RODENGO SAIANO - Ha compiuto dieci anni la comunità terapeutica per tossicodipendenti
Pinocchio, per tornare alla libertà

dal GIORNALE DI BRESCIA del 23 gannaio 2002

  
RODENGO SAIANO - La storia di Pinocchio è quella di un burattino che diventa uomo. E la sfida della Comunità Pinocchio è la stessa: far tornare uomini, cioè liberi, quelli che per colpa della droga, della tossicodipendenza, erano diventati burattini. La Comunità, situata nella campagna di Rodengo Saiano, in una grande cascina ristrutturata, compie in questi giorni dieci anni. Dieci anni di lavoro nel recupero dei tossicodipendenti, dieci anni di sorprese nel veder crescere un ambito di rapporti, di amicizie, di progetti. Tanto che, mentre festeggia il decennale, la cooperativa annuncia l'avvio di nuove iniziative in campo psichiatrico. «La prima sorpresa è quella di esserci ancora», commenta con disarmante umiltà Walter Sabattoli, vice presidente della cooperativa sociale che gestisce la Comunità. «E poi, vederne i frutti: sono una cinquantina i ragazzi che, in questi dieci anni, hanno concluso il programma di reinserimento», ci spiega. «Molti di questi erano qui, martedì scorso, a una cena che abbiamo organizzato per festeggiare i dieci anni. E alcuni erano accompagnati dalle mogli e dai figli. Le ricadute (cioè i casi di ritorno all'uso di droghe) sono nell'ordine del 10 per cento», un dato considerato «soddisfacente». Walter riassume così la crescita di Pinocchio: «Siamo partiti in due operatori, nel gennaio del ’92. Oggi siamo in 20 a lavorare stabilmente attorno alla Comunità: tra educatori, operatori, psichiatra psicologi, sono coperte tutte le figure professionali. Gli ospiti della Comunità sono inseriti in laboratori di legatoria e falegnameria, in attività di gestione del verde pubblico nella coltivazione e lavorazione di frutta e ortaggi (accanto alla Comunità vi sono degli splendidi frutteti). Abbiamo ottimi rapporti con il Comune di Rodengo, lavoriamo con il consorzio Inrete.it (che raggruppa le cooperative sociali dell’Ovest bresciano) e con la Compagnia delle Opere di Brescia. Da tempo alcuni insegnanti aiutano i nostri ragazzi nella formazione scolastica, mentre di recente si è formato un gruppo di 15-20 volontari che ha iniziato un attività di "caritativa", stando con i ragazzi nelle attività del tempo libero, il sabato e la domenica. Insomma, ti guardi indietro e ti accorgi che si è generata una storia». Una storia che continua: in primavera la Comunità organizzerà una grande festa per i dieci anni, e nell'occasione inaugurerà, sempre nella cascina di Rodengo, una nuova struttura di accoglienza per malati psichiatrici, che risponde a un bisogno identificato dagli operatori del settore. «Oggi il problema della malattia mentale è affrontato esclusivamente dal punto di vista sanitario; la nostra intenzione è quella di affrontarlo anche dal punto di vista sociale e dell'accoglienza, fornendoal malato un ambiente protetto in cui recuperare attraverso percorsi di inserimento sociale». Il nome? «Probabilmente - risponde Walter - si chiamerà "Il brutto anatroccolo"». Chiamato a diventare cigno. Marco Sampognaro

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