GARDONE VALTROMPIA - Inspiegabile tragedia ieri pomeriggio a due passi dal Centro residenziale terapeutico di Rovedolo

dal GIORNALE DI BRESCIA del 21 dicembre 2001

Cadono nel Mella e muoiono assiderate
Le due amiche, una 64enne di Marcheno ed una 71enne di Collio, si erano allontanate per una passeggiata

 
Il posto dove presumibilmente le due donne sono scivolate nel fiume


  
GARDONE VALTROMPIA - Scivolano nel Mella e muoiono assiderate. La passeggiata sulla neve si trasforma in tragedia, dai contorni ancora piuttosto misteriosi. Un volo di pochi metri nell’alveo del fiume, fra massi ricoperti di ghiaccio ed una manciata di centimetri d’acqua gelida: quando i soccorritori arrivano in località Rovedolo, periferia di Inzino di Gardone, per le due anziane donne non c’è già più nulla da fare. Secondo una prima ricostruzione (difficile, visto che nessuno avrebbe visto o sentito nulla) la 71enne F.L. di Collio sarebbe precipitata in acqua nel disperato tentativo di salvare l’amica E.M., 64 anni di Marcheno, tradita da quello strato di neve che ricopre la riva del fiume. È altresì vero, comunque, che entrambe sarebbero potute scivolare, dopo essersi avvicinate troppo alla riva, nel corso d’acqua. Siamo sulla sponda sinistra del Mella, sul confine Inzino-Marcheno, a ridosso del Centro riabilitativo terapeutico dove le due donne erano solite trascorrere la giornata (dalla mattina al tardo pomeriggio) in compagnia degli altri venti ospiti della struttura. Al di là della staccionata, che divide la strada dalla larga sponda del Mella, sono ancora ben visibili le orme lasciate dalle due donne e dai soccorritori sulla neve. Quelle tracce che inevitabilmente conducono al ciglio, prima di quel paio di metri abbondanti di vuoto. Proprio in quel punto, secondo la ricostruzione dei carabinieri di Gardone Valtrompia, la 64enne di Marcheno sarebbe precipitata in acqua (probabilmente stava camminando a pochi centimetri dal ciglio quando è scivolata, anche a causa della leggera pendenza della riva, nell’alveo). Il disperato tentativo dell’amica 70enne di salvarla, afferrandola per un braccio, avrebbe contribuito a rendere ancor più tragica una morte già assurda. Anche l’anziana di Collio è infatti caduta nel Mella, trovando una morte pressoché istantanea. Sono da poco trascorse le 16 (pochi minuti prima infatti le due donne avevano abbandonato il Centro terapeutico, durante la festa organizzata per il Natale) e i due corpi galleggiano già a pochi metri dalla riva, non lontano dal ponticello che conduce alla statale. Una volta avvistati (dal marito di una delle due vittime, giunto a Rovedolo per accompagnare le due anziane a casa, e dagli inservienti della struttura) scattano i soccorsi, ma è già troppo tardi. I sanitari del del 118 non possono far altro che constatare il decesso; per assideramento secondo il medico legale. Ai vigili del fuoco quindi il compito di recuperare i due cadaveri, poi ricomposti nella camera mortuaria dell’ospedale di Gardone, a disposizione della magistratura bresciana, mentre ai carabinieri di indagare sull’episodio. Molti sono ancora gli interrogativi che aleggiano attorno alla tragedia, anche se forte è la sensazione che l’esatta dinamica della disgrazia rimarrà per sempre un mistero. Risposte che se ne sono andate per sempre con le due madri di famiglia valtrumpline. Perché hanno imboccato la strada che conduce a valle costeggiando il fiume, allontanandosi quindi dal Centro terapeutico? Perché hanno oltrepassato la staccionata in legno? Perché si sono avvicinate al fiume, a quel pericoloso ciglio? Rimarrà un mistero. Nelle scorse ore anche l’Azienda sanitaria di Brescia (da cui la struttura terapeutica dipende) ha aperto un’inchiesta amministrativa, anzitutto per cercare di capire cosa sia veramente successo da quando le due anziane donne (che frequentavano, in day-hospital, il Centro) si sono inspiegabilmente allontanate dalla struttura. Marco Bonari

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