Come sostenere la campagna contro la lapidazione di Safiya
(Nota Amnesty International 18.12.2001)

La donna, nigeriana, condannata per aver partorito una bimba fuori dal matrimonio
   
   
Una giovane donna nigeriana è stata condannata alla lapidazione per aver dato alla luce una bimba, al di fuori del matrimonio, a seguito di uno stupro. La pena è stata sancita il 9 ottobre 2001, ma l'esecuzione è stata rinviata per concedere alla madre il tempo necessario ad allattare la neonata. Alla scadenza, prevista per gennaio, la sentenza sarà eseguita: la donna sepolta fino al seno e uccisa secondo il metodo tribale della lapidazione. Contro questo clamoroso caso di violazione dei diritti umani, è in corso una campagna internazionale sostenuta da cittadini e associazioni. L'episodio è stato denunciato anche da Amnesty International, che ha segnalato come alla pratica della lapidazione il governo nigeriano stia ricorrendo, negli ultimi tempi, con sempre maggiore frequenza. L'obiettivo è dunque ora quello di impedire la condanna a morte, facendo appello al potere di grazia del presidente nigeriano. Dall'Italia, è possibile aderire alla campagna di mobilitazione, inoltrando un breve messaggio (del tipo: "Chiedo al Presidente della Repubblica di Nigeria di concedere la grazia a Safiya")

-per posta ordinaria, all'Ambasciata di Nigeria, via Orazio 18, 00193 Roma
-per posta elettronica, all'indirizzo embassy@nigerian.it (18 dicembre 2001)

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