RSU degli Spedali Civili: apertura dei CPS su 12 ore e riduzione orario di lavoro a 35

lettera al Direttore

GIORNALE DI BRESCIA del 5 settembre 2001

 

Trentacinque ore: se non ora, quando?

Probabilmente peccammo di ingenuità quando a gennaio traemmo "un bilancio abbastanza positivo per i lavoratori e la psichiatria dell'Azienda Spedali Civili di Brescia soprattutto in prospettiva del prossimo traguardo: l'aumento dell'orario di apertura dei servizi territoriali con la contestuale riduzione dell'orario di lavoro a 35 ore la settimana". Non peccammo però di lungimiranza quando prospettammo il rischio, sempre nella stessa lettera al Direttore del 3.1.2001 "di ritrovarci alla metà del 2002, periodo entro il quale i Centri Psico Sociali (Cps) e i Centri Diurni devono essere aperti 12 ore al giorno per essere accreditati, con l'aumento fatto a tavolino, perché così prevede la legge". Oggi siamo di fronte alla richiesta aziendale di aprire i servizi territoriali come stabilito dal Progetto Obiettivo Nazionale e dal sistema di accreditamento regionale dopo un confronto serrato, svoltosi in piena estate, eludendo le richieste sindacali avanzate da circa un anno e mezzo. Anzi, per quanto riguarda gli automezzi per l'attività territoriale, delle 5 automobili concordate entro giugno 2001 ne sono arrivate 2 ad agosto, lasciando il 1°, il 2° e il 4° Cps... a piedi. Nelle assemblee con i lavoratori sulla proposta di maggiore apertura dei Cps e dei Centri Diurni la Rsu ha sostenuto tale scelta perché gli operatori della psichiatria territoriale sanno cosa vuole dire per l'utenza e per i familiari non avere risposte dopo le ore 17 (se non al Pronto Soccorso). Gli stessi operatori hanno però espresso forti dubbi sulle reali intenzioni dell'Azienda: che cioè questa apertura fosse esclusivamente di "facciata", motivata più da ragioni economiche e di bilancio che non da una risposta qualitativa nell'assistenza. Un po' come è avvenuto per gli ex ospedali psichiatrici: è stata la Finanziaria del '96 a mettere in moto la loro chiusura, non altro. Cioè senza un progetto "vero" su cosa fare dalle 17 alle 20, con quali risorse di personale adeguate a questo fine. Non si spiegherebbe altrimenti la presenza di un infermiere e di un medico (il primo già ottenuto, il secondo da assegnare) nella fascia oraria oggi scoperta dalle 17 alle 20 e il sabato mattina dalle 8 alle 12, se non per rispondere all'urgenza psichiatrica. Nell'ultimo incontro del 24 agosto l'Azienda viene a proporre l'apertura dei servizi solamente in Val Trompia, rinviando al 2002 l'apertura dei servizi nelle altre Unità Operative di Psichiatria di Brescia e Montichiari. Poiché l'apertura dei servizi a 12 ore al giorno (dalle 8 alle 20) e il sabato mattina dalle 8 alle 12 era un punto contenuto nella piattaforma definita nel convegno dell'aprile 2000 "il diritto alla salute mentale", copromosso da questa Rsu e dal Coordinamento Bresciano Psichiatrico dei familiari, siamo a ribadire che senza contestuale riduzione dell'orario a 35 ore la settimana per gli operatori della Val Trompia non ci sarà l'accordo con la Rsu del Civile sull'apertura dei servizi prevista per il 10 settembre 2001. Questo è il mandato dei lavoratori votato nell'assemblea del 20.8.01 svoltasi in Val Trompia e questo è quanto andremo a riproporre nell'ultima trattativa utile il 6 settembre con l'Azienda. La sperimentazione della riduzione dell'orario a 35 ore è prevista dall'art. 27 del Contratto Nazionale per quei settori che prevedono un ampliamento dei servizi all'utenza ed è stata recepita dal Contratto Aziendale, tanto che l'Azienda si era impegnata a formulare una proposta operativa entro il 31.12.2000. Nelle tre riunioni della Commissione Bilaterale Azienda - Rsu sulla riduzione dell'orario svoltesi nei primi mesi dell'anno si è verificata una sostanziale indifferenza dell'azienda a proporre settori in cui sperimentarla. La Rsu, invece, ha messo a verbale la richiesta di sperimentare la riduzione d'orario per i lavoratori del Dipartimento Salute Mentale, non opponendosi alle proposte aziendali, qualora fossero state precisate nel dettaglio. A questo punto una domanda all'Azienda: perché non applicare la riduzione d'orario a quei lavoratori che garantiscono la maggiore apertura dei servizi di psichiatria territoriale e quindi rientrano nei settori dove è prevista, anche dal contratto aziendale, la possibilità di sperimen- tazione? MASSIMO FADA

 

 

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