Il Cps di Orzinuovi

dal Giornale di Brescia del 14 gennaio 2002 - lettera al Direttore

    
Ho seguito con interesse la vicenda dell’accordo stipulato tra il Centro psico sociale di Orzinuovi e l’Azienda ospedaliera di Desenzano, da cui dipende il centro medesimo, pubblicata dal Giornale con tre articoli consecutivi in data 19-20-21. A parte il fatto di cronaca in sé, peraltro ben risolto, il problema di fondo è rimasto latente. E, per problema di fondo, intendo la dipendenza del Cps della Bassa dell’Azienda sanitaria di Desenzano. A tale proposito riporto quanto scritto dal vostro cronista nei tre articoli succitati: «Azienda sanitaria di Desenzano da cui dipende, assurdamente per motivi perlomeno geografici, il servizio di psichiatria della Bassa (19 dicembre) e questa si è roba da matti (20 dicembre)» e prosegue (dopo una dichiarazione del direttore dell’Azienda Dott. Angelo Foschini) «che senso ha la psichiatria della Bassa nel Porto di Desenzano? Chiari, Orzinuovi e Manerbio sono appiccicati in un brodo di socialità culturale ed economica che dura da millenni. E invece arriva il legislatore e traccia confini balordi. Eppure se un legislatore ha sbagliato un altro potrebbe correggere. In verità non si vedono pressioni convincenti per un mutamento etc., etc..». Ecco! Io condivido pienamente e voglio estendere il concetto anche per le strutture ospedaliere della Bassa che il legislatore appunto ha affidato alla direzione dell’Azienda ospedaliera di Desenzano, che abbraccia sette strutture ospedaliere di Salò a Manerbio, saltando Montichiari. È pur vero che le strutture ospedaliere di Leno-Manerbio ecc... hanno vissuto anni di assurda competizione tra loro a scapito della economicità di gestione, dovuto alla presenza di alcuni reparti o servizi doppi. Bene ha fatto il Legislatore Regionale a razionalizzare il sistema in termini anche di programmazione e di budget. Ma in questi termini le strutture ospedaliere della Bassa avrebbero dovuto avere una propria autonomia di gestione, unitamente all’allestimento di un dipartimento d’emergenza o pronto soccorso accentrato con qualche specialità chirurgica: il tutto a vantaggio notevole del paziente emergente. I lavori per i reparti occorrenti sono stati appaltati da tempo, ma sono fermi per motivi tecnici. L’autonomia di gestione invece deve concederla il legislatore regionale e nulla può fare il direttore generale dott. Angelo Foschini che si prodiga nel limite dei suoi poderi. I sindaci dei paesi della Bassa conoscono bene il problema, hanno chiesto al legislatore precedente nel 1997 di essere ricevuti per presentare unanimemente una richiesta di autonomia gestionale, con programma concordato: si dice che non siano stati nemmeno ricevuti! Hanno ritentato i sindaci di Manerbio/Leno, a nome anche degli altri sindaci - come pubblica molto bene il Giornale di Brescia del 20-03 u.s. -, ma inutilmente! Pure il sindaco di Milzano pubblica una lettera a tale proposito sul Giornale in data 29-12 u.s. Noi, cittadini della Bassa, sosteniamo con forza che la pelle del malato non deve avere né colore politico né di campanile; abbiamo fiducia nell’intelligenza delle istituzioni delegate, le quali devono capire che una zona omogenea nelle necessità sanitarie, costituita da quasi 150.000 abitanti, con le attuali strutture ospedaliere Manerbio-Leno che svolgono un ottimo servizio per la comunità con un rapporto costo-servizi assodato tra i migliori d’Italia, non può essere gestita a distanza. È pur vero che il direttore generale delle sette strutture ospedaliere che compongono l’attuale Azienda di Desenzano, non trascura gli ospedali della Bassa (vedi progetto di ulteriore sviluppo per il 2002 pubblicato dal Giornale in data 21/12 u.s.). Bene, se la necessità e prestazioni aumentano, è un motivo in più per avere una gestione autonoma con la presenza costante del «responsabile», punto di riferimento sicuro e immediato per tutte le necessità e in particolare per quelle non programmabili, che in una Azienda sanitaria hanno notevole valenza, anche se la parte sindacale non è d’accordo. Il legislatore regionale dovrebbe modificare la legge 31 con una correzione di Giunta ad hoc (come deliberato per Lodi/Pavia in dicembre 2001), senza attendere in alternativa la richiesta dei sindaci o della popolazione della zona che, avvalendosi ora dell’articolo 5 modificato della Costituzione italiana, possono chiedere l’autonomia di gestione senza dare nessun colore politico all’iniziativa. Vogliamo fare qualche passo prima che la situazione peggiori? BRUNO PASINI

Ex presidente

Ospedale di

Manerbio

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