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Le conclusioni del Congresso della Società italiana di psichiatria |
da IL GIORNALE DI BRESCIA del 2 Luglio 2001
I volti dell'ansia
Molte affinità tra differenti patologie
Più si affinano le capacità diagnostiche e più il termine generico di ansia rivela le sue infinite sfaccettature, che si manifestano in altrettanti disturbi con caratteristiche e sintomatologie diverse, curabili oggi con terapie più mirate. Vediamone alcune. Disturbi di panico - Tra questi disturbi quello più studiato è il Dap, disturbo da attacchi di panico, che si calcola colpisca nella forma conclamata il 3-4% della popolazione mondiale, ma che in realtà il 10% della popolazione ne esperimenta una forma con una sintomatologia sotto soglia. Quindi si tratta di un disturbo di cui soffrono 500 milioni di persone nel mondo. Il primo episodio di attacco di panico difficilmente si dimentica, per la perdita del controllo di sè e la violenta e netta sensazione di essere sul punto di morire, oltre a tutto il corollario di altri sintomi somatici (sudorazione, palpitazioni, dolore al petto, dispnea, vertigini, vampate di calore, brividi di freddo, tremori). I sintomi psichici sono rappresentati da una improvvisa paura o terrore, da una sensazione di morte improvvisa o di perdita di controllo delle proprie idee ed azioni. Dopodiché il paziente inizia a soffrire di ansia anticipatoria, in quanto vive nel terrore che questo episodio si ripeta. Ciò va ad innescare tutta una serie di meccanismi di evitamento, in quanto il paziente cerca di evitare tutte le situazioni che potrebbero scatenargli un nuovo attacco e gradatamente scivola nell'agorafobia. Di conseguenza si isola, non esce più o accetta di uscire solo accompagnato dal cosiddetto "partner fobico", ossia una persona che lo accompagni e lo supporti in caso di attacco. Le sequele possono essere pesanti, perché, oltre sviluppare una comorbità depressiva, il paziente ricorre spesso agli alcolici per tentare di placare l'ansia o rischia di abusare di farmaci ansiolitici, che non agiscono alla radice del disturbo, ma gli creano dipendenza. Il Dap, se ben trattato fin dall'inizio, è curabile nel 70-80% dei casi. Il trattamento della fase acuta dura due-tre mesi, seguito da una fase di mantenimento di 6-7 mesi, dopodiché la terapia va diminuita progressivamente. Il tempo medio di trattamento è generalmente di 12/18 mesi. Fobia sociale - Un altro disturbo d'ansia che è emerso recentemente in tutta la sua dimensione è la fobia sociale, fino a pochi anni fa definito un disturbo "negletto" e oggi considerato un problema di salute pubblica, come ha ricordato il dottor Brugnoli. È infatti un disturbo diffusissimo, ma per il suo carattere pervasivo, sottile e subdolo non viene il più delle volte riconosciuto come tale e viene spesso confuso con la semplice timidezza. Molto difficilmente arriva all'osservazione del medico e dello psichiatra, perché il paziente ha una ridotta consapevolezza della sua malattia. In realtà questi pazienti hanno una incapacità ad avere relazioni sociali. Nella classificazione delle varie forme depressive i criteri diagnostici relativi alla fobia sociale, secondo la classificazione dell'Organizzazione mondiale della sanità (Icd-10) sono descritti come segue: · La fobia sociale è centrata sulla paura di essere giudicati dagli altri (specialmente se si è in piccoli gruppi) o di essere al centro dell'attenzione o di comportarsi in modo imbarazzante o umiliante. · Questa fobia può essere ristretta a: quando si mangia in pubblico; quando bisogna parlare in pubblico; negli incontri con il sesso opposto. · La fobia può essere estesa a: quasi tutte le situazioni sociali al di fuori del proprio cerchio familiare (forme generalizzate). Tali rinunce possono gradatamente estendersi a molte altre situazioni con la conseguenza di un quasi completo isolamento. Le conseguenze sono una perdita di qualità di vita, una grave limitazione della vita professionale e relazionale, con progressivo isolamento e comportamenti di evitamento. Spesso si sovrappone una depressione o il paziente si rifugia nell'alcolismo o in abuso di sostanze. Per questo tipo di disturbo d'ansia è importante una strategia terapeutica integrata che prevede, da un lato, un trattamento farmacologico, ma dall'altro un intervento psicoterapeutico di tipo cognitivo, per capire quali sono le situazioni che gli creano difficoltà e aiutare il paziente a superarle. Disturbo d'ansia generalizzato - Il Dag o disturbo d'ansia generalizzato fino a poco tempo fa era una diagnosi residuale. Ossia per esclusione, quando un paziente non rientrava negli schemi diagnostici dei disturbi d'ansia definiti, si catalogava come sofferente di ansia generalizzata. In realtà anche questo disturbo d'ansia ha una sua caratterizzazione ben precisa ed il perfezionamento diagnostico ha permesso di valutarne meglio le dimensioni nell'ambito della popolazione generale, che lo pongono al secondo posto dopo le fobie semplici. Si calcola, quindi ne soffra circa il 10% della popolazione generale. Questo disturbo è caratterizzato da una costante presenza di sintomi d'ansia, uno stato d'allarme generalizzato, che coinvolge sia la sfera psichica-emotiva, sia la sfera somatica. Il paziente vive, quindi, in uno stato costante di apprensione, precarietà e preoccupazione, che va ad interferire pesantemente sul piano funzionale e sociale. Inoltre tende a somatizzare, per cui soffre di tutta una serie di disturbi fisici (palpitazioni, fame d'aria, eccessiva sudorazione, insonnia, dolori diffusi) che lo portano spesso dal medico. Oltre alla comorbidità fisica, è molto frequente l'associazione di forme depressive. Alla base di questo disturbo è stata riscontrata una riduzione del neurotrasmettitore serotonina che porta ad esaurimento funzionale dei sistemi serotoninergici. Ciò determina un'amplificata risposta allo stress ed un perenne stato di allarme nel paziente.