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Il GIORNALE DI BRESCIA sull'iniziativa promossa a Brescia dalla nostra Associazione per sabato 18 gennaio
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dal GIORNALE DI BRESCIA di sabato 11 gennaio 2002
Sabato prossimo una tavola rotonda sulle proposte di modifiche alla legge Basaglia
Psichiatria, che fare della «180»
Dopo due anni, il nuovo testo è arenato in Commissione parlamentare
A quasi 25 anni dalla sua approvazione, la Legge 180 è oggi al centro di un acceso dibattito in Italia, dopo che il Parlamento sono state presentate diverse proposte di legge di riforma. Alla Legge 180, conosciuta anche come legge Basaglia, è universalmente riconosciuto il merito di aver «chiuso i manicomi» e di aver ridato identità, dignità e speranza alle persone che soffrono di una malattia mentale. Ma lapplicazione della «180» è stata parziale ed eterogenea nel Paese.
Dunque, che fare? Bisogna riformare la legge, oppure fare in modo che le indicazioni in essa contenute vengano poi tradotte in progetti operativi dalle singole regioni? Questa domanda divide il mondo politico, lopinione pubblica e la realtà della salute mentale nel nostro Paese. Servono nuove norme o si tratta di rendere operative quelle che già ci sono? Come garantire il diritto alla cura? Come, quando e dove rendere obbligatorie le cure per chi le rifiuta? È giusto ritornare a parlare di pericolosità?
Temi che richiedono approfondimenti. Per rendere possibile ciò, lAssociazione Laura Saiani Consolati, in collaborazione con «Psychiatry on line», Fondazione della Comunità bresciana e Sol.Co., e con il patrocinio del Comune, ha promosso un incontro, in programma per sabato 18 gennaio a partire dalle 9,30 nellaula magna del Liceo scientifico Leonardo in via Balestrieri. Alla tavola rotonda su «Salute mentale, legge 180: applicazione o riforma?», coordinata da Anna Della Moretta, interverranno gli psichiatri Tonino Cantelmi e Giuseppe DellAcqua e le parlamentari Maura Cossutta e Chiara Moroni.
Lincontro è stato presentato da Giuseppe Fazzari, responsabile della Seconda Unità operativa di Psichiatria dellazienda ospedaliera Spedali Civili di Brescia e dallo psichiatra Carlo Gozio. A proposito di «riforma della 180», Gozio ha sottolineato «che è difficile riformare una legge che, in realtà, non è uno strumento operativo, ma un indicazione generale sui comportamenti che poi ogni singola regione avrebbe dovuto adottare». E le Regioni, in ordine sparso, si sono munite di unorganizzazione territoriale che si ispirasse alle linee della legge del 1978. Legge che, lo ricordiamo, ha avuto una rilevanza storica perchè ha sancito la fine degli ospedali psichiatrici intesi come «istituzioni totali», luoghi chiusi e decentrati di degenza, spesso a tempo indeterminato, di persone con patologie mentali più o meno gravi. E la legge è stata, paradossalmente, antesignana della «devolution» di cui tanto si parla in questo periodo, delegando di fatto già alla fine degli anni Settanta alla competenza delle Regioni la stesura di Progetti obiettivo sulla salute mentale. Il testo della legge «Burani-Procaccini», una delle molte proposte stese negli ultimi due anni, non ha superato lo scoglio delel Commissioni parlamentari, subendo di fatto una bocciatura che il 27 novembre scorso gli ha impedito di approdare alla discussione in Aula parlamentare. La proposta, presentata da parlamentari di Forza Italia, non è stata votata da Alelanza nazionale e dalla Lega Nord proprio perchè, attraverso i suoi articoli, avrebbe di nuovo riportato la «gestione della psichiatria» in sede romana, togliendo alle Regini quellautonomia in ambito di programmazione sanitaria ormai acquisita negli anni e prevista anche da modifiche costituzionali. La partita è, dunque, ancora aperta.
Altre proposte di legge sono in fase di elaborazione: si tratterà di vedere se vincerà la linea secondo cui il malato psichiatrico deve essere curato - e dunque, non resta che applicare la 180 - oppure quella che ritiene tale malato da recludere, perchè socialmente pericoloso.
Anna Della Moretta