Adolescenti: alcuni dei disagi da Consultorio


La giornata di studio «Adolescenti d’oggi» promossa dall’Asl si svolge oggi, venerdì, a partire dalle 8,30 nel teatro dell’ex ospedale psichiatrico di via Duca degli Abruzzi

da IL GIORNALE DI BRESCIA del 23 novembre 2001

Oggi un convegno dell’Asl sui problemi dei giovani

  
A dieci anni dall’apertura del Consultorio dell’adolescente dell’Asl di Brescia, si svolge oggi a partire dalle 8,30 al teatro dell’ex ospedale psichiatrico di via Duca degli Abruzzi una giornata di approfondimento sui percorsi e sul malessere che il mondo giovanile esprime. Dopo i primi anni caratterizzati dalla ricerca di identità e di credibilità, il consultorio per gli adolescenti si è via via consolidato nella nostra realtà, diventando punto di riferimento per molti. Migliaia di ragazzi si sono rivolti al consultorio per consultazioni psicologiche, per consulenze ginecologiche, per attività di educazione alla salute, incontrando un gruppo multiprofessionale composto da psicologi, una ginecologa e un’assistente sanitaria. La prevalenza degli adolescenti che si rivolge al consultorio è femmina: se si analizza il periodo 1997-2000, l’affluenza femminile parte dal 65,2% (rispetto al 34,8% di quella maschile) e arriva al 64% (rispetto al 36% dei maschi), «confermando la tendenza generale di una maggiore propensione femminile a ricerche introspettive, ma segnala anche una percentuale sensibile ed un interessante aumento dei maschi, considerati di solito più inclini all’azione e all’esplorazione esterna rispetto a quella interna», come sostiene un operatore del consultorio.

L’età dei ragazzi si attesta sui 16-17 anni per entrambi i sessi; si tratta per lo più di studenti, mentre i non-studenti nel 1997 erano il 10,5%, nel 1998 il 22,2%, nel 1999 il 18,7% e nel 2000 l’11,1%, percentuale che corrisponde al rapporto studenti/lavoratori della popolazione adolescenziale ma che segnala anche come il consultorio sia più accessibile a chi studia piuttosto che a chi lavora. Al consultorio le ragazze si recano da sole nella misura che va dal 31 al 39%, mentre i maschi dal 13 al 22%: le prime sono più inclini ad occuparsi in prima persona di loro stesse, mentre i maschi hanno bisogno di una spinta incoraggiante. Tra gli accompagnatori, la prima assoluta nella classifica è la madre, soprattutto per i maschi: li accompagna nella misura del 42% (1997), del 66% (1998 e 1999), attestandosi al 58% nel 2000. Le femmine vengono accompagnate dalla madre nella misura del 52% nel 2000. La richiesta di aiuto e di intervento è stata sintetizzata dall’analisi in cinque aree: le tensioni in famiglia (incomprensioni, elevata conflittualità, contrapposizioni, ribellismo, indifferenza, difficoltà di comunicazione); la rabbia, rivolta verso l’esterno e verso se stessi; il disagio scolastico, anche se in misura minore rispetto a quello lavorativo; l’area della socializzazione, ritenuta inaccessibile e l’area della sessualità, nei suoi aspetti emotivi, corporei e relazionali. a. d. m.

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