Meno pregiudizi sulla follia

dal GIORNALE DI BRESCIA del 16 settembre 2001

l gruppo di lavoro contro lo stigma dell'Irccs S. Giovanni di Dio Fatebenefratelli al congresso di Lipsia

Informazioni e incontri con i malati modificano l'atteggiamento degli studenti

Undici classi delle superiori hanno partecipato alla prima azione della campagna contro lo stigma e la discriminazione nei confronti di chi soffre di malattia mentale promossa dall'Associazione mondiale di psichiatria. I questionari sono stati somministrati - in tempi diversi - a 327 studenti di età compresa tra i 16 e i 18 anni. Altri questionari sono stati distribuiti ad un gruppo di controllo formato da otto classi. Tra la prima e la seconda fase di compilazione dei questionari, il gruppo sperimentale ha partecipato ad una serie di incontri sui temi della malattia mentale ed ha anche incontrato alcune persone che hanno sofferto e che soffrono di problemi legati al disagio psichico. Il gruppo di controllo, invece, non ha avuto queste opportunità. Dall'analisi dei risultati, è emerso che l'atteggiamento di pregiudizio nei confronti dei malati di mente si è modificato in seguito al lavoro di sensibilizzazione svolto da medici e professionisti nelle scuole della nostra città. Un cambiamento giudicato statisticamente significativo e che non è stato registrato nel gruppo di controllo. I contenuti dell'intervento sono stati illustrati nei giorni scorsi a Lipsia, in Germania, nell'ambito della prima conferenza internazionale sulla "Riduzione dello stigma e della discriminazione causati dalla schizofrenia" promossa dall'Associazione mondiale di psichiatria. Alla conferenza hanno partecipato alcuni rappresentanti del gruppo di lavoro bresciano, in particolare lo psichiatra Giuseppe Rossi e la psicologa Chiara Buizza che stanno lavorando al progetto. Giuseppe Rossi e Chiara Buizza lavorano all'Irccs "Centro san Giovanni di Dio - Fatebenefratelli", istituto referente italiano del progetto svolto in collaborazione con le associazioni dei pazienti "Alleanza per la salute mentale" e "Laura Saiani". Il gruppo di lavoro locale ha definito, in base alle caratteristiche e ai bisogni del nostro territorio, obiettivi specifici e interventi da promuovere in alcuni gruppi individuati nella popolazione generale. Il primo ambito di intervento - che si è svolto lo scorso anno - è stato appunto individuato nella scuola, in particolare nelle superiori della città, visto il ruolo educativo e formativo della scuola e considerata l'insorgenza dei primi sintomi di alcune patologie psichiatriche proprio nell'adolescenza: i primi sintomi della schizofrenia si percepiscono tra i 17 e i 20 anni. "Il lavoro nelle scuole si è dimostrato un'esperienza interessante: gli studenti che inizialmente nutrivano molti pregiudizi nei confronti della malattia mentale - ha spiegato Chiara Buizza nella sua relazione al congresso -, hanno apprezzato lo sforzo informativo svolto nei loro confronti partecipando con domande e richiesta di ulteriori informazioni sulla malattia mentale nei suoi mille aspetti". Naturalmente, nel programma sono stati coinvolti anche gli insegnanti. Il secondo ambito di intervento - dopo la scuola - è stato individuato nei pazienti e nei loro famigliari. Persone alle quali sono già stati somministrati i questionari da parte del gruppo di lavoro locale: i risultati sono in fase di elaborazione e dovrebbero essere pubblicizzati entro la fine dell'anno. Il progetto - ripercorso nelle sue principali tappe dal dott. Giuseppe Rossi durante il suo intervento a Lipsia - continuerà con l'analisi e la sensibilizzazione di altri due gruppi, quello degli imprenditori e quello dei giornalisti. Obiettivi scelti non a caso, perchè dai primi spesso parte la discriminazione nei confronti di chi ha sofferto di disagio mentale e che vuole inserirsi nel mondo del lavoro. Dai secondi, invece, emergono atteggiamenti in grado di far emergere, o di mantenere, la discriminazione nei confronti della malattia mentale. Il programma internazionale volto alla riduzione dello stigma e della discriminazione causati dalla malattia mentale è in via di realizzazione in vari Paesi del mondo: Spagna, Austria, Germania, Italia (l'Irccs "S. Giovanni di Dio fatebenefratelli di Brescia è, appunto, il referente italiano del progetto), Grecia, Egitto, India, Cina, Canada, Svezia, Australia e Gran Bretagna. Gli obiettivi che si pone sono sostanzialmente tre. Innanzitutto, aumentare le conoscenze circa la natura della malattia mentale e le diverse possibilità di trattamento, sia nella popolazione generale sia tra gli operatori sanitaria. Poi, promuovere iniziative volte a migliorare l'atteggiamento generale verso le persone affette da disturbi mentali e verso i loro famigliari. Infine, promuovere azioni specifiche che prevengano o eliminino la discriminazione e il pregiudizio in specifici gruppi. L'esperienza con gli studenti bresciani ha dimostrato che interventi specifici e differenziati in base alle caratteristiche del gruppo con il quale si sta lavorando sono più efficaci di interventi generali rivolti alla popolazione. Anna Della Moretta

 

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