MARCHENO. E’ nata la rivista del Centro diurno residenziale terapeutico «Rovedolo» «Urlo libero» giornale terapeutico Tra le prime interviste lo sciatore Ghidoni e Francesco Renga

da BRESCIAOGGI, Giovedì 14 Novembre 2002


La nascita del nuovo giornale «Urlo Libero» è un fatto significativo e particolare. Si presenta infatti come «Quadrimestrale di Rovedolo Centro Diurno e Centro Residenziale Terapeutico». E' questo un presidio, in una costruzione circondata dal verde al confine tra Marcheno e Gardone VT , dell'Unità Operativa di Psichiatria n.°20 (responsabile dr.Giovanni Conte) della Azienda Ospedaliera Spedali Civili Brescia. «Urlo Libero- spiega Franco Chigini coordinatore redazionale con Cristina Vertua - è il frutto di una nuova attività laboratoriale che ha dato la possibilità di avviare all’ attività giornalistica alcuni ospiti, coinvolti sia nella fase di ideazione che come estensori di articoli. La redazione è composta da Marco Gnali, Silvia Marizzoni, Alba Mensi, Alessandro Trivella. Il laboratorio di «Fotografia Rovedolo» (Patrizia Corsini, Stefano Ghidoni, Giorgio Marizzoni, Alba Mensi, Giovanni Pedroni ) fornisce le immagini. Collaborano poi il Gruppo della Biblioteca, il Laboratorio Cucina, tutte iniziative nate al Centro.

Tra le finalità anche l’integrazione con la comunità per gli osptiti del Centro, come sintetizza il dr. Fabio Lucchi, responsabile della struttura terapeutica.
Si notano subito le pagine centrali di colore diverso dell'inserto «Voce della Luna», dedicato a poesie e liberi pensieri, poi la «Finestra del cuore» con una testimoninza diretta sulla malattia mentale . Ma è l'«intervista» il punto di forza. La prima è toccata a Roberto Ghidoni, «Lupo che corre», che racconta il record della traversata in Alaska all'Iditarod. L'altro giorno è toccato al cantante bresciano Francesco Renga, terzo a S.Remo con «Tracce di te», venuto apposta in Rovedolo. Renga ha accettato di rispondere «a cuore libero» alle domande degli intervistatori Silvia, Alessandro, Germana, Viviana. Renga ha così raccontato le sue prime esperienze ai concorsi della «Pace» a Brescia, quella importantissima coi «Timoria» e poi la scommessa su se stesso, l'esaltante ma estremamente impegnativa esperienza di S.Remo, con quella canzone dedicata alla madre scomparsa quando lui aveva 19 anni. Gli piacciono i film, ma soprattutto leggere. La musica, ha spiegato Renga, è il suo rifigio ed il suo strumento di vita attraverso il quale riesce a dire cose che altrimenti non saprebbe esprimere.

Ha concluso con un messaggio positivo molto importante per i suoi intervistatori: «Ognuno ha le sue difficoltà e sofferenze psicologiche, è faticoso e doloroso ma se ne esce prendendone coscienza,affrontando il problema,senza piangersi addosso».
b.bert.

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