Anoressici sempre più precocemente

dal GIORNALE DI BRESCIA del 13 agosto 2001

L'allarme viene da una recente ricerca internazionale coordinata dall'Università Cattolica

Alimentati dal mito della magrezza nei giovani si abbassa l'età dei primi disturbi alimentari

Spinti dal mito della magrezza compaiono in età sempre più giovane i primi segnali dei disturbi alimentari, in particolare anoressia e bulimia, anche se la fascia d'età maggiormente colpita rimane quella adolescenziale. L'allarme viene da una recente ricerca internazionale coordinata dall'università Cattolica di Roma. L'età di insorgenza dei disturbi, ha spiegato Antonio Ciocca del Policlinico Gemelli, si sta modificando verso il basso (età prepuberale e infanzia) ma anche verso l'alto (disturbi tardivi, oltre i 30-35 anni). Gli esperti hanno segnalato anche forme molto gravi di anoressia ad insorgenza precocissima, della prima infanzia e anche del neonato. In genere si tratta di figli di madri anoressiche; è dunque ipotizzabile un ruolo della componente genetica, ma anche delle condizioni nelle quali si svolge la gravidanza. La ragazza anoressica in genere non si rende conto di essere rimasta incinta, è senza pancia e a volte arriva al parto senza sapere di essere incinta. DIFFUSIONE DELLA MALATTIA: nella popolazione l'incidenza della malattia è inferiore all'1% per l'anoressia e del 2,5% per la bulimia; in particolare, nella popolazione femminile la prevalenza è dello 0,5% per l'anoressia e tra l'1 e il 3% per la bulimia. In Italia, ha spiegato il presidente della Società italiana per lo studio dei comportamenti alimentari Fausto Manara, si calcolano 65.000 malati. Per entrambe le patologie la prevalenza negli uomini è pari a 1/10 rispetto alle donne. L'incidenza totale per anno dei disturbi alimentari è di circa 8/100mila per l'anoressia e di 12/100mila per la bulimia. Se si considerano le fasce di età, per l'anoressia il tasso di incidenza è più alto in quella compresa tra i 15 e i 19 anni (pari a 79,6/100mila). Per la bulimia la fascia con il tasso di incidenza più alto è quella dai 20 ai 24 anni (pari a 82,1/100mila). Mentre per l'anoressia, particolarmente nella fascia di età 10-19 anni, si evidenzia un progressivo incremento. I più recenti dati disponibili sulla bulimia fanno registrare una sostanziale stabilizzazione dell'incidenza, dopo il boom degli anni '80. ASSOLTA LA FAMIGLIA, LA MADRE NON HA COLPE: nella maggior parte dei casi il rapporto con la madre è assolutamente normale e si altera solo quando la ragazza comincia a stare male; ma questa è una reazione normale, una conseguenza e non una causa. La famiglia non va colpevolizzata ma supportata. I SEGNI DI UN DISAGIO DA INTERPRETARE: anoressia e bulimia, spiegano gli esperti, sono patologie che spaventano anche perchè presentano molte sfaccettature come problemi psichiatrici, psicologici, internistici, endocrinologici, sociali. Molto importante l'aiuto che queste ragazze possono ricevere in fase adolescenziale dalla famiglia, dalla scuola ma soprattutto dal gruppo dei pari, dei coetanei. Importante cogliere i segni di allarme: la ragazza comincia a dimagrire, si isola, vuole rimanere da sola e non frequenta più gli amici come prima; il segno forse più importante è che una ragazza in precedenza non brillante negli studi, improvvisamente diventa molto brava a scuola. A metà maggio l'ex ministro della Sanità Umberto Veronesi aveva promosso un piano nazionale per la cura e l'assistenza ai malati con disturbi alimentari, predisposto da una commissione di esperti, che tuttavia non ha ancora trovato attuazione. Il piano prevede l'istituzione di una rete di strutture ospedaliere, day hospital e ambulatori in grado di rispondere alle richieste dei malati e delle loro famiglie. "Purtroppo - ha aggiunto Manara - il progetto, inserito nel Piano sanitario nazionale non è ancora partito. Speriamo che il ministro Girolamo Sirchia possa darne al più presto piena attuazione".(Ansa).

 

 

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