piano Sanitario Nazionale 2003/2005 fresco di stampa, che al capitolo 6.3 invita a tener conto delle conclusioni cui è pervenuto il Comitato Ristretto dellOsservatorio Nazionale per la tutela della Salute Mentale, che al punto 7 illumina il lettore con due solari nonsenso: Si ritiene che sia molto dannoso continuare ad associare la malattia mentale alla violenza, specie da parte dei mezzi di comunicazione. A questo proposito il Ministero prenderà contatti con gli organi di informazione affinchè, accanto* alla notizia di episodi gravi, i mass media segnalino lopportunità che persone con disagi mentali possono rivolgersi* a strutture ben identificate del Dipartimento di Salute Mentale, o consultare i Servizi di Prossimità *(La sottolineatura non è nel testo, redatto fingendo di ignorare che molti ammalati non percepiscono il loro stato a causa di un sintomo, su basi biologiche, chiamato anosognosia) Al punto 4.9 il Rapporto O.M.S. 2001 intitolato :No allo stigma segnala che Open the doors è il primo programma mondiale di lotta contro la stigmatizzazione e la discriminazione che suscita la schizofrenia, e ha per scopo di sensibilizzare lopinione e di informarla sulla natura della malattia e le opzioni terapeutiche (..). Nelle prime righe pubblicate si legge: Lo stigma associato alla schizofrenia porta frequentemente i media a offrire immagini distorte, che a loro volta aiutano a perpetuare gli stereotipi negativi. Lo stigma associato con la schizofrenia può anche influire negativamente sul decorso e lesito della malattia stessa Passando alle False credenze, Open the doors afferma che La popolazione in generale, così come i professionisti della salute **, tendono a mantenere unimmagine stereotipata delle persone con schizofrenia. Questimmagine normalmente comprende alcune o tutte le seguenti credenze errate (..) **(compreso, dufficio, il nostro nazional Osservatorio) Che dire poi del punto sei del Piano 2003-2005, se il coerente abbandono della istituzionalizzazione attuato in tutto il mondo occidentale si trasforma in un incoraggiante : E importante evitare (!) che queste strutture ripropongano il modello custodialistico (!), anche se è necessario che i pazienti pericolosi per sé o per gli altri vengano qui ammessi e riabilitati anche senza il loro consenso. Evitare, ma non vietare, affannandosi ad accomunare a tale manifesta pericolosità anche altri ammalati: per i casi più complessi (??!!) siano disponibili strutture territoriali e residenziali di riabilitazione dove i pazienti possano essere trattati secondo percorsi terapeutici validati. Tutti a Castiglione delle Stiviere quindi, passando per il magistrato di turno; mentre lo specialista che non ha saputo risolvere il caso complesso continuerà a salutare, ricambiato, il Responsabile che, poi, distolto nei suoi pensieri dallimpegno morale di combattere gli sprechi della sanità e restare nel budget regionale, sul giornale locale, un 29 gennaio qualsiasi (ad esempio del 2003) dichiarerà assorto: e se anche viene diagnosticata, la depressione è spesso curata con farmaci sbagliati o con farmaci giusti ma a dosi troppo basse che non portano a risultati. E un grave errore, visto che la depressione è una malattia quasi sempre curabile Frase composta con la farina di un altro sacco, essendo stata clonata dal Rapporto 2001 della Organizzazione Mondiale della sanità, che intendeva però stigmatizzare e combattere la superficiale specializzazione di non pochi professionisti e non certamente inserire il malato-vittima nellelenco dei casi che il nostro nazional Comitato Ristretto, a prescindere, chiama complessi. Il Rapporto 2001, rivolgendosi a tutti i governi indistintamente, utilizza il punto 4.2 per affermare che una buona politica di salute mentale esige risposte affermative alle seguenti domande: - La politica favorisce e sviluppa, nelle cure, la prassi del sostegno comunitario? - I servizi sono completi e integrati alle cure di sanità primaria? - La politica incoraggia partnerschips tra gli individui, le famiglie e i professionisti della salute? - Fornisce dei mezzi di azione a questi diversi gruppi? - Ha creato un sistema che garantisca alle persone affette da disturbi mentali il rispetto, la protezione e il pieno esercizio dei loro diritti? - Ricorre il più possibile ad azioni basate sullevidenza? - Il numero, degli addetti ai servizi, opportunamente preparati, è sufficiente per la loro messa in opera? - Riconosce le specifiche necessità di donne, fanciulli e adolescenti? - Assicura la parità tra i servizi di salute mentale e gli altri servizi della sanità? - Rende obbligatori il controllo e la valutazione continua dei servizi? - Crea un sistema capace di rispondere ai bisogni delle popolazioni sfavorite e vulnerabili? - Accorda sufficiente importanza alle strategie di prevenzione e di promozione? - Favorisce legami intersettoriali tra la salute mentale e altri settori?
