La Sanità avrà la sua Cittadella

Sorgerà sull’area dell’ex ospedale psichiatrico provinciale


da BRESCIAOGGI di martedì 8 Ottobre 2002

I lavori per il primo blocco si concluderanno entro dicembre e la direzione dell’Asl vi si trasferirà

di Tiziano Zubani


«L’idea è cominciata a circolare dopo il 2000, quando, con un decreto del presidente Formigoni, la proprietà dell’ex ospedale psichiatrico provinciale è passata dal Civile all’Asl». Il direttore generale dell’Asl Cornelio Coppini presenta con queste parole il progetto della «Cittadella della sanità». Il complesso, che raccoglierà tutte le funzioni sanitarie legate all’Asl, sorgerà fra via Duca degli Abruzzi e via Foro Boario, in una sorta di quadrilatero con il lato maggiore di 290 metri.
Il progetto è stato realizzato dall’ufficio tecnico dell’Asl diretto dall’architetto Gianfranco Matelloni; opera su una superficie di 74.500 metri quadrati , all’interno di un’area di circa 260 metri quadrati. La superficie coperta è di 18.556 metri quadrati, mentre la superficie totale è di 27.820 metri quadrati e il volume totale di 129.945 metri cubi.
Se per la prima volta viene presentata la complessa struttura nel suo insieme, una parte dell’intervento è già iniziato e sarà concluso entro fine anno. Riguarda due padiglioni e una palazzina (un tempo quella d’ingresso), dove troveranno sistemazione la direzione aziendale, la direzione amministrativa, il responsabile del dipartimento, il servizio gestione risorse economico-finanziaria e il servizio economato e approvvigionamento. Il costo complessivo di quest’intervento, che interessa circa 3000 metri quadrati, è di poco più di 1,5 milioni di euro.
Un secondo intervento è già programmato e riguarda il padiglione 7 (nella zona nord - ovest del fabbricato), di oltre 2.300 metri quadrati, che ospiterà il distretto sanitario n. 1, che oggi è in via Nikolajewka. Questo costerà circa 2 milioni di euro. Per il resto, il tutto si potrà completare nell’arco di cinque anni.
«Procederemo per gradi - chiarisce Coppini -, ma ci sono altre tre urgenze: il distretto socio sanitario, i cui appalti potrebbero essere pronti, al più tardi, a gennaio; il distretto di prevenzione, oggi alloggiato al Pmip di via Cantore; il centro pratiche per disabili, che permette di chiudere la struttura di via Volta, disagevole. Abbiamo bussato alla Fondazione Cariplo, che ci ha concesso un primo mutuo a tasso molto agevolato di 1,5 milioni di euro. Con il risparmio che faremo sugli affitti, possiamo restituire questi soldi. Ci è stato promesso un secondo mutuo e ancora possiamo contare su tre proprietà immobiliari, il cui valore è stimato in 6 milioni di euro. Cerchiamo di portare qui anche strutture collegate alla funzione sanitaria: abbiamo fatto un accordo con l’Avis provinciale. Sarebbe importante che il Comune portasse qui uno sportello anagrafe e anche una banca aprisse un suo sportello per il pagamento dei ticket. Chiediamo anche all’università di prevedere una sua presenza». Coppini aggiunge: «Tanti spazi, ma le attività per il pubblico restano a fronte strada, dove ci sarà anche un parcheggio di 200 posti auto».
Plaude all’iniziativa anche Ambrogio Paiardi, presidente della conferenza dei sindaci, che, valutati i tempi di ristrettezze, sostiene: «Per la sanità non servono gli scontri frontali tra partiti, ma insieme ci si deve rimboccare le maniche».
Sulla stessa linea d’onda l’assessore regionale Carlo Borsani: «Se dobbiamo fare la guerra a tutti i costi, alla fine li paga il cittadino».
   

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