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Sofferenza della mente e vita dell'anziano |
dal GIORNALE DI BRESCIA del 20 agosto 2001
Nella persona attempata la malattia depressiva aggrava le sofferenze dovute alle altre patologie
La depressione è un problema medico e sociale di sempre maggior diffusione nella popolazione generale. In particolare, nella persona anziana la malattia depressiva aggrava le sofferenze dovute alle altre patologie di cui l'anziano comunemente soffre, ne peggiora la prognosi e può rendere la persona che ne è affetta incapace di provvedere ai propri bisogni e alla cura del sé. Appare evidente come la depressione costituisca un grave problema da affrontare con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione. Oggigiorno disponiamo fortunatamente di armi numerose ed efficaci; i risultati ottenuti attraverso l'uso dei farmaci o le psicoterapie giustificano l'ottimismo nei confronti di questa malattia: un male per molti versi oscuro ma finalmente curabile. Curabile a patto che venga diagnosticato. Il problema della diagnosi, soprattutto nella popolazione anziana, è infatti tutt'altro che secondario: troppo spesso la depressione è sottodiagnosticata e di conseguenza sottotrattata. Il perchè di queste carenze diagnostiche va ricercato in più ambiti. Sicuramente nel vecchio la patologia psichica intreccia i suoi rami con quella somatica. Il dolore cronico e debilitante della malattia artrosica o tumorale possono a lungo andare costituire elementi di rottura del senso di sé, e indurre nell'anziano che ne soffre uno stato depressivo che potrebbe però essere alleviato attraverso una semplice terapia analgesica; d'altra parte, dolore cronico e altri sintomi fisici possono anche essere il biglietto da visita della depressione cosiddetta "mascherata" - che si manifesta sovente solo con la comparsa di sintomi somatici - che non si gioverà di altra terapia che quella antidepressiva. A complicare il quadro esistono patologie, come l'ipotiroidismo o le demenze, delle quali la depressione dell'umore rappresenta un sintomo o un evento che occorre costantemente seguire, specie nelle fasi iniziali. Si vede perciò come sia spesso molto difficile distinguere una depressione dalle comuni, disabilitanti malattie che si incontrano con l'avanzare dell'età. Eventi personali traumatici come la perdita del coniuge, la separazione o l'allontanamento dei figli con l'isolamento che spesso ne deriva e perfino il pensionamento possono causare depressioni clinicamente significative che tuttavia vengono spesso confuse con una malinconia fisiologica della persona anziana, e perciò poco o per nulla trattate. Eppure sembra improprio ed è sicuramente superficiale attribuire la responsabilità di questo vuoto diagnostico unicamente alla complessità della malattia o all'incompetenza di chi dovrebbe riconoscerla. Gli anziani sono riluttanti ad esporre la loro sofferenza, forse a causa di un profondo senso del pudore, oppure perchè la cultura del loro tempo, non ancora &laqno;psicologizzata» come quella odierna, non ha dato loro l'abitudine a portare uno sguardo verso la propria interiorità negando l'opportunità di riconoscere e esternare i propri sentimenti e il proprio disagio psichico. Inoltre la depressione è spesso vista dalla persona anziana come debolezza morale o caratteriale e pertanto negata, in specie dai soggetti di sesso maschile, meno inclini ad esprimere emozioni e sentimenti rispetto all'altro sesso, incapaci di piangere e più pronti a mascherare il proprio vissuto depressivo attraverso l'abuso di alcool. Allo stesso modo i medici possono essere influenzati nella loro valutazione dai medesimi stereotipi culturali, evitando di porre domande &laqno;imbarazzanti» col risultato di non indagare aspetti fondamentali del problema. Come si è visto, la questione è complessa e andrebbe affrontata da più parti. Innanzitutto il medico dovrebbe procedere ad un esame clinico accurato in modo da escludere altre patologie che possano mimare una sintomatologia depressiva o esserne causa. Successivamente, posta la diagnosi, il medico dovrebbe fornire chiare spiegazioni alla persona depressa circa la malattia che sta affrontando. Bisognerebbe spiegare che la difficoltà ad addormentarsi, alcuni sintomi fisici e il senso di impotenza e di disperazione che si possono avvertire sono parte della malattia depressione, avendo cura di offrire nel contempo varie possibilità terapeutiche. Chiarire ogni aspetto del problema può essere utile affinchè chi soffre vinca la propria reticenza a parlarne e si affidi al medico come se fosse affetto da qualsiasi altra malattia. Tutto questo è possibile solo in virtù di una stretta collaborazione fra soggetto e oggetto della cura, fra medico e paziente. Virginio Salvi