Capire i problemi della psichiatria

Lettera al Direttore del GIORNALE DI BRESCIA del 11 aprile 2001

La conferenza su &laqno;Più impegno per la salute mentale» del 24 marzo scorso, ha raggiunto un successo di pubblico incerdibile per questi tempi. La conduzione è stata impeccabile e le relazioni hanno dimostrato la passione con la quale il Coordinamento psichiatrico bresciano ha operato in favore dei malati. Non potendo esprimere le mie impressioni su tutte le relazioni mi soffermo sull'ultima di Piera Taglietti che a mio avviso rappresenta il documento politico dell'intera conferenza. Cerchiamo di capire il problema della psichiatria facendo tesoro di quanto riportato nella relazione. È soltanto riflettendo insieme, che si evita di cadere nelle lamentazioni; sport molto praticato ma che noi, tutori degli utenti, non condividiamo. Infatti, se la sanità è per qualcuno non rispondente ai bisogni sarà bene che ciascuna delle parti in causa faccia un'onesta valutazione del suo operato e dei relativi comportamenti. Taglietti ricorda che il cittadino &laqno;ha voce». Lo dice il decreto legislativo che stabilisce il diritto ad intervenire in materia di sanità. Ma che cosa significa intervenire? Significa esserci, essere presenti nelle istituzioni. Esserci vuol dire per il Coordinamento bresciano psichiatrico portare avanti un obiettivo che dovrebbe essere comune: il benessere del cittadino malato inteso nella sua globalità sanitaria e sociale. Ci viene ricordato che i soggetti chiamati a collaborare, seppur in chiave consultiva, sono i cittadini rappresentati dalle associazioni di tutela. Peccato che noi, ricorda il relatore non siamo mai stati chiamati a partecipare a nessuna fase di programmazione, a verifiche sui risultati conseguiti, così come previsto dal decreto. E allora dobbiamo con onestà domandarci se hanno sbagliato solo i dirigenti delle istituzioni impegnate nella psichiatria o anche tutti noi, ed io in prima persona, agendo con fair play, scrivendo, chiedendo, avanzando proposte il più delle volte disattese. Lo spirito della legge non è questo e chi detiene il potere locale lo sa benissimo; la collaborazione non è questa. Ma se da un lato riconosciamo le nostre manchevolezze dettate a volte da eccessiva compostezza, pretendiamo che anche chi esplica un servizio pubblico, si comporti di conseguenza e ponga rimedio ad ogni forma d'oscurantismo evitando di riterener la nostra presenza un'ingerenza non accettabile, arrivando a reazioni d'insofferenza che non siamo disposti a sopportare. Riteniamo che il servizio pubblico, i cui oneri - non dimentichiamo - vengono coperti dai contribuenti, debba fare una riflessione, e mettere in atto quel rispetto, per chi, senza compenso alcuno, dedica energie, tempo e qualche frustrazione di troppo per far funzionare ciò che, in conseguenza di quanto detto prima, dovrebbe di per sè camminare. Noi tutori degli utenti abbiamo commesso errori in passato? Bene è tempo che non ci si avvalga di questi errori per mandarci dietro la lavagna, ma ci venga accordata maggior stima non fosse altro perchè noi, i nostri errori li ammettiamo sempre. Possono altri sostenere con pari dignità quest'affermazione? Noi non abbiamo mai mentito. Possono altri associarsi a noi in questa dichiarazione? Le sollecitazioni di Piera Taglietti inducono ad impegnarci affinchè nell'immediato futuro uno dei nostri compiti sia quello di rafforzare la determinazione per porre in essere tutti quegli strumenti legislativi che costringano i riottosi a cambiare atteggiamento. Ancora volta esprimiamo il desiderio di avere da una parte un movimento d'opinione capace e realmente a tutela degli interessi collettivi e dall'altra vi siano funzionari e dirigenti moderni degni di uno Stato moderno. Ricordiamoci sempre che dietro il buonismo che si mostra in pubblico frequentemente si nasconde un comportamento diametralmente opposto quando si opera nella stanza dei bottoni. Il Movimento che mi onoro di presiedare sarà vigile, accorto e presente e si compiace col Coordinamento bresciano psichiatrico per aver promosso un'iniziativa che inciderà positivamente sul futuro del suo lavoro.

MARISA CLEMENTONI TRETTI

Movimento per i diritti del malato

 

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