In Italia le risposte si reggono su questi pilastri: Pilastro uno Per la politica di salute mentale in corso, fa testo a livello nazionale il quarto comma dellarticolo 34 della legge 833/78, punto di partenza per ogni successiva iniziativa: Il trattamento sanitario obbligatorio per malattia mentale può prevedere che le cure vengano prestate in condizioni di degenza ospedaliera solo se esistano alterazioni psichiche tali da richiedere urgenti interventi terapeutici (..) Pilastro due Per la politica di salute mentale prossima e futura, (quella della trave e della pagliuzza) attualmente in Parlamento, tanto attesa e invocata dal Professor Cantelmi Tonino, sostenuto dagli Psicoterapeutici, Psicologi e Psichiatri Cattolici che lo hanno eletto e dai suoi allievi della Università Gregoriana che lo ascoltano: i relatori propongono : -Non è consentito lasciare senza risposta le esigenze ed i bisogni di malati e familiari (..) (..)il giudice che presiede la CTSM stabilisce, entro sette giorni dal momento in cui è stato informato della situazione, il giorno, lora ed il luogo dellesame del presunto malato da parte della CTSM. Entro lo stesso termine il cancelliere della CTSM notifica, con comunicazione giudiziaria, il provvedimento al presunto malato, informandolo del diritto di farsi assistere nellesame da un proprio avvocato, da un medico psichiatra e da una persona di fiducia. La comunicazione è inviata in copia anche a chi ha inviato la segnalazione alla CTSM che Esaminato, entro quindici giorni dalla emissione dellordinanza, il presunto malato, e sentite in udienza, immediatamente successive tutte le parti interessate, dispone con provvedimento motivato che il paziente sia sottoposto ad accertamento obbligatorio (ASO) presso il servizio psichiatrico di diagnosi e cura (SPDC) quando: 1)le condizioni di salute mentale del paziente possono ricevere un sensibile miglioramento dalle prestazioni di cure ovvero risentire di un sensibile peggioramento per la loro mancanza (Si narra che Monsieur De La Palisse davanti a Pavie, un quarto dora prima della sua morte fosse ancora en vie.) -E istituito il Fondo a sostegno delle famiglie per i malati psichici, presso il Ministero della sanità, da ripartire tra le regioni al fine di fare fronte alle spese legali per i reati commessi e per il risarcimento dei danni provocati dai soggetti di cui alla presente legge. (..) Le famiglie interessate .. apposita richiesta; la certificazione deve essere motivata e deve riferire le notizie anamnestiche. (in parte questo comma è sicuramente già in uso tra le norme che regolano i danni causati alle popolazioni rupestri dai lupi, cinghiali e aquile reali.) -Larticolo 8 della legge 13 maggio 1978, n.180, è abrogato. (Larticolo otto non è più in vigore da 25 anni(!) a parte il suo ultimo comma assorbito quale norma transitoria nellarticolo 64 della legge 833/78) - E istituito il sistema informativo nazionale di vigilanza dei pazienti a rischio (SINVIP) costituito da un programma centralizzato di telemedicina psichiatrica (..) con le seguenti caratteristiche tecniche: (..) c)videocamera (webcam); d)antenna di ricezione digital anhanced cordless telecomunication (DECT) per segnale specifico di telemetria e telemedicina. ( perché stigmatizzare sempre lo stesso gruppo di cittadini ammalati e non prevederlo per tutti nel piano sanitario nazionale?) - la legge 13 maggio 1978, n.180 è abrogata. (essendo in vigore solo gli articoli 10 e 12, ritornerebbero norme obsolete del codice penale insieme ai primi tre articoli della legge 14 febbraio 1904 n.36 Manicomi e alienati) - In conclusione, noi non vogliamo la sofferenza delle famiglie e verso di esse non abbiamo alcun atteggiamento di sufficienza o di disumanità, ma continuiamo a tenere al centro della nostra attenzione e preoccupazione i problemi del malato, in quanto individuo e cittadino non da sopportare e da nascondere, bensì da aiutare senza paternalismi (?!?) - Il malato di mente ha diritto al rispetto della propria personalità. La sua situazione di abbandono non costituisce motivo di un inserimento coatto in una struttura protetta, a meno che - I familiari non possono essere obbligati alla convivenza con malati di mente Pilastro tre Per gli ammalati e le loro famiglie: una poesia di Quasimodo: Ognuno sta solo sul cuor della terra, trafitto da un raggio di sole ed è subito sera Brescia 28 luglio 2003 Alleanza per la salute mentale i familiari |
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