VALCAMONICA - All'Ospedale di Edolo verrà attivato un "Nucleo operativo alcolisti"

da IL GIORNALE DI BRESCIA del 16 ottobre 2001

Alcolismo, in campo l'Asl

Lo staff sarà costituito da medici, psicologi e assistenti sociali

Una panoramica di Edolo. L'alta valle ospiterà il nuovo Nucleo operativo alcolisti

VALCAMONICA - Di alcolismo si parla poco, ma il problema è presente in Valcamonica. È un fenomeno esteso, sotterraneo, coperto dal silenzio, che interessa persone di ogni età. È attestato in tutti i paesi, anche nei più piccoli dove il dato sembra essere anche più forte rispetto a realtà più vivaci e popolose. Il problema, in tutta la sua gravità, è noto da tempo alle istituzioni sanitarie: l'alcolista infatti, nelle fasi acute, necessita di ricovero nel reparto di Medicina per la disintossicazione, ricovero talvolta associato - nei casi più gravi - ad una permanenza in Psichiatria. Ma una volta dimesso il paziente, la situazione non è risolta e si ripresenta, in quanto legata ad una dipendenza. Per venire incontro a questo problema, l'Asl sta attivando un "Noa", cioè un Nucleo operativo alcolisti, un servizio medico per le dipendenze derivanti dall'alcool, con sede presso l'Ospedale di Edolo. Un medico, uno psicologo, e degli assistenti sociali, in collaborazione col Servizio sociale presente nel medesimo Ospedale, costituiranno lo staff di questo servizio. Il Noa, come ci chiarisce il direttore dell'Asl di Valcamonica, dott. Bolandrina, "è pensato per un' utenza a livello valligiano e per condurre un'attività ambulatoriale" . Nei progetti futuri dell'Asl figura anche una struttura residenziale in grado di ospitare permanentemente gli alcolisti: alcuni di essi potranno effettuare presso la struttura un'attività lavorativa, altri, in condizioni più gravi e non più autonomi, beneficeranno di un' assistenza continua. Preoccupante è l'estensione del fenomeno, che ultimamente sta dilagando anche tra giovani e giovanissimi: "Se per gli adulti le motivazioni che inducono ad avvicinarsi all'alcool si trovano soprattutto nella mancanza di stimoli e nella scarsa considerazione di sé - dice il dott. Bolandrina - per i giovani che vogliono "sballare" sembra che l'alcool stia gradualmente sostituendo le sostanze stupefacenti; il fenomeno, già conosciuto nei grandi centri, si presenta ormai anche nelle valli". Un riscontro ci viene anche dalle Forze dell'ordine, che ci confermano essere in aumento il numero dei ritiri della patente per stato d' ebbrezza del conducente. Se per gli stupefacenti le campagne d'informazione sono state martellanti, ciò non è avvenuto per l' alcool, che può sembrare una cosa diversa o comunque meno pericolosa, mentre in realtà nasconde l'insidia dell'assuefazione e della dipendenza. "Parecchi ex tossicodipendenti sono finiti nell'alcool; credevano di aver fatto un passo avanti, in realtà avevano soltanto cambiato tipo di sostanza", ci viene detto dagli Alcolisti anonimi. Nella lotta all' alcolismo un importante sostegno viene offerto da questi gruppi di volontari, gli Alcolisti anonimi, attivi in Valcamonica: il primo gruppo è nato a Darfo nel 1983, come emanazione del gruppo di Brescia; poi sono seguiti i gruppi di Breno, di Malonno e, per alcuni anni, quello di Borno. "A chiedere il nostro intervento sono talvolta i diretti interessati, ma soprattutto le famiglie, che vivono un inferno - ci dice un referente di questa importante realtà di volontariato -. L' importante è vincere la vergogna e decidere di partecipare al gruppo di autoanalisi. Chiudendosi in sé ed isolandosi, non si risolve nulla. Teniamo incontri bisettimanali, in cui esperienze simili vengono confrontate e da esse si ricava che alla base dell'alcolismo c'è spesso un rapporto difficile con se stessi, non ci si piace e ci si stordisce con l'alcool. Nei nostri gruppi ci sono uomini e donne di ogni età e provenienti da diversi paesi; spesso anche da lontano, in quanto le persone preferiscono non incontrare compaesani; per statuto non riceviamo contributi e non abbiamo una gerarchia: non ci sono capi, soltanto servitori di una causa, quella di smettere di bere, che è possibile". Un ultimo dato per riflettere: l'anno scorso in Italia 900 morti per droga, 44.000 per alcolismo (di cui 4.500 in Lombardia). Fulvia Scarduelli

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