La RSU degli Spedali Civili sui problemi della psichiatria a Brescia

dal GIORNALE DI BRESCIA di domenica 14 aprile 2002 - lettera al Direttore

L’offerta sanitaria in Lombardia

    
L’Azienda Ospedaliera «Spedali Civili», dopo una trattativa lunga e complessa con la Rappresentanza sindacale unitaria, aveva accettato di applicare il Progetto Obiettivo Regionale 1994/1997 «Tutela della salute mentale» aprendo i servizi territoriali 12 ore al giorno: infatti le Unità operative di Montichiari e Valtrompia (Uop) dall’ottobre 2001 stavano funzionando in questo modo e gli operatori sperimentavano le 35 ore settimanali. Sulla base di questa scelta l’Azienda ha ottenuto dalla Regione Lombardia il riconoscimento dell’accreditamento delle Uop, criterio necessario per ricevere i finanziamenti destinati alle Aziende che mettevano «a norma» i servizi. Ha quindi superato la data del 31-12-2001 con i servizi aperti dodici ore al giorno: oggi, dopo sei mesi, ritorna sui suoi passi, perché la Regione Lombardia ha autorizzato l’assunzione di soli tre medici sugli undici che in varie forme garantivano l’offerta psichiatrica, costringendo il Dsm a contrarre l’offerta psichiatrica.

Tutto ciò senza neppure informare il sindacato, così come prevede il contratto nazionale quando si devono affrontare modifiche organizzative del lavoro. Il presidente della Regione, Roberto Formigoni, direbbe che non è vero, che non c’è stata nessuna contrazione dell’offerta psichiatrica, che il processo di razionalizzazione dei servizi impone l’ottimizzazione delle risorse per conciliare i bisogni con l’offerta... e che è tutta propaganda e falsificazione dei dati fatta dalle opposizioni. Così come Berlusconi che afferma che la modifica dell’articolo 18 serve per aumentare l’occupazione e non per la libertà di licenziare, così come Sharon che attacca i territori palestinesi per debellare il terrorismo non applicando le risoluzioni dell’Onu di ritiro immediato dei suoi carri armati (a quando il bombardamento su Tel Aviv come accaduto per Belgrado con Milosevic?).

Ci sono quindi verità diverse a seconda del punto di vista da cui guardi il mondo: dalla parte degli ultimi o dalla parte dei forti. Tornando alla realtà regionale il Piano socio sanitario regionale 2002-2004 approvato il 14-3-2002 nell’area psichiatrica prevede, tra le altre cose, la realizzzione di Uop pubbliche e private accreditate ipotizzando nuovi «organismi di coordinamento» e la creazione di macroaree al posto dei Dipartimenti salute mentale (a livello Asl): l’apertura al privato è scritta tutta in queste righe. E quindi meno psichiatri vengono autorizzati a lavorare nel pubblico più si sviluppa un mercato dei servizi psichiatrici privati a cui i cittadini saranno giocoforza obbligati, meglio «liberi», di rivolgersi. Quando poi non ci saranno più risorse perché questo sistema sanitario è un sistema «drogato» che tende ad aumentare esponenzialmente i costi, ci saranno le assicurazioni obbligatorie e i fondi sanitari integrativi come quelli previsti per i malati cronici, gli anziani non autosufficienti, i disabili. Il tutto condito con frasi come la «centralità della persona», «la libertà di scelta», con «basta code»: quale altro messaggio magico troveranno ancora per giustificare la privatizzazione? Penso che gli operatori debbano necessariamente interrogarsi non solo sul loro specifico professionale ma sulle linee di tendenza di una Sanità non più pubblica né universalistica: lo sciopero generale di lunedì 16 aprile è anche su tutto questo.

MASSIMO FADA

Delegato Cgil

Rsu Spedali Civili

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