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Orzinuovi, insieme 200 operatori della psiche |
dal GIORNALE DI BRESCIA del 27 settembre 2001
ulturale è in programma il convegno nazionale organizzato dal Centro Psico Sociale
Lo psichiatra Graziano Valent e la sede del Centro culturale di Orzinuovi
ORZINUOVI - Domani saranno ancora duecento. Duecento operatori della sanità e della cultura dell'igiene mentale, richiamati da quell'autentica Cia della cultura psichiatrica che fa capo al dott. Graziano Valent, responsabile del Centro Psicosociale di Orzinuovi. Da dieci anni sono tanti, poichè a Orzinuovi è nata e cresciuta un'esperienza ragionata intorno a matti e normali. Una storia che ha fatto il giro d'Italia e d'Europa sotto forma di atti del convegno e di libri. Domani, venerdì 28 settembre, al centro culturale Aldo Moro di Orzinuovi, dunque, la tradizionale giornata di studio; il tema, "Il caso e le sue voci. Ascolto e cura della psicosi". Alle 9 interverrà il prof. Italo Valent dell'Università di Venezia su "Destino e dolore"; alle 14, il dott. Carlo Bologna, psichiatra, parlerà di "Il caso di Max: prove di armonia" e il dott. Raffaele Galluccio, psichiatra, proporrà "Il caso di Giorgio: esperienza d'opposizione". La giornata di studio è possibile grazie all'impegno annuale dell'équipe psichiatrica di Orzinuovi, grazie al confronto annuale tra i diversi relatori del convegno, per cui esso diviene una sorta di sintesi elaborata e non episodica delle riflessioni offerte ai presenti. Le agenzie pubbliche e private che affiancano il convegno sono reali, cioè non si stampano tipograficamente, non sono carta e basta, hanno un ruolo, una funzione precisa all'interno o all'esterno della tavola rotonda, implicitamente o esplicitamente. Per prima l'Azienda ospedaliera di Desenzano del Garda, Dipartimento di Salute Mentale da cui dipende il Centro Psicosociale di Orzinuovi e l'erogazione dei fondi non è pietistica, è una scelta prioritaria pur nella riduzione generale della spesa sanitaria. Quindi la Fondazione Sagittaria di Orzinuovi per la salute mentale, che è semplificabile come l'azione di un capitale privato sensibile alla questione del recupero del disagio psichico. Ancora il Comune di Orzinuovi, a fianco del dott. Valent da due decenni, consapevole che il territorio orceano ha la sua parte di esposizione sul fronte, ha i suoi matti storici, i suoi matti nuovi e i nuovi matti che verranno. Matti intesi come il matto che è dentro di noi, parte potenziale e parte amorevole della nostra natura precaria, perpetuamente in bilico tra l'equilibrio e la caduta, tanto più in questa éra matta del suo, che espande viralità di autentica pazzia ovunque e piega le gambe anche a chi possiede codice genetico e condizione ambientale di vigoria psichica. In campo, ancora, la Cooperativa La Nuvola, visibile a Orzinuovi in una bottega in cui alcuni giovani psicotici, recuperati a quote significative di vita quotidiana, espongono i loro lavori. Nella bottega di via Zanardelli, a pochi metri dalla piazza, si vendono cose recuperate dei giovani con l'aiuto dei loro assistenti. Cose prese dalle dimenticanze dei solai, dagli scambi alle pareti. E cose prese dal lavoro artigianale, sempre svolto da altri giovani impegnati in una cascina tra Orzinuovi e la frazione di Ovanengo. Lì si pialla, si piega e si riadatta alla forma primitiva il legno dell'antichità. Le opere meglio riuscite entreranno in bottega. "Il caso e le sue voci" è quasi un titolo dostoeskiano, che pesca nelle profondità delle viscere delle steppe umane - non dimentichiamo certa identicità della Bassa bresciana con la steppa, con la steppa della mente, senza orizzonti - alla ricerca di moventi spesso inesistenti e scoprendo semanticamente, cioè nel suono e nel significato, un momentaneo affidamento alla causa di tanti tormenti. Il caso come sistematica roulette che finisce di collocare, ora democraticamente ora iniquamente, le sofferenze della mente e del corpo. Il caso inteso, pure, come resa accesa alla follia fino alla scoperta dell'antidoto, fino a quando il caso cadrà e insieme ad esso cadranno le sue voci, l'ansia, l'angoscia, il panico, l'ossessione della colpa, l'ossessione di un mito autoinverato. Cadranno le voci della tortura, dell'esilio morale. Cadranno come le mura di una fortezza marcia per aver dannato dentro di sè noi tutti poveri Cristi. t. z